Su una collina boscosa, a una certa distanza dalle mura di Urbino, sorge una chiesa francescana di sorprendente austerità: San Bernardino degli Zoccolanti, che la tradizione indica come il Mausoleo dei Duchi (Mausoleo dei Duchi). Lontano dal fervore cittadino, questo luogo di raccoglimento fu scelto per accogliere le spoglie della dinastia che fece di Urbino una delle corti più splendenti del Rinascimento italiano. Proprio la sua essenzialità, la geometria nitida e l'economia dei mezzi ne fanno una tappa discreta ma essenziale dell'architettura del tardo Quattrocento.
Uno scrigno funerario per i Montefeltro
La chiesa sarebbe stata edificata negli anni 1482-1491, per iniziativa della casa dei Montefeltro, per servire da necropoli familiare. È qui che riposerebbero i duchi di Urbino, e in particolare Federico da Montefeltro (1422-1482), il condottiero letterato, mecenate di Piero della Francesca e di Luciano Laurana, il cui celebre profilo dal naso spezzato rimane uno dei volti emblematici del Quattrocento. La scelta di un sito appartato, fuori dalla città, si iscrive in una lunga tradizione di raccoglimento francescano: l'ordine degli Zoccolanti (un ramo osservante dei Frati Minori) presta il proprio nome all'edificio.
Il carattere funerario del luogo conferì all'insieme una portata memoriale particolare: più di una semplice chiesa conventuale, San Bernardino voleva essere il manifesto architettonico di una dinastia intenta a perpetuare il proprio prestigio oltre la morte.
L'enigma dell'attribuzione: Bramante o Francesco di Giorgio?
La paternità dell'edificio è oggetto di un dibattito classico, tuttora aperto, tra due grandi nomi del Rinascimento. Alcuni storici attribuiscono l'ideazione a Donato Bramante (1444 ca.-1514), l'architetto marchigiano destinato a diventare, più tardi, il capomastro della nuova basilica di San Pietro a Roma. Altri vi riconoscono la mano di Francesco di Giorgio Martini (1439-1501), l'ingegnere e architetto senese che lavorò a lungo a Urbino al servizio dei Montefeltro, in particolare al Palazzo Ducale.
Né l'una né l'altra attribuzione riscuote oggi l'unanimità, in mancanza di documenti conclusivi. Ciò che è certo, invece, è che l'edificio reca il segno di un pensiero architettonico rigoroso: pianta chiara, volumi dominati, sapiente gioco delle proporzioni. La sobrietà dei materiali — mattone e pietra — nulla toglie alla forza della composizione; anzi, ne rafforza la leggibilità geometrica. L'interno, coronato da una cupola, testimonierebbe di quella ricerca di armonia spaziale caratteristica delle sperimentazioni a pianta centrale del tardo Quattrocento.
La Pala di Brera: un'opera capitale oggi a Milano
È al contesto montefeltresco, e alla memoria di Federico, che si lega uno dei dipinti più celebri di tutto il Rinascimento: la Pala di Brera, detta anche Pala Montefeltro, di Piero della Francesca. Questa «Sacra Conversazione» raffigura la Vergine con il Bambino attorniata da santi e angeli, con, inginocchiato in primo piano, Federico da Montefeltro in armatura, le mani giunte. Al di sopra della scena, un uovo di struzzo sospeso a una conchiglia — dettaglio enigmatico e famoso — ha alimentato innumerevoli interpretazioni simboliche.
Questo capolavoro è oggi conservato alla Pinacoteca di Brera, a Milano. La sua provenienza precisa è discussa: la pala sarebbe stata destinata a un'istituzione religiosa legata ai Montefeltro, e la tradizione la associa volentieri a San Bernardino degli Zoccolanti come possibile luogo d'origine, senza che tale destinazione iniziale sia accertata con sicurezza. In ogni caso, occorre tenere presente che quest'opera non si trova più sul posto: il visitatore di Urbino non potrà ammirarla nella chiesa, ma soltanto a Milano.
Cosa vedere assolutamente
- La sagoma geometrica dell'edificio, esempio notevole della sobrietà rinascimentale, posata sulla sua collina fuori dalla città.
- L'interno dalla pianta chiara, la cui cupola coronerebbe uno spazio pensato secondo un ideale di armonia a pianta centrale.
- Il contrasto, tutto francescano, tra l'austerità dei materiali (mattone e pietra) e l'ambizione dell'ideazione architettonica.
- Il legame memoriale con la dinastia dei Montefeltro, e in particolare con Federico, uno dei grandi mecenati del Quattrocento.
- La veduta su Urbino e sul suo Palazzo Ducale, che il sito sopraelevato offrirebbe al passeggiatore (da verificare sul posto).
Informazioni pratiche
La chiesa si trova fuori le mura, su una collina a una certa distanza dal centro storico di Urbino: l'accesso presuppone una breve camminata o uno spostamento dalla città, in un contesto più rurale che urbano. Gli orari di apertura, spesso limitati per questo tipo di edificio appartato, sarebbero variabili e converrebbe verificarli presso l'ufficio del turismo di Urbino prima di ogni visita. Urbino, il cui centro storico è iscritto nel patrimonio mondiale dell'UNESCO dal 1998, si scopre idealmente abbinando questa tappa al Palazzo Ducale e alla Galleria Nazionale delle Marche. (Informazioni pratiche da verificare.)
Quiz
1. Quale dinastia ebbe in San Bernardino degli Zoccolanti il proprio luogo di sepoltura?
- I Medici
- I Montefeltro
- I Gonzaga
2. A quali architetti è attribuita, al condizionale, l'ideazione dell'edificio?
- Brunelleschi o Alberti
- Bramante o Francesco di Giorgio Martini
- Michelangelo o Sangallo
3. Dove si trova oggi la Pala di Brera di Piero della Francesca, legata al contesto montefeltresco?
- Alla Pinacoteca di Brera, a Milano
- Nella chiesa di San Bernardino, a Urbino
- Agli Uffizi, a Firenze

