Un ospizio dei gesuati in riva alla Giudecca
Addossata al lungo e assolato molo delle Zattere, nel sestiere di Dorsoduro, la chiesa di Santa Maria della Visitazione erge la sua facciata chiara di fronte al canale della Giudecca. Modesta nelle dimensioni, essa appartiene tuttavia a quel momento fecondo in cui Venezia, a cavallo tra il XV e il XVI secolo, traduce nella pietra il nuovo vocabolario del Rinascimento. L'edificio è legato all'ordine dei gesuati, una congregazione di laici — i Jesuati, fondata nel XIV secolo dal beato Giovanni Colombini da Siena — che si era stabilita sulle Zattere e vi manteneva un ospizio e attività caritative. La chiesa nasce da questa vocazione all'accoglienza: essa è dapprima una cappella d'ospizio, destinata alla comunità e ai poveri che vi venivano soccorsi, prima di essere un monumento di prestigio.
La costruzione viene generalmente collocata tra il 1493 e il 1524 circa, ossia in una trentina d'anni che coprono il passaggio dal primo stile rinascimentale veneziano alla sua piena maturità. Questa datazione resta da confermare nel dettaglio, ma colloca l'edificio nella scia diretta dei cantieri che, a Venezia, avevano rinnovato l'architettura religiosa a partire dagli anni Ottanta del Quattrocento: si pensi a Santa Maria dei Miracoli, capolavoro di marmo policromo, o alle facciate delle grandi scuole. I gesuati, il cui ordine fu infine soppresso nel XVII secolo (nel 1668), cedettero poi il posto, sulle Zattere, ai Domenicani, che fecero edificare lì accanto la vasta chiesa barocca dei Gesuati (Santa Maria del Rosario, XVIII secolo, opera di Giorgio Massari). La piccola chiesa della Visitazione rimase, dal canto suo, come testimone più antico e più discreto di questo angolo di Dorsoduro.
Occorre qui dissipare subito un equivoco tenace. Santa Maria della Visitazione non è la chiesa soprannominata «La Pietà» dove insegnava e faceva eseguire la sua musica Antonio Vivaldi. Quest'ultima — Santa Maria della Visitazione della Pietà — si trova dall'altra parte del Canal Grande, sulla Riva degli Schiavoni, presso San Marco; è un edificio del XVIII secolo, di stile tardo barocco, anch'esso dovuto a Giorgio Massari, celebre per il suo soffitto dipinto da Giambattista Tiepolo. La somiglianza dei nomi (entrambe evocano la Visitazione della Vergine) e la fama musicale della «Pietà» fanno sì che i due santuari vengano di frequente confusi. La chiesa delle Zattere, invece, è un monumento rinascimentale, senza alcun legame con Vivaldi, e il suo valore risiede in due elementi: la sua facciata e il suo soffitto.
La facciata lombardesca e il soffitto a cassettoni
La facciata in pietra d'Istria, quel calcare bianco e compatto che conferisce a tanti monumenti veneziani il loro splendore luminoso, è una delle attrattive principali dell'edificio. Sobria ed equilibrata, essa appartiene allo stile detto lombardesco, dal nome della dinastia dei Lombardo — Pietro Lombardo e i suoi figli Tullio e Antonio — che dominò la scultura e l'architettura veneziane della fine del Quattrocento e impose un linguaggio di paraste scanalate, di capitelli finemente cesellati, di medaglioni e di proporzioni pacate. L'attribuzione della facciata resta tuttavia incerta: la critica la riconduce ora alla cerchia dei Lombardo, ora a un maestro anonimo talvolta indicato, in mancanza di un nome d'archivio, come il «Maestro delle Zattere». Prudenza dunque: si può parlare di un'opera lombardesca — cioè nella maniera e nello spirito dei Lombardo — senza assegnarle con certezza una mano precisa.
Lo sguardo vi si sofferma soprattutto sul portale, incorniciato da paraste che sorreggono una trabeazione, ornato con la misura caratteristica del primo Cinquecento veneziano: nulla di clamoroso, ma un'arte della superficie piana animata da sottili rilievi e dalla qualità dell'intaglio. La facciata, scandita dalle sue lesene e coronata con sobrietà, illustra bene quel Rinascimento veneziano che predilige la chiarezza delle linee e la preziosità del dettaglio alla teatralità. Sul molo delle Zattere, ampiamente esposta al sole del mezzogiorno, la pietra d'Istria assume secondo le ore toni biondi, rosati o argentei che fanno parte del piacere della scoperta.
Ma è forse all'interno che si cela il tesoro più raro: il soffitto a cassettoni dipinti. La navata è coperta da un soffitto ligneo scompartito in circa cinquantotto cassettoni (il conteggio è da verificare), ciascuno dei quali accoglie una figura dipinta. L'insieme, generalmente ricondotto a una scuola umbro-veneta dell'inizio del XVI secolo, dispiega una galleria di profeti e sibille — quelle figure dell'Antico Testamento e dell'antichità pagana che la cultura cristiana del Rinascimento associava volentieri come annunciatori, gli uni per la Scrittura, le altre per i loro oracoli, della venuta di Cristo. Questo programma iconografico, comparabile nel suo principio a quello che Michelangelo dispiegherà sulla volta Sistina, è qui trattato alla scala intima di una chiesa d'ospizio, il che ne fa una testimonianza tanto più preziosa. I decori a cassettoni dipinti di questo periodo conservati in loco sono rari a Venezia, dove tanti soffitti sono stati rifatti, dispersi o sostituiti: quello della Visitazione, per la sua coerenza e la sua antichità, merita a questo titolo un'attenzione particolare. Si ammirerà la varietà degli atteggiamenti, dei panneggi e degli attributi che individuano ciascun profeta e ciascuna sibilla nella griglia regolare dell'orditura.
Una discreta tappa del Rinascimento veneziano
Considerata nel suo insieme, Santa Maria della Visitazione condensa in un luogo modesto diversi tratti salienti della Venezia del Rinascimento: la vitalità degli ordini caritativi, qui i gesuati, che costruivano e ornavano a misura della loro missione; l'eleganza contenuta dell'architettura lombardesca in pietra d'Istria; e la persistenza di un decoro dipinto antico che i rimaneggiamenti dei secoli successivi hanno, per fortuna, risparmiato. La chiesa non rivaleggia con i grandi santuari della città, ed è proprio questo a costituire il suo interesse: essa offre, lontano dalla folla di San Marco, una lettura diretta e quasi domestica dell'arte veneziana attorno al 1500.
La sua posizione, infine, partecipa del suo fascino. Le Zattere figurano tra le passeggiate più luminose di Venezia, aperte sull'ampio canale della Giudecca; la chiesa vi si inserisce tra gli antichi magazzini, le fondamenta e l'imponente vicina dei Gesuati. Il contrasto tra la sobrietà rinascimentale della Visitazione e l'ampiezza barocca del santuario domenicano lì accanto riassume, in pochi metri di molo, due secoli di storia religiosa e artistica veneziana. Per chi esplora Dorsoduro, la piccola chiesa dei gesuati è una sosta da intenditori: vi si viene meno per un capolavoro isolato che per l'accordo di una facciata scolpita e di un soffitto dipinto, due frammenti autentici del primo Cinquecento che si rispondono dalla pietra al legno.
Cosa vedere assolutamente
- La facciata in pietra d'Istria di stile lombardesco, di attribuzione incerta (cerchia dei Lombardo o «Maestro delle Zattere»), e la luce che vi getta il sole delle Zattere.
- Il portale a paraste e la sua trabeazione, esempio misurato del decoro rinascimentale veneziano del primo Cinquecento.
- Il soffitto a cassettoni dipinti (una cinquantina, ~58) raffigurante profeti e sibille, raro decoro rinascimentale conservato in loco.
- Il contesto: antica chiesa d'ospizio dell'ordine dei gesuati, da non confondere con «La Pietà» di Vivaldi.
- La passeggiata delle Zattere stessa, di fronte alla Giudecca, e la sorprendente vicinanza della chiesa barocca dei Gesuati.
Informazioni pratiche
Chiesa situata nel sestiere di Dorsoduro, sulla Fondamenta delle Zattere ai Gesuati, in riva al canale della Giudecca, accanto alla chiesa dei Gesuati (Santa Maria del Rosario). Accesso a piedi dal vaporetto più vicino che serve le Zattere. Gli orari di apertura e le condizioni d'accesso (l'edificio ha conosciuto nel tempo usi non esclusivamente di culto) sono da verificare in loco o presso le fonti ufficiali prima di ogni visita: non vengono riportati qui per evitare informazioni errate. Prevedere un abbigliamento decoroso, come in ogni luogo di culto.
Quiz
- A quale ordine religioso è storicamente legata la chiesa di Santa Maria della Visitazione alle Zattere?
- a) I Domenicani
- b) I gesuati
- c) I Francescani
- Quale decoro interno costituisce la rarità di questa chiesa?
- a) Un soffitto a cassettoni dipinti con profeti e sibille
- b) Una cupola dipinta da Tiepolo
- c) Un mosaico bizantino dorato
- Con quale chiesa questa «Visitazione» viene spesso confusa?
- a) La Salute
- b) «La Pietà» di Vivaldi, barocca, sulla Riva degli Schiavoni
- c) San Giorgio Maggiore

