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Rinascimento italiano

Santa Caterina dei Funari

Rome

Santa Caterina dei Funari

Una tappa del manierismo romano alle soglie della Controriforma

Sorta in disparte dalle grandi arterie, nel dedalo di vicoli del rione Sant'Angelo, a due passi da piazza Mattei e dalla sua delicata Fontana delle Tartarughe, la chiesa di Santa Caterina dei Funari appartiene a quella Roma intima che il passante scopre quasi per caso. La sua facciata, portata a compimento negli anni Sessanta del Cinquecento, è tra le testimonianze più compiute del manierismo architettonico romano, in quel momento di svolta in cui la Chiesa, uscita dal concilio di Trento, cerca un linguaggio capace di coniugare il nuovo rigore dottrinale e l'eredità formale del tardo Rinascimento.

L'edificio attuale sarebbe stato eretto, secondo la tradizione, tra il 1560 e il 1564, su un sito già occupato da un santuario medievale. L'appellativo « dei Funari » rimanderebbe ai funari (funai, cordai) che, si dice, lavoravano e tendevano le loro corde in questo settore del quartiere; l'etimologia, largamente accolta, va però maneggiata con la prudenza che s'impone di fronte alle tradizioni toponomastiche romane. Il nuovo cantiere sarebbe legato alla presenza di un'istituzione caritativa votata all'accoglienza e alla protezione delle fanciulle povere o esposte, opera tipica della pietà attiva che si dispiega a Roma nello spirito della riforma cattolica. Questa vocazione sociale, che pone sotto il patrocinio di santa Caterina d'Alessandria l'educazione e la dote delle giovani, illumina al tempo stesso il programma della chiesa e il suo inserimento in un tessuto urbano popolare.

La facciata è generalmente attribuita a Guidetto Guidetti, architetto formatosi nell'orbita di Michelangelo e collaboratore dei grandi cantieri romani della metà del secolo. A lui si deve una composizione a due ordini, articolata da paraste e coronata da un frontone, la cui dotta ordinanza e il gioco degli aggetti tradiscono una cultura nutrita delle ricerche michelangiolesche. La relativa sobrietà dell'insieme, la chiarezza della scansione verticale e il trattamento plastico delle membrature architettoniche iscrivono l'edificio nella linea che va dal Rinascimento romano alle prime formulazioni dell'architettura tridentina. Occorre tuttavia ricordare che l'attribuzione precisa, come la parte esatta spettante a ciascun interveniente in un cantiere di questo periodo, resta soggetta a discussione e trarrebbe vantaggio da una conferma nella documentazione d'archivio.

Una decorazione dipinta tra manierismo e alba del barocco

L'interno, a navata unica fiancheggiata da cappelle laterali, offre un insieme decorativo notevole per chi voglia leggere, in un solo luogo, il passaggio da una generazione artistica all'altra. Lo strato più antico, contemporaneo o di poco posteriore alla costruzione, appartiene pienamente alla sensibilità manierista: composizioni dotte, figure allungate, cromie raffinate, sapienza dell'impaginazione ereditata da Raffaello e dai suoi continuatori.

Tra le opere più citate figura una Santa Margherita attribuita a Girolamo Muziano, pittore di origine bresciana attivo a Roma, la cui arte sposa la monumentalità romana a una sensibilità al paesaggio e alla luce venuta dalla sua formazione settentrionale. Il Muziano è tra gli artisti che, in questi decenni, contribuiscono a orientare la pittura religiosa verso una maggiore chiarezza narrativa e gravità devota, in accordo con le attese della Controriforma. Alla decorazione della chiesa si riconducono anche pale di Federico Zuccari, una delle figure maggiori del manierismo internazionale, e di Livio Agresti, pittore di Forlì rappresentativo di questa stessa cultura. Queste attribuzioni e la rispettiva collocazione delle pale richiedono di essere verificate sul posto e confrontate con la letteratura specialistica, tanto i rimaneggiamenti e gli spostamenti di opere hanno potuto, nel corso dei secoli, offuscare l'ordinanza originaria.

L'interesse storico di Santa Caterina dei Funari risiede anche nella presenza, segnalata dalla tradizione critica, di un'opera giovanile che si riconduce ad Annibale Carracci. Se questa attribuzione si confermasse, farebbe della chiesa un luogo prezioso per cogliere, in un solo sguardo, il ribaltamento estetico della fine del Cinquecento: da un lato il manierismo al tramonto, brillante ma talvolta giudicato formalista; dall'altro la riforma portata dai Carracci che, riannodando lo studio diretto della natura e la chiarezza della composizione, apre la via al primo barocco. Un'opera simile, da situare ed etichettare come testimonianza del barocco nascente piuttosto che come parte integrante del programma manierista iniziale, invita il visitatore a distinguere con cura i due strati. Si avrà dunque cura di non confondere la decorazione originaria degli anni 1560-1570 con gli apporti e gli interventi successivi, e si terrà a mente che le questioni di attribuzione restano, qui come spesso, aperte.

Così intesa, Santa Caterina dei Funari si offre meno come un capolavoro isolato che come un prezioso documento: una chiesa di dimensioni modeste in cui si legge, attraverso l'architettura e la pittura, un momento decisivo dell'arte romana, quello in cui la Controriforma cerca le proprie forme e in cui il manierismo, al suo apogeo, porta già in germe il proprio superamento.

Cosa vedere assolutamente

  • La facciata manierista, attribuita a Guidetto Guidetti, e la sua ordinanza a due ordini improntata alla cultura michelangiolesca.
  • La Santa Margherita assegnata a Girolamo Muziano, esempio della pittura devota romana della Controriforma.
  • Le pale ricondotte a Federico Zuccari e a Livio Agresti, testimoni del manierismo internazionale a Roma (collocazioni da verificare sul posto).
  • L'opera giovanile attribuita ad Annibale Carracci, da leggere come segno anticipatore del barocco nascente.
  • L'inserimento urbano della chiesa, a pochi passi da piazza Mattei e dalla sua Fontana delle Tartarughe, nell'antico rione Sant'Angelo.

Informazioni pratiche

La chiesa si trova nel rione Sant'Angelo, nel cuore della Roma antica, a breve distanza da piazza Mattei e dalla sua celebre Fontana delle Tartarughe, non lontano dal quartiere dell'antico ghetto e da piazza Campitelli. Il luogo si presta a una visita combinata con le vie e le piazze circostanti, particolarmente pittoresche. Gli orari di apertura possono essere limitati e variabili, come spesso accade per le chiese secondarie di Roma; è prudente informarsi sul posto prima di recarvisi e rispettare il carattere di luogo di culto. Nessuna informazione su tariffe od orari viene qui fornita, in mancanza di fonte sicura.

Quiz

  1. In quale rione di Roma si trova la chiesa di Santa Caterina dei Funari?
  • a) Rione Trastevere
  • b) Rione Sant'Angelo
  • c) Rione Borgo
  1. A quale architetto, vicino a Michelangelo, si attribuisce generalmente la facciata?
  • a) Guidetto Guidetti
  • b) Carlo Maderno
  • c) Giacomo della Porta
  1. A quale pittore si associa un'opera giovanile qui conservata, che annuncia il barocco nascente?
  • a) Il Caravaggio
  • b) Annibale Carracci
  • c) Il Guercino