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Rinascimento italiano

San Luigi dei Francesi

Rome

San Luigi dei Francesi

A pochi passi da piazza Navona e dal Pantheon, San Luigi dei Francesi innalza la sua facciata chiara nel cuore della Roma dei papi. Chiesa nazionale dei francesi nell'Urbe fin dalla fine del Cinquecento, essa incarna la lunga presenza della Francia a Roma, sospesa tra devozione, diplomazia e prestigio dinastico. La sua vera anima rinascimentale sta nell'architettura e, soprattutto, nella facciata, opera di quella generazione di costruttori che, intorno al 1580, chiude il secolo dei grandi cantieri romani.

La chiesa nazionale francese e il suo mecenatismo

L'idea di un santuario dedicato ai francesi di Roma risale ai primi anni del Cinquecento. Il cantiere, spesso datato al 1518, procede a rilento, tra difficoltà finanziarie e i sussulti politici che scuotono il papato e il regno di Francia. L'edificio viene consacrato soltanto nel 1589, dopo oltre sette decenni di lavori discontinui. Questa lentezza spiega perché la chiesa appartenga, per le sue date, alla fine del Rinascimento romano, sul crinale tra il manierismo e ciò che di lì a poco diventerà il barocco.

Il mecenatismo dei Medici ebbe, secondo la tradizione, un ruolo decisivo nel completamento dell'edificio. Caterina de' Medici, regina di Francia, avrebbe contribuito al finanziamento e ceduto alcuni terreni, gesto coerente con la vocazione della chiesa come focolare della nazione francese. La stessa dedicazione è eloquente: il santuario è posto sotto il patronato di san Luigi, il re Luigi IX canonizzato, ma anche di santa Clotilde, regina dei Franchi all'origine della conversione di Clodoveo, e di Carlo Magno, figura imperiale che la monarchia francese rivendicava volentieri. Tre santi che, insieme, tracciano un intero romanzo nazionale dispiegato in terra romana.

Ancora oggi San Luigi dei Francesi resta la chiesa nazionale della Francia a Roma. Vi si celebrano le grandi feste francesi, e il suo pavimento come le sue pareti conservano i monumenti funebri di numerosi francesi morti nell'Urbe: prelati, artisti e diplomatici insieme.

L'architettura e la facciata di Della Porta

La facciata è l'elemento più notevole della componente rinascimentale dell'edificio. È tradizionalmente attribuita a Giacomo della Porta, uno degli architetti maggiori della Roma di fine Cinquecento, colui stesso che completò la cupola di San Pietro sui disegni di Michelangelo e che diede forma a tante facciate romane. Alcune fonti associano a questo cantiere anche il nome di Domenico Fontana, grande ingegnere e costruttore al servizio di Sisto V; sono attribuzioni da maneggiare con prudenza, poiché la documentazione antica resta oggetto di discussione.

Ultimata verso il 1589, la facciata si legge su due ordini separati da un cornicione marcato, secondo uno schema ereditato dall'architettura religiosa romana della Controriforma. Il travertino chiaro, le paraste regolari e le nicchie che accolgono statue compongono un prospetto ordinato, dove l'ornamento resta contenuto. Vi si noterebbero, stando alle descrizioni, effigi legate ai santi titolari e alla monarchia francese, oltre alla salamandra, emblema di Francesco I, richiamo al legame tra la chiesa e la corona. L'insieme illustra bene il passaggio dal lessico rinascimentale a una retorica più solenne, quella delle facciate di chiesa che proliferaranno nella Roma del secolo successivo.

All'interno, l'edificio adotta un impianto a tre navate, riccamente decorato nel corso dei secoli. La navata che si visita oggi porta però il segno di campagne ornamentali più tarde, in particolare un rivestimento di marmi e dorature che appartiene già a un'estetica post-rinascimentale.

Nota: Caravaggio e Domenichino appartengono al barocco

È qui che occorre essere chiari. La grande notorietà di San Luigi dei Francesi non dipende dalla facciata rinascimentale, bensì da un insieme pittorico posteriore, pienamente barocco. La cappella Contarelli custodisce il ciclo che Caravaggio dedicò a san Matteo: la Vocazione di san Matteo, il Martirio di san Matteo e San Matteo e l'angelo, realizzati intorno al 1599-1602. Queste tre tele, con il loro chiaroscuro radicale e il loro realismo folgorante, appartengono agli esordi assoluti del barocco romano e non al Rinascimento. Vanno dunque etichettate come tali, posteriori di una generazione alla facciata.

Allo stesso modo, la cappella Polet conserva affreschi del Domenichino dedicati a santa Cecilia, eseguiti agli inizi del Seicento. Anche in questo caso si tratta di arte barocca, da distinguere nettamente dalla componente rinascimentale dell'edificio. Questi capolavori spiegano l'affluenza del luogo, ma non devono confondere la datazione della sua architettura.

Cosa vedere assolutamente

  • La facciata in travertino attribuita a Giacomo della Porta, ultimata verso il 1589: la principale testimonianza rinascimentale dell'edificio.
  • Gli emblemi della monarchia francese, tra cui, stando alle descrizioni, la salamandra di Francesco I, leggibili nell'ordinamento della facciata.
  • Il ciclo di Caravaggio nella cappella Contarelli (da etichettare come barocco, 1599-1602 circa): Vocazione, Martirio e San Matteo e l'angelo.
  • Gli affreschi del Domenichino nella cappella Polet (barocchi, inizi del Seicento), dedicati a santa Cecilia.
  • I monumenti funebri delle personalità francesi sepolte a Roma, memoria viva della chiesa nazionale.

Informazioni pratiche

  • Chiesa cattolica officiante, sede della comunità francese di Roma; l'ingresso è in linea di principio libero e gratuito.
  • Posizione: rione Sant'Eustachio, tra piazza Navona e il Pantheon.
  • La chiesa rientra nel perimetro del Centro storico di Roma, iscritto nel patrimonio mondiale dell'UNESCO (1980).
  • Per le cappelle può essere previsto un impianto di illuminazione a pagamento, utile a osservare meglio le tele: conviene tenere qualche moneta.
  • Luogo di culto: si richiede un abbigliamento decoroso e il silenzio durante le funzioni.

Quiz

  1. A chi è tradizionalmente attribuita la facciata di San Luigi dei Francesi?
  • a) Michelangelo
  • b) Giacomo della Porta
  • c) Il Bernini
  1. A quale corrente appartiene il ciclo di san Matteo dipinto da Caravaggio nella chiesa?
  • a) Al Rinascimento
  • b) Al gotico
  • c) Al barocco
  1. Quale regina di Francia è associata, dalla tradizione, al finanziamento della chiesa?
  • a) Caterina de' Medici
  • b) Anna d'Austria
  • c) Maria Antonietta