Arroccato su un colle che domina la Valsesia, il Sacro Monte di Varallo è il primo e il più celebre dei « monti sacri » dell'arco alpino : una « Nuova Gerusalemme » devozionale dove decine di cappelle, scaglionate lungo un percorso, custodiscono scene della vita di Cristo rese in volume da statue in terracotta policroma a grandezza naturale, immerse in affreschi. Al cuore di questo insieme, la cappella della Crocifissione di Gaudenzio Ferrari è tra i vertici del Rinascimento piemontese, là dove pittura e scultura si fondono in un unico teatro sacro.
Una Nuova Gerusalemme in Valsesia : Bernardino Caimi
L'idea si deve al francescano Bernardino Caimi, già custode dei Luoghi Santi, che avrebbe avviato la fondazione intorno al 1486. Il suo progetto rispondeva a un'aspirazione molto concreta : offrire ai fedeli impossibilitati a raggiungere la Terra Santa — ormai difficilmente accessibile — una Gerusalemme sostitutiva, ricostruita tra i colli della Valsesia. Le prime cappelle avrebbero cercato di evocare, talvolta nelle dimensioni o nella disposizione, gli edifici venerati di Gerusalemme, dal Santo Sepolcro alla grotta della Natività. Il pellegrino non si limitava più a contemplare : procedeva di stazione in stazione, rifacendo in spirito il viaggio verso i luoghi della salvezza.
Un teatro sacro : cappelle, statue e affreschi
L'apparato di Varallo è di una singolarità sorprendente. Ogni cappella racchiude una scena popolata di personaggi scolpiti a tutto tondo, modellati nella terracotta, dipinti a colori vivaci, vestiti e disposti in atteggiamenti di un realismo talvolta crudo. Dietro e intorno a loro, gli affreschi prolungano la scenografia, confondendo le figure a pieno rilievo con la folla dipinta sullo sfondo, così che lo sguardo fatica a distinguere dove finisca la scultura e dove cominci la pittura. Questa fusione delle arti crea un'immersione totale : il visitatore non guarda un'immagine, entra nella scena. Tale scelta della messa in scena devozionale, in cui l'emozione nasce dalla presenza quasi carnale delle figure, fa di Varallo un'invenzione senza vero equivalente, matrice di tutti i Sacri Monti che seguiranno.
Gaudenzio Ferrari e la cappella della Crocifissione
È Gaudenzio Ferrari (v. 1475-1546), il grande pittore-scultore nativo della Valsesia, a portare questo linguaggio al suo punto più alto. Artista completo, formatosi nell'ambito lombardo e sensibile alla lezione leonardesca, lavora a Varallo in più riprese. La sua cappella della Crocifissione (Cappella della Crocifissione), realizzata per la maggior parte intorno al 1520-1526, riunisce una moltitudine di statue in terracotta — il Cristo e i ladroni in croce, la folla dei soldati, dei cavalieri, dei carnefici e delle pie donne — davanti a un vasto affresco che chiude lo spazio. Il trapasso tra le figure scolpite in primo piano e la moltitudine dipinta è congegnato con una tale virtuosità che l'insieme sembra un'unica scena viva, fremente di movimento e di dolore. Gaudenzio vi dispiega una scienza del dramma, del ritratto e del colore che fa di questa cappella uno dei capolavori del Rinascimento nell'Italia settentrionale, e il vertice della sua stessa arte.
La lunga durata : Morazzone, Tabacchetti, d'Enrico
Varallo non si è cristallizzato all'epoca di Gaudenzio. Il complesso si è arricchito per secoli, tanto che il percorso mescola oggi strati assai diversi. Dopo il nucleo rinascimentale, numerose cappelle furono ideate o rimaneggiate in età manierista e poi barocca, sotto l'impulso in particolare del vescovo di Novara Carlo Bascapè e secondo un piano d'insieme al quale avrebbe contribuito l'architetto Galeazzo Alessi. Vi si incontrano gli interventi dello scultore Giovanni d'Enrico, del fiammingo Jean de Wespin detto il Tabacchetti, e gli affreschi sfolgoranti del Morazzone (Pier Francesco Mazzucchelli). Queste realizzazioni, spesso di grande teatralità, appartengono a un'altra età del gusto : conviene distinguerle dal cuore rinascimentale dovuto a Gaudenzio e ai suoi contemporanei.
Portata
Varallo ha inventato una forma : quella della devozione immersiva, in cui lo spazio, la scultura e la pittura cospirano per rendere il sacro presente e sensibile. Questo modello si diffonderà in tutto il Piemonte e la Lombardia — Orta, Varese, Crea e altri — fino a formare la rete dei Sacri Monti iscritta nel patrimonio mondiale dell'UNESCO nel 2003. Gaudenzio Ferrari vi appare come un maestro singolare, al crocevia della cultura leonardesca e di un mondo alpino di fede popolare, capace di trasformare la materia più umile, la terracotta, in un dramma di intensità indimenticabile.
Cosa vedere assolutamente
- La cappella della Crocifissione di Gaudenzio Ferrari, vertice rinascimentale dell'insieme
- Le statue in terracotta policroma a grandezza naturale, di un realismo impressionante
- L'apparato di fusione statue + affreschi, dove scultura e pittura si confondono
- La basilica dell'Assunta, in cima al percorso
- Le cappelle manieriste e barocche (Morazzone, d'Enrico, Tabacchetti), per misurare gli strati
- Il sito paesaggistico stesso, il colle che domina Varallo e la Valsesia
Informazioni pratiche
Il Sacro Monte si erge sull'altura che domina Varallo, in Valsesia (Piemonte). Il santuario, insieme spazio all'aperto e sequenza di cappelle, si raggiunge a piedi lungo il sentiero di pellegrinaggio oppure con una funivia dalla città. Gli orari di apertura delle cappelle e della funivia variano secondo le stagioni : è meglio verificare presso le fonti ufficiali prima di recarvisi.
Quiz
1. Chi è all'origine della fondazione del Sacro Monte di Varallo ?
- Il pittore Gaudenzio Ferrari
- Il francescano Bernardino Caimi, intorno al 1486
- L'architetto Galeazzo Alessi
2. Quale artista rinascimentale vi realizzò la cappella della Crocifissione ?
- Gaudenzio Ferrari
- Il Morazzone
- Giovanni d'Enrico
3. Che cosa caratterizza l'apparato delle cappelle di Varallo ?
- Semplici pale d'altare dipinte appese alle pareti
- Mosaici bizantini a fondo oro
- Statue in terracotta policroma a grandezza naturale mescolate agli affreschi, in un teatro sacro immersivo

