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Rinascimento italiano

Ponte Sisto

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Ponte Sisto

Il ponte di Sisto IV e il Giubileo del 1475

Il Ponte Sisto scavalca il Tevere fra il popolare rione di Trastevere e la riva del Campo Marzio, poche centinaia di metri a monte dell'Isola Tiberina. La sua costruzione, avviata fra il 1473 e il 1479 sotto il pontificato di Sisto IV (Francesco della Rovere, papa dal 1471 al 1484), gli valse il nome: Pons Sixtus, il ponte di Sisto. L'opera è considerata il primo ponte interamente nuovo edificato a Roma dopo l'Antichità, poiché tutti gli altri attraversamenti del fiume poggiavano allora su strutture antiche più o meno rimaneggiate.

Il progetto rispondeva a un'esigenza molto concreta. Il Giubileo del 1475, indetto da Sisto IV, avrebbe richiamato verso la basilica di San Pietro e il Vaticano folle enormi di pellegrini. La memoria collettiva dei romani era però ancora segnata dalla tragedia del Giubileo del 1450: sul vecchio ponte Sant'Angelo una ressa aveva provocato la morte di moltissimi pellegrini, schiacciati o precipitati nel Tevere. Moltiplicare i punti di attraversamento del fiume diventava così una necessità di sicurezza pubblica, oltre che un gesto di prestigio. La tradizione vuole che il nuovo ponte sorgesse nel luogo, o nei pressi, di un'opera antica in rovina spesso identificata con il Pons Aurelius(oPons Antoninus), di cui avrebbe riutilizzato parte delle fondazioni; il punto resta però discusso fra gli storici.

Il cantiere si inserisce nel vasto programma di abbellimento e di risanamento urbano che Sisto IV portò avanti nella Roma di fine Quattrocento, alla pari con l'allargamento delle strade, il restauro delle chiese o la fondazione dell'ospedale di Santo Spirito. La prima pietra sarebbe stata posata nel 1473 e l'opera consegnata intorno al 1479, con iscrizioni latine a celebrare ufficialmente il papa costruttore.

L'opera e il suo occhio centrale

Il Ponte Sisto è un ponte in muratura a quattro arcate, con piloni massicci protetti da rostri (avambecchi) pensati per fendere la corrente e allontanare le piene. La sua ideazione viene di solito ricondotta all'ambiente degli ingegneri e architetti attivi presso la corte pontificia: è attribuita ora a Baccio Pontelli, ora a Meo del Caprino (Amedeo di Francesco da Settignano), senza che nessuna di queste ipotesi trovi pieno accordo. Il nome di Baccio Pontelli, legato a diversi grandi cantieri sistini, è quello che ricorre più spesso, ma va citato con prudenza, al condizionale.

L'elemento più notevole e riconoscibile dell'opera è l'apertura circolare ricavata nella sommità del pilone centrale, che i romani chiamano l'occhialoneo l'occhione, il «grande occhio». Questo ampio oculo non è un semplice ornamento: assolve a diverse funzioni tecniche. In periodo di forte piena, quando il fiume sale e minaccia di sommergere l'impalcato, l'acqua può defluire attraverso quell'apertura, riducendo la pressione sulla struttura e limitando il rischio di cedimento. L'occhio alleggerisce inoltre la massa di muratura sopra il pilone. Serve infine da idrometro empirico: un detto popolare voleva che, appena il Tevere lambiva la parte bassa dell'occhione, i romani delle rive basse dovessero prepararsi a evacuare. Questo oculo centrale conferisce al ponte la sua silhouette caratteristica, sobria e insieme immediatamente riconoscibile.

L'aspetto attuale del ponte è anche il risultato di interventi successivi: alla fine dell'Ottocento il Tevere fu arginato dai grandi muraglioni, e l'opera conobbe restauri che ne modificarono le adiacenze e le spalle. Dalla fine del Novecento il Ponte Sisto è riservato ai pedoni, il che ne fa uno dei passaggi più piacevoli per raggiungere Trastevere a piedi.

Un simbolo del rinnovamento urbano

Al di là della sua funzione, il Ponte Sisto è un manifesto. Collegando in modo stabile Trastevere al cuore della città, afferma la capacità del papato rinascimentale di riappropriarsi del genio costruttivo della Roma antica, i cui ponti millenari restavano sotto gli occhi di tutti. Sisto IV, grande mecenate che diede il proprio nome anche alla Cappella Sistina, si inserisce qui in una politica d'insieme volta a fare di Roma una capitale degna della cristianità e dei principi del Rinascimento.

Il ponte apre inoltre una prospettiva urbana destinata a un grande avvenire: sulla riva di Trastevere, piazza Trilussa e la fontana dell'Acqua Paola, sistemate più tardi, ne prolungano l'asse; sull'altra riva, la vicina via Giulia testimonia i tracciati rettilinei voluti dai papi costruttori. Ancora oggi il Ponte Sisto è uno dei luoghi di ritrovo preferiti dai romani e dai visitatori al tramonto, con la sua vista aperta sulla cupola di San Pietro a monte.

Cosa vedere assolutamente

  • L'occhialone, il grande occhio circolare del pilone centrale: al tempo stesso idrometro popolare, alleggerimento strutturale e firma visiva del ponte.
  • Le quattro arcate in muratura e i rostri dei piloni, che mostrano la logica di un'opera pensata per resistere alle piene del Tevere.
  • Le iscrizioni latine che celebrano Sisto IV, da cercare presso le spalle del ponte, memoria della committenza pontificia.
  • La vista in prospettiva sul Tevere e, a monte, la cupola di San Pietro, particolarmente bella nel tardo pomeriggio.
  • Lo sbocco lato Trastevere, verso piazza Trilussa, cuore vivo del rione e punto di partenza ideale per una passeggiata.

Informazioni pratiche

  • Accesso: ponte pedonale pubblico, aperto in permanenza, gratuito; si attraversa a piedi fra via dei Pettinari (riva del Campo Marzio) e piazza Trilussa (Trastevere).
  • Posizione: a pochi minuti a piedi da Campo de' Fiori, da via Giulia e dal cuore di Trastevere.
  • Buono a sapersi: l'attraversamento è consigliato soprattutto nel tardo pomeriggio per la luce sul fiume; le adiacenze possono essere molto affollate la sera.

Quiz

  1. Sotto quale papa fu costruito il Ponte Sisto ?
  • Giulio II
  • Sisto IV
  • Leone X
  1. Che cos'è l'occhialone del Ponte Sisto ?
  • Una statua di santo
  • Un'apertura circolare che serve anche da indicatore di piena
  • Una cappella sul ponte
  1. Perché Sisto IV fece costruire questo ponte ?
  • Per agevolare il passaggio dei pellegrini in vista del Giubileo del 1475
  • Per installarvi un mercato
  • Per difendere la città