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Rinascimento italiano

Palazzo Pazzi (Pazzi-Quaratesi)

Florence

Palazzo Pazzi (Pazzi-Quaratesi)

Nascosto nel tessuto medievale del quartiere di Sant'Ambrogio, a est del centro storico, il Palazzo Pazzi (a volte detto Palazzo Pazzi-Quaratesi, dal nome della famiglia che ne divenne proprietaria in seguito) è tra le dimore patrizie più eleganti del Quattrocento fiorentino. Porta il nome di un casato la cui storia precipitò tragicamente nel 1478, con la celebre congiura dei Pazzi. L'edificio racchiude così due volti della Firenze rinascimentale: la raffinatezza di un'arte del costruire che esprimeva il prestigio delle grandi famiglie e, insieme, la violenza delle rivalità politiche che le opponevano.

La famiglia Pazzi, rivale dei Medici

I Pazzi erano una delle famiglie più antiche e più ricche di Firenze. La loro fortuna poggiava sulla banca e sul grande commercio internazionale, attività che li mettevano in concorrenza diretta con i Medici, allora il casato dominante della città. Il banco Pazzi disponeva di filiali in diverse città d'Europa e intratteneva stretti rapporti con il papato: negli anni Settanta del Quattrocento ottenne, tra l'altro, la gestione delle finanze pontificie a scapito dei Medici, il che inasprì le tensioni.

Come tutte le grandi famiglie fiorentine, i Pazzi affermavano la propria potenza con il mecenatismo e con la pietra. Erigere un palazzo imponente, decorare una cappella, sostenere gli artisti: erano tutti modi per iscrivere il nome del casato nella città e nel tempo. Il palazzo del quartiere di Sant'Ambrogio e la cappella funeraria di Santa Croce (di cui si dirà più avanti) testimoniano entrambi questa ambizione. Il cognome sopravvive del resto in una tradizione fiorentina: la famiglia sarebbe stata legata al rito dello Scoppio del Carro, l'esplosione del carro il giorno di Pasqua, le cui origini risalirebbero, secondo la tradizione, a un antenato tornato dalla prima crociata con schegge del Santo Sepolcro. Questa leggenda, spesso ripetuta, va accolta con la cautela che si deve ai racconti d'origine.

Il palazzo e il cortile di Giuliano da Maiano

La costruzione del palazzo si colloca, secondo gli storici, nella seconda metà del XV secolo, verosimilmente negli anni 1460-1470, per iniziativa di Jacopo de' Pazzi, capo della famiglia, o di suoi stretti congiunti. L'ideazione è generalmente attribuita a Giuliano da Maiano (1432-1490), architetto, scultore in legno e intagliatore fiorentino assai attivo in quegli anni, o quantomeno alla sua bottega e alla sua cerchia. Si tratta di un'attribuzione tradizionale, da mantenere prudente: la documentazione antica è lacunosa e non si può escludere l'intervento di altre mani.

La facciata, sobria, si inscrive nel linguaggio dei grandi palazzi fiorentini della generazione del Palazzo Medici di Michelozzo: un piano terreno più rustico, i piani superiori ritmati da finestre bifore e coronati da una cornice. Ma è soprattutto il cortile interno a fare la fama del palazzo. Organizzato attorno a un portico ad arcate su colonne, si distingue per la finezza dei capitelli scolpiti, ornati di motivi vegetali, girali ed emblemi, la cui raffinatezza rivela la sensibilità di uno scultore avvezzo al lavoro delicato della materia. Questa qualità decorativa, coerente con il talento di Giuliano da Maiano scultore, è uno degli argomenti addotti a sostegno dell'attribuzione. Il cortile incarna l'ideale del palazzo rinascimentale: uno spazio di rappresentanza al tempo stesso misurato nelle proporzioni e sontuoso nel dettaglio.

Nel corso dei secoli il palazzo cambiò proprietari e nome, passando in particolare alla famiglia Quaratesi, da cui la denominazione composta che talvolta si incontra. Come molte dimore storiche fiorentine, conobbe rimaneggiamenti successivi.

La congiura del 1478 e la memoria dei Pazzi

Il nome dei Pazzi resta indissolubile dalla congiura che da loro prende nome. Il 26 aprile 1478, una domenica, un complotto volto a rovesciare il potere mediceo si sciolse nel sangue nel cuore stesso di Firenze. I congiurati, tra cui membri della famiglia Pazzi e i loro alleati, aggredirono i due fratelli Medici durante la messa, nella cattedrale di Santa Maria del Fiore, il Duomo. Giuliano de' Medici fu ucciso, colpito da numerose pugnalate. Il fratello Lorenzo de' Medici, detto il Magnifico, ferito, riuscì a mettersi in salvo e a sopravvivere.

Il complotto coinvolgeva una rete più vasta della sola famiglia fiorentina: vi si associano tradizionalmente l'arcivescovo Francesco Salviati, papa Sisto IV — la cui ostilità verso i Medici è ben documentata, anche se il grado esatto del suo coinvolgimento nell'omicidio resta discusso — e altre potenze rivali. L'attentato fallì nel suo obiettivo politico: lungi dal sollevare la città contro i Medici, provocò una violenta reazione popolare in loro favore. La repressione fu immediata e feroce. Diversi congiurati, tra cui Jacopo de' Pazzi e l'arcivescovo Salviati, furono giustiziati e impiccati, alcuni alle finestre del Palazzo della Signoria — scena che il giovane Leonardo da Vinci avrebbe ritratto in uno schizzo. La famiglia Pazzi fu messa al bando: i beni confiscati, il nome e le armi banditi, i superstiti esiliati o imprigionati. Lo stesso palazzo passò allora fuori dalle mani della famiglia.

Questo episodio segnò a lungo la memoria fiorentina e consolidò, paradossalmente, il dominio di Lorenzo il Magnifico. Il palazzo, testimone muto di quel casato caduto, ne conserva oggi il ricordo.

Conviene non confondere il palazzo con un altro capolavoro legato alla famiglia: la Cappella dei Pazzi, edificata nel chiostro della basilica di Santa Croce. Questa cappella, una delle creazioni più celebri attribuite a Filippo Brunelleschi e annoverata tra le icone dell'architettura del primo Rinascimento, era la cappella della famiglia. La sua costruzione, avviata negli anni Quaranta del Quattrocento, fu lunga e proseguì dopo la morte di Brunelleschi (1446). Edificio religioso distinto dal palazzo residenziale, ne condivide la committenza e l'emblema, ma appartiene a un programma architettonico del tutto diverso.

Cosa vedere assolutamente

  • Il cortile porticato e i suoi capitelli finemente scolpiti, pezzo di bravura attribuito alla cerchia di Giuliano da Maiano.
  • La facciata sobria con le finestre bifore, tipica del palazzo patrizio fiorentino del Quattrocento.
  • Il quartiere di Sant'Ambrogio, cornice medievale del palazzo, in disparte dai grandi flussi turistici.
  • A breve distanza, la basilica di Santa Croce e la sua Cappella dei Pazzi (Brunelleschi), altra grande impronta della famiglia — da non confondere con il palazzo.
  • Il Duomo (Santa Maria del Fiore), teatro della congiura del 1478, da inserire in un percorso sulla storia dei Pazzi e dei Medici.

Informazioni pratiche

Il Palazzo Pazzi è in gran parte proprietà privata e non si visita come un museo. La facciata si osserva dalla strada, mentre il cortile interno è visibile solo occasionalmente, a seconda degli usi dell'edificio o di eventi puntuali; l'accesso non può essere garantito. È dunque prudente considerare il palazzo anzitutto come una tappa di un itinerario urbano, da combinare con Santa Croce (e la sua Cappella dei Pazzi) e con il Duomo, entrambi vicinissimi a piedi. Nessun orario fisso di apertura può essere indicato in modo affidabile per l'interno: meglio informarsi sul posto o presso gli uffici competenti prima di uno spostamento motivato dalla sola visita del palazzo.

Quiz

1. A quale architetto è tradizionalmente attribuita l'ideazione del Palazzo Pazzi?

  • A) Filippo Brunelleschi
  • B) Giuliano da Maiano
  • C) Leon Battista Alberti

2. Quale evento del 1478 rese tristemente celebre la famiglia Pazzi?

  • A) La congiura dei Pazzi, attentato contro i Medici
  • B) L'incendio del Palazzo della Signoria
  • C) Il fallimento del banco mediceo

3. La Cappella dei Pazzi, da non confondere con il palazzo, si trova nel chiostro di quale chiesa?

  • A) Santa Maria Novella
  • B) Santa Croce
  • C) San Lorenzo