Sulle rive del Metauro, discosta dalla capitale ducale ma nella sua orbita più intima, la piccola città di Casteldurante — l'odierna Urbania — custodisce un palazzo ducale la cui sagoma si specchia nel fiume. Luogo di villeggiatura dei duchi di Urbino, dai Montefeltro ai della Rovere, la città fu anche e soprattutto uno dei grandi centri della maiolica dipinta del Rinascimento: le «maioliche di Casteldurante» si irradiarono per l'Europa delle corti. Oggi il palazzo conserva la memoria di questa duplice vocazione, principesca e artigiana, attraverso il suo museo civico e la sua biblioteca ducale.
Casteldurante e i duchi di Urbino
Annidata nell'alta valle del Metauro, a poche leghe da Urbino, Casteldurante apparteneva allo Stato di Urbino e fu una delle residenze di villeggiatura della sua casa ducale. I Montefeltro, e poi i loro successori della Rovere, vi trovavano un soggiorno di campagna in riva all'acqua, propizio alla caccia e al riposo, nel prolungamento della brillante corte allestita a Urbino da Federico da Montefeltro. La città portava allora il nome di Casteldurante, che conservò per tutto il Rinascimento. Soltanto nel Seicento — dunque ben dopo l'età d'oro ducale — fu ribattezzata Urbania da papa Urbano VIII, quando il ducato di Urbino tornò allo Stato pontificio: il nome attuale è quindi posteriore all'epoca che rese celebre il luogo, e sarà bene tenere presente che la «maiolica di Urbania» del Rinascimento è in realtà quella di Casteldurante.
Il palazzo rinascimentale in riva al fiume
Il palazzo ducale eleva le sue mura direttamente sopra il Metauro, il cui corso disegna uno dei suoi fronti più memorabili: visto dalla riva, l'edificio sembra prolungare la rupe e il ponte in un medesimo slancio minerale. Il nucleo, di origine medievale, fu rimaneggiato e ampliato nel Rinascimento sotto i Montefeltro, poi adattato dai della Rovere agli usi di una residenza principesca: cortile interno, appartamenti ducali, sale decorate. La tradizione evoca l'intervento di Francesco di Giorgio Martini — l'architetto e ingegnere senese al servizio di Federico da Montefeltro — in alcune campagne di trasformazione; questa attribuzione, plausibile alla luce del suo ruolo nello Stato di Urbino, resta tuttavia da confermare e va maneggiata con prudenza. L'insieme compone in ogni caso un esempio raffinato di residenza ducale di campagna, in cui l'architettura sposa il sito fluviale.
La maiolica di Casteldurante
Fu con la sua ceramica che Casteldurante conquistò una fama europea. Insieme a Urbino, Gubbio e Deruta, la città figurava tra i grandi centri della maiolica dipinta italiana del Cinquecento. Le sue botteghe eccelsero nello stile detto istoriato, quelle maioliche trattate come veri e propri dipinti, in cui scene narrative — ispirate alla mitologia, alla storia antica o a composizioni incise — ricoprono la superficie di piatti e vasi con un decoro policromo. La fama delle «maioliche di Casteldurante» varcò i confini: questi pezzi alimentarono il gusto delle corti e dei collezionisti, e a questo centro si associano volentieri figure della ceramica rinascimentale che contribuirono a codificare l'arte della maiolica istoriata. Questa eccellenza artigiana fece della piccola città ducale un nome familiare agli appassionati di maiolica in tutta Europa.
Il museo civico e la biblioteca ducale
Il palazzo ospita oggi un museo civico e la biblioteca ducale, custodi della memoria della città e della sua corte. Le raccolte riunirebbero un insieme di maioliche di Casteldurante, oltre a un prezioso gabinetto di disegni, carte e documenti geografici, e persino globi, ereditati dalla cultura erudita dei duchi di Urbino. La biblioteca conserverebbe un fondo antico legato alla casa ducale. Si distinguerà ciò che attiene al decoro e all'architettura in situ — il palazzo stesso, il suo cortile, le sue sale — da ciò che appartiene alle collezioni raccolte ed esposte tra le sue mura, la cui composizione esatta sarà bene verificare presso le fonti ufficiali dell'istituzione.
Portata
Urbania-Casteldurante appare come un satellite della costellazione di Urbino: senza rivaleggiare con lo splendore del Palazzo Ducale della capitale, ne prolunga l'arte di vivere principesca in riva a un fiume, apportando al tempo stesso il proprio contributo — uno dei più fulgidi del Rinascimento italiano nel campo delle arti del fuoco. Palazzo di villeggiatura e capitale della maiolica, la città illustra a suo modo come una piccola città potesse, nell'Italia delle corti, coniugare raffinatezza architettonica ed eccellenza artigiana al servizio del prestigio ducale.
Cosa vedere assolutamente
- Il palazzo ducale eretto in riva al Metauro, il cui fronte si riflette nel fiume.
- Gli appartamenti ducali e il cortile interno, testimoni della residenza di villeggiatura dei Montefeltro e dei della Rovere.
- Le maioliche di Casteldurante, vertice della maiolica dipinta del Rinascimento.
- La biblioteca ducale e il gabinetto di disegni, carte e documenti ereditati dalla cultura erudita di Urbino.
- Il legame vivo con la corte di Urbino, di cui Casteldurante fu il prolungamento campestre.
- La precisazione sul nome: Casteldurante nel Rinascimento, Urbania soltanto dal Seicento.
Informazioni pratiche
Il palazzo si trova a Urbania, nelle Marche, sulle rive del Metauro, in prossimità di Urbino. Ospita il museo civico e la biblioteca ducale, i cui giorni e orari di apertura sono soggetti a variazioni secondo le stagioni: si raccomanda di verificare le informazioni pratiche presso le fonti ufficiali dell'istituzione prima di ogni visita.
Quiz
1. Quale famiglia ducale risiedeva a Casteldurante ?
- I Medici di Firenze
- I duchi di Urbino, Montefeltro e poi della Rovere
- I Gonzaga di Mantova
2. Per quale arte è particolarmente celebre Casteldurante ?
- La maiolica e la ceramica dipinta del Rinascimento
- La vetreria soffiata
- L'arazzo ad alto liccio
3. Quale era il nome della città prima di diventare Urbania nel Seicento ?
- Urbinum Metaurense
- Durantina
- Casteldurante

