HitsMap

Rinascimento italiano

Palazzo Farnese

Rome

Palazzo Farnese

Su una piazza ornata da due colossali vasche provenienti dalle Terme di Caracalla si erge uno dei palazzi più maestosi di Roma. Il Palazzo Farnese riassume da solo l'ambizione della Roma rinascimentale: un'architettura di potenza, calibrata dai massimi maestri del Cinquecento, al servizio di una famiglia destinata a dare un papa alla Chiesa. Oggi sede dell'ambasciata di Francia in Italia, il palazzo resta uno dei punti di riferimento più ammirati del centro storico.

Il palazzo del cardinale Farnese e di Sangallo

Il cantiere prende avvio per il cardinale Alessandro Farnese, uomo di Chiesa ambizioso che nel 1534 sarebbe salito al soglio pontificio con il nome di Paolo III. La costruzione si fa risalire abitualmente al 1517 circa, quando il cardinale affida il progetto ad Antonio da Sangallo il Giovane, uno degli architetti più richiesti della Roma papale, formatosi nel solco di Bramante e della fabbrica di San Pietro.

Il programma iniziale, già di per sé imponente, assume tutt'altra dimensione dopo l'elezione di Farnese al trono di Pietro. Divenuto papa, il committente vuole un palazzo all'altezza della propria nuova statura: le piante vengono ampliate, le proporzioni innalzate, e l'edificio si fa affermazione in pietra della fortuna dinastica. Il Sacco di Roma del 1527 aveva per un tempo interrotto i lavori; questi riprendono con rinnovata ampiezza negli anni 1530-1540.

Sangallo disegna un vasto blocco rettangolare organizzato attorno a un cortile centrale, secondo il modello del palazzo urbano ereditato dalla tradizione fiorentina e romana. La facciata principale, lunga e scandita, contrappone la sobrietà del muro intonacato alla cornice in pietra delle finestre, che alternano timpani triangolari e curvilinei. Il portale d'ingresso, incorniciato da colonne, si apre su un vestibolo a volte poggianti su colonne antiche, uno degli spazi d'accesso più solenni della Roma rinascimentale. Il piano terreno del cortile, con le arcate su pilastri affiancati da semicolonne, applica il principio della sovrapposizione degli ordini antichi che Sangallo padroneggiava alla perfezione. Alla morte dell'architetto, nel 1546, l'edificio era in gran parte compiuto, ma facciata e cortile restavano da coronare.

L'intervento di Michelangelo: cornicione e cortile

È a questo punto che Paolo III chiama Michelangelo a portare a termine l'opera. Il vecchio maestro, allora al culmine della propria autorità artistica e già impegnato nel cantiere di San Pietro e sul Campidoglio, riprende il progetto là dove Sangallo l'aveva lasciato, non senza spirito di rivalità verso il predecessore.

Il suo contributo più celebre è il cornicione monumentale che corona la facciata. Di aggetto e rilievo inconsueti, esso proietta un'ombra potente sul muro e conferisce all'insieme la sua gravità caratteristica. Gli si attribuisce anche il rifacimento della finestra centrale sormontata dal grande stemma Farnese, che accentua l'asse e gerarchizza la composizione. All'interno, Michelangelo avrebbe rielaborato il secondo piano del cortile, il cui trattamento più denso e più plastico si distingue dai registri inferiori, più classici, disegnati da Sangallo. La distribuzione degli ordini sovrapposti — dorico, ionico, e infine un registro superiore dal vocabolario più libero — fa di questo cortile un manuale d'architettura a cielo aperto.

Il cantiere non si conclude con Michelangelo, morto nel 1564. Altri maestri gli succedono: il Vignola (Jacopo Barozzi da Vignola), teorico maggiore degli ordini, interviene sul palazzo, poi Giacomo della Porta conduce gli ultimi lavori, in particolare sul lato verso il Tevere, dove si prevedeva un progetto audace — rimasto irrealizzato — di un ponte che collegasse il palazzo ai giardini della Farnesina, sull'altra sponda. L'edificio è generalmente considerato compiuto intorno al 1589.

La piazza Farnese

Il palazzo non si comprende senza la piazza che lo precede e lo mette in scena. Sgombra dinanzi alla facciata, piazza Farnese funziona come un sagrato d'apparato, una composizione urbanistica che prepara lo sguardo e impone la presenza dell'edificio.

È celebre per le sue due vasche colossali in granito grigio, provenienti dalle Terme di Caracalla, riadoperate come fontane. Queste antiche vasche, trasferite e coronate da un motivo con il giglio — emblema dei Farnese —, illustrano il gusto rinascimentale per il recupero e la valorizzazione dei marmi della Roma imperiale. Radicano la piazza nella continuità tra Antichità e modernità papale.

Nota: la Galleria dei Carracci, una decorazione barocca

Una riserva d'importanza per la datazione. La decorazione più famosa del palazzo, la Galleria dei Carracci (Galleria dei Carracci), non appartiene al Rinascimento ma alla stagione successiva. Questi affreschi, dovuti ad Annibale Carracci e alla sua bottega, furono realizzati intorno al 1597-1608, su commissione del cardinale Odoardo Farnese.

Dedicata agli Amori degli dèi ispirati a Ovidio, la galleria dispiega una volta di virtuosismo folgorante, che intreccia figure dipinte in trompe-l'œil, finti rilievi e medaglioni in una composizione rigogliosa. È considerata un'opera fondativa del primo Barocco e del classicismo bolognese, e annuncia tutta la grande decorazione murale del Seicento. Per questo appartiene a un periodo successivo al Rinascimento e dovrebbe essere etichettata come tale nei nostri contenuti: magnifica, ma estranea al quadro cronologico del resto dell'edificio.

Cosa vedere assolutamente

  • Il cornicione monumentale di Michelangelo, che corona la facciata con il suo aggetto e la sua ombra spettacolari.
  • Il cortile interno e la sovrapposizione degli ordini antichi, dal registro di Sangallo al secondo piano attribuito a Michelangelo.
  • Le due vasche delle Terme di Caracalla trasformate in fontane su piazza Farnese.
  • Il vestibolo d'ingresso voltato su colonne antiche, uno dei più solenni di Roma.
  • La Galleria dei Carracci (da intendere come un capolavoro del primo Barocco, successivo al Rinascimento).

Informazioni pratiche

Il Palazzo Farnese ospita l'ambasciata di Francia in Italia oltre alla Scuola francese di Roma (École française de Rome). Trattandosi di un edificio diplomatico in attività, non è liberamente visitabile: l'accesso avviene unicamente nell'ambito di visite guidate su prenotazione anticipata, organizzate secondo fasce orarie limitate e soggette a misure di sicurezza (di norma è richiesto un documento d'identità). La prenotazione si effettua in anticipo tramite i canali ufficiali dell'ambasciata.

Le vasche e la facciata, invece, si ammirano liberamente da piazza Farnese, a pochi passi da Campo de' Fiori, nel cuore del centro storico di Roma (iscritto nel patrimonio mondiale dell'UNESCO nel 1980).

Quiz

  1. Quale architetto progettò il palazzo prima che Michelangelo ne portasse a termine la facciata?
  • Donato Bramante
  • Antonio da Sangallo il Giovane
  • Giacomo della Porta
  1. Da dove provengono le due grandi vasche di piazza Farnese?
  • Dal Colosseo
  • Dal Foro romano
  • Dalle Terme di Caracalla
  1. A quale periodo appartiene la Galleria dei Carracci decorata da Annibale Carracci?
  • Al primo Barocco, successivo al Rinascimento
  • All'alto Medioevo
  • All'Antichità romana