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Rinascimento italiano

Palazzo Venezia

Rome

Palazzo Venezia

Nel cuore di Roma, all'angolo dell'odierna Piazza Venezia e ai piedi del Campidoglio, si erge una vasta mole di pietra chiara che è considerata a buon diritto uno dei più antichi grandi palazzi civili del Rinascimento romano. Costruito a partire dalla metà del Quattrocento per un principe della Chiesa di origine veneziana, il Palazzo Venezia racconta un momento di svolta: quello in cui Roma, appena restituita al papato dopo il ritorno da Avignone e il Grande Scisma, comincia a ricostruirsi e a dotarsi di un linguaggio architettonico nuovo, senza aver ancora rotto del tutto con l'eredità medievale. Ne risulta un edificio ibrido e possente, a metà strada tra la fortezza signorile e il palazzo umanistico.

Il palazzo del cardinale Barbo, futuro Paolo II

Il committente dell'edificio è il cardinale Pietro Barbo, veneziano di alto lignaggio, nipote di papa Eugenio IV, che a sua volta salì al soglio pontificio nel 1464 col nome di Paolo II. Le campagne costruttive si avviano, a quanto pare, a partire dal 1455, attorno alla chiesa di San Marco, di cui Barbo era cardinale titolare: da qui il nome a lungo attribuito al luogo, «palazzo di San Marco». Il cantiere proseguì e si ampliò dopo la sua elezione: divenuto papa, Paolo II ne fece una delle proprie residenze, un luogo in cui tenere corte e raccogliere le sue collezioni, essendo rimasta celebre la sua passione di intenditore di antichità e di pietre preziose.

La denominazione attuale, «Palazzo di Venezia», è più tarda: rimanda al periodo in cui l'edificio ospitò gli ambasciatori della Repubblica di Venezia presso la Santa Sede e, dopo la caduta della Serenissima, i rappresentanti dell'Austria. Solo all'inizio del Novecento il palazzo tornò pienamente allo Stato italiano. Il nome della piazza, Piazza Venezia, ne conserva la memoria.

L'attribuzione del disegno d'insieme resta discussa. La tradizione ha a lungo avanzato diversi nomi di architetti e scultori attivi a Roma in quegli anni, senza che nessuna paternità raccolga oggi il consenso unanime; si evoca con prudenza l'intervento di maestri formati alle novità fiorentine e albertiane. È più corretto dire che l'edificio è frutto di una lunga elaborazione collettiva, rimaneggiata nel corso di più generazioni, piuttosto che vedervi l'opera di una sola mano.

Un'architettura di transizione tra Medioevo e Rinascimento

È qui che risiede tutto l'interesse del Palazzo Venezia: appartiene a un primo Rinascimento di transizione, in cui il vocabolario nuovo si innesta su consuetudini ancora medievali. Visto dall'esterno, il volume del palazzo evoca anzitutto una fortezza urbana. I muri spessi, la sobrietà quasi difensiva delle facciate e soprattutto l'alta torre merlata (la Torre della Biscia, o torre detta del Palazzetto) che sovrasta l'insieme prolungano la tradizione delle dimore fortificate dell'aristocrazia romana, irte di torri fin dal Medioevo. I merli che coronano alcune parti dell'edificio partecipano di questa retorica di potenza e di sicurezza, in un'epoca in cui Roma restava una città inquieta.

Ma, sotto questa corazza, affiora già il linguaggio del Rinascimento. Lo si legge nel ritmo regolare delle finestre, nella volontà di ordine e di misura delle facciate e soprattutto nel cortile interno. Rimasto incompiuto, esso presenta su uno o due livelli una sovrapposizione di arcate su pilastri, con archi a tutto sesto, che non manca di richiamare il vocabolario dei grandi edifici antichi di Roma: il Colosseo e il vicinissimo teatro di Marcello poterono servire da modello. Questo ricorso dichiarato all'arco antico, ordinato e ripetuto, segna una rottura con il gotico: vi si riconosce una delle prime testimonianze, a Roma, di quella rilettura dotta dell'Antichità che definisce lo spirito del Rinascimento.

Il palazzo illustra così un equilibrio instabile e fecondo: la sagoma parla ancora del castello e del potere feudale, mentre il dettaglio e il cortile annunciano il palazzo ideale degli umanisti. All'interno, diverse grandi sale di rappresentanza, tra cui la celebre Sala del Mappamondo, conservano il ricordo di questa funzione di residenza principesca.

Una parola, infine, su un uso tardo e del tutto estraneo al Rinascimento: nel Novecento il palazzo divenne una sede del potere, e il suo balcone fu usato da Mussolini per arringare la folla della piazza. È un capitolo della storia contemporanea dell'edificio, estraneo al tema che ci occupa, ma che il visitatore incontrerà inevitabilmente nei commenti sul luogo.

Il Palazzetto e il Museo nazionale

Addossato al corpo principale, il Palazzetto (talvolta chiamato Palazzetto Venezia) costituisce uno dei gioielli dell'insieme. Si organizza attorno a un giardino-cortile, un viridarium, cinto da un portico ad arcate di grande eleganza: due livelli di gallerie aperte, dalle proporzioni raffinate, che offrono uno spazio di frescura e di contemplazione, assai vicino all'ideale umanistico del giardino chiuso. Questo viridarium fu, a quanto pare, spostato e ricostruito all'inizio del Novecento, durante i grandi lavori di sistemazione di Piazza Venezia: ciò spiega la sua collocazione attuale, un dettaglio che il visitatore attento farà bene a tenere presente.

Oggi il palazzo ospita il Museo Nazionale del Palazzo di Venezia, uno dei musei statali più ricchi di Roma in fatto di arti decorative e di arte medievale e rinascimentale. Le sue collezioni raccolgono in particolare sculture in legno e in marmo, maioliche e ceramiche, dipinti dei primitivi italiani (i «primitivi», tavole a fondo oro del Trecento e del Quattrocento), oltre a un vasto insieme di arti decorative: bronzi, avori, oreficerie, arazzi, terrecotte, argenterie. La cornice stessa — grandi sale solenni che conservano le loro capriate e i loro apparati decorativi — è parte integrante della visita.

Cosa vedere assolutamente

  • La facciata-fortezza e l'alta torre merlata coronata di merli, espressione di una Roma ancora medievale.
  • Il cortile interno ad arcate su pilastri, rimasto incompiuto, una delle prime eco dell'architettura antica nella Roma del Rinascimento.
  • Il Palazzetto e il suo viridarium: il giardino-cortile cinto da un portico a doppia galleria, oasi di serenità.
  • I primitivi italiani e le maioliche del museo, tra i fiori all'occhiello delle collezioni.
  • Le grandi sale di rappresentanza, tra cui la Sala del Mappamondo, testimoni della funzione di residenza pontificia.

Informazioni pratiche

Il Palazzo Venezia è un museo statale italiano (Museo Nazionale del Palazzo di Venezia), situato in Piazza Venezia, nel centro di Roma, a pochi passi dal Campidoglio, dal Foro e dal monumento a Vittorio Emanuele II. L'accesso avviene tramite biglietteria; il luogo ospita anche mostre temporanee. Si consiglia di consultare il sito ufficiale del museo per orari, tariffe e condizioni di accesso in vigore, che possono variare secondo la stagione e i giorni di chiusura settimanale.

Quiz

  1. Per quale principe della Chiesa fu edificato il Palazzo Venezia a partire dal 1455?
  • Il cardinale Pietro Barbo, futuro Paolo II
  • Il cardinale Giuliano della Rovere, futuro Giulio II
  • Il cardinale Alessandro Farnese, futuro Paolo III
  1. Quale elemento tradisce il carattere ancora medievale del palazzo?
  • Una cupola alla maniera del Bramante
  • Una torre merlata coronata di merli
  • Un colonnato corinzio monumentale
  1. Che cosa indica il viridarium del Palazzetto?
  • Un giardino-cortile cinto da un portico ad arcate
  • Una sala da ballo sotterranea
  • Una cappella privata affrescata