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Rinascimento italiano

Palazzo Corner della Ca' Granda

Venise

Palazzo Corner della Ca' Granda

Affacciato sul Canal Grande, nella parrocchia di San Maurizio, dalla parte di San Marco, il Palazzo Corner della Ca' Granda sarebbe tra le dimore patrizie più imponenti di Venezia. Lo stesso soprannome, «Ca' Granda» — la «grande casa» —, tradirebbe l'ambizione di un edificio concepito per dominare la curva del canale e affermare, nella pietra, il rango di una famiglia annoverata tra le più ricche della Repubblica.

Il palazzo sarebbe stato progettato intorno al 1545 e costruito nel corso di un cantiere che si sarebbe protratto da quella data fino agli anni Sessanta del Cinquecento. La sua ideazione è attribuita a Jacopo Sansovino, l'architetto e scultore fiorentino divenuto, a Venezia, uno dei principali promotori del linguaggio classico romano. Con questa dimora, egli avrebbe offerto alla città uno dei suoi modelli più compiuti del cosiddetto palazzo «alla romana», con cui la laguna adattava a modo suo le lezioni dell'architettura antica e del pieno Rinascimento.

Una committenza dei Corner di San Maurizio

L'edificio sarebbe stato eretto per il ramo dei Corner stabilitosi a San Maurizio. Questa famiglia — il cui nome ricorre anche nella forma Cornaro — figurava tra i casati più facoltosi e influenti del patriziato veneziano. È in particolare legata a Caterina Corner (Caterina Cornaro), che fu regina di Cipro: questa parentela prestigiosa, di cui converrebbe verificare il dettaglio dei gradi, avrebbe contribuito allo splendore del nome portato dalla casa.

Costruire una dimora di tale scala sul Canal Grande non era soltanto una questione di agio: era, per una grande famiglia, un atto di rappresentanza. La facciata sull'acqua, offerta agli sguardi di quanti percorrevano la principale arteria della città, valeva come un manifesto. La scelta di Sansovino, architetto allora assai in vista, e di un linguaggio dichiaratamente classico, avrebbe così esibito la raffinatezza e la cultura antiquaria dei committenti.

Il modello del palazzo «alla romana»

Ciò che distinguerebbe il Palazzo Corner della Ca' Granda risiede nella sua composizione, ordinata secondo una sovrapposizione di ordini mutuata dall'architettura romana. Il pianterreno si presenterebbe come un basamento trattato a bugnato rustico, ossia una muratura di pietra dai giunti marcati e dalla superficie volutamente robusta, che conferisce alla base del palazzo un aspetto di zoccolo massiccio e difensivo.

Al di sopra si eleverebbero due piani nobili, scanditi da colonne binate — cioè disposte a coppie — che inquadrano le aperture. Questa gradazione, dal più rustico in basso al più ornato in alto, tradurrebbe nella pietra una gerarchia ereditata dai modelli antichi e dai grandi palazzi romani del Rinascimento. Là dove l'architettura veneziana tradizionale privilegiava spesso facciate traforate, colorate e ornate alla maniera gotica o bizantina, il partito di Sansovino avrebbe introdotto una monumentalità più severa, più «romana», destinata a fare scuola.

Da questo punto di vista, il palazzo può leggersi come una tappa nell'acclimatarsi veneziano del classicismo: un dialogo tra la grammatica dotta venuta da Roma e da Firenze, e il sito del tutto particolare di una facciata posta a filo d'acqua, il cui riflesso prolunga l'architettura nel canale.

Un palazzo divenuto sede pubblica

La storia della Ca' Granda non si ferma al Rinascimento. Oggi il palazzo ospiterebbe la Prefettura e la sede della Città metropolitana di Venezia. Da dimora privata votata al prestigio di una grande famiglia, l'edificio sarebbe così passato a una funzione amministrativa e pubblica, il che spiegherebbe perché rimanga un luogo di potere, ma di natura diversa rispetto all'epoca dei Corner.

Questa continuità d'uso — il permanere di una vocazione ufficiale entro una cornice rinascimentale — è parte di ciò che fa Venezia: una città in cui i palazzi storici non sono stati congelati in musei, ma restano, per molti, organi vivi dell'amministrazione o della vita quotidiana.

Cosa vedere assolutamente

  • La facciata sul Canal Grande, la cui ampiezza giustificherebbe il soprannome di «Ca' Granda», la grande casa.
  • Il pianterreno a bugnato rustico, zoccolo massiccio che ancora visivamente il palazzo nell'acqua.
  • I due piani nobili a colonne binate, esempio caratteristico del palazzo «alla romana» secondo Sansovino.
  • La sovrapposizione degli ordini, dal più robusto in basso al più ornato in alto, da leggere come una lezione di architettura classica.
  • Il rapporto dell'edificio con il canale, dove la facciata e il suo riflesso compongono un unico quadro, da osservare idealmente da un vaporetto.

Informazioni pratiche

  • Il palazzo sarebbe la sede della Prefettura e della Città metropolitana di Venezia; in quanto tale, si tratta di un edificio amministrativo il cui accesso interno non sarebbe liberamente aperto al pubblico. Eventuali condizioni di visita da verificare.
  • La facciata è perfettamente visibile dal Canal Grande, in particolare percorrendo le linee di vaporetto che lo attraversano, o dalla riva opposta.
  • Posizione: parrocchia di San Maurizio, dalla parte di San Marco. Indirizzo preciso e modalità di accesso da verificare in loco.
  • Venezia e la sua laguna sono iscritte nel patrimonio mondiale dell'UNESCO (1987).

Quiz

1. Chi avrebbe progettato il Palazzo Corner della Ca' Granda?

  • Jacopo Sansovino
  • Andrea Palladio
  • Baldassare Longhena

2. A quale tipo di composizione viene spesso ricondotto questo palazzo?

  • Il palazzo gotico veneziano
  • Il palazzo «alla romana»
  • Il palazzo bizantino

3. Quale funzione ospiterebbe oggi il palazzo?

  • Un grande museo d'arte rinascimentale
  • La Prefettura e la sede della Città metropolitana di Venezia
  • Un teatro lirico