Arroccata sul suo sperone che domina la valle del Sacco, sull'antico confine tra lo Stato Pontificio e il Regno di Napoli, la collegiata di Sant'Andrea Apostolo è il santuario dinastico della casata Colonna. Sotto le sue vesti barocche si nasconde un progetto dell'inizio del Cinquecento: quello di un mausoleo familiare voluto da Marcantonio I Colonna, la cui cripta accolse sempre e soltanto i principi Colonna di Paliano. È questa stratificazione rinascimentale, rimasta a lungo incompiuta, che occorre saper distinguere dai rimaneggiamenti del XVII secolo e dalle grandi tele del Sei-Settecento.
Paliano, roccaforte dei Colonna
Paliano non è un borgo come gli altri del Lazio meridionale: è la capitale di un ducato, poi di un principato, che dà il titolo al capo del ramo primogenito dei Colonna, il «principe di Paliano». La sua posizione strategica, sulla linea di confine tra le terre del papa e il Regno di Napoli, ne fece una fortezza contesa e ambita per tutto il Quattrocento e il Cinquecento.
Una chiesa dedicata a sant'Andrea, patrono della città, è già menzionata nel 1224. Ma è l'ascesa politica della famiglia — coronata dalla vittoria di Lepanto nel 1571, riportata da Marcantonio II Colonna alla guida della flotta pontificia — a fare di Paliano un vero e proprio polo principesco. La collegiata va letta in questo contesto: più che una parrocchia, uno strumento di prestigio dinastico, destinato a custodire la memoria e le spoglie della casata.
Il progetto di Marcantonio I Colonna e il mausoleo
Secondo le fonti locali, è Marcantonio I Colonna a far edificare, all'inizio del XVI secolo, un nuovo edificio al posto della chiesa medievale, probabilmente ricostruito sulle fondamenta preesistenti. Il cantiere sarebbe stato finanziato da una tassa istituita a questo scopo, indizio di un'impresa pensata su lunga durata e su scala dell'intero dominio.
Il programma è esplicitamente funerario. Nel 1584 la chiesa non è ancora terminata, ma possiede già i suoi spazi in parte sotterranei: la cripta funge allora da sepoltura per i membri della famiglia Colonna, mentre la parte alta — oggi il coro absidale della collegiata — era concepita come una maestosa cappella destinata ai monumenti funebri. L'impianto è quello di un mausoleo dinastico chiuso: a differenza di altre chiese romane legate alla famiglia, vi furono sepolti solo i principi Colonna di Paliano. La cripta riunisce così le generazioni, dai primi Colonna del Cinquecento fino al Novecento.
Una parola di cautela sui nomi: le fonti non sono sempre concordi. Il titolo di collegiata viene ottenuto nell'aprile 1571 da Marcantonio II Colonna, dal cardinale-vescovo di Palestrina — episodio successivo alla commissione dell'edificio, che non va confuso con essa.
La questione dell'attribuzione alla scuola del Sangallo
Secondo alcuni storici locali, la concezione dell'edificio sarebbe da ricondurre ad artisti della scuola di Giuliano da Sangallo, uno dei grandi architetti fiorentini del primo Cinquecento. L'ipotesi è suggestiva — ricollegherebbe Sant'Andrea alla grande tradizione dell'architettura rinascimentale toscana e romana — ma va trattata al condizionale: nessuna fonte primaria conferma, a oggi, l'attribuzione con un nome o un contratto. La si considererà dunque una tradizione attributiva, non un fatto accertato, tanto più che i rimaneggiamenti successivi hanno in gran parte ricoperto la struttura originaria.
I rimaneggiamenti barocchi di Antonio Del Grande, da distinguere
La collegiata che si vede oggi è in gran parte opera del XVII secolo. Sotto il cardinale Girolamo Colonna, all'incirca tra il 1644 e il 1666, l'architetto di famiglia Antonio Del Grande riprende l'edificio in profondità: ricostruzione della facciata, aggiunta di un'ala e di nuovi spazi, rifacimento dell'interno in un «pantheon» barocco a tre navate. Filippo I Colonna aveva in precedenza fatto ampliare l'apparato funerario e arricchito la chiesa di cappelle.
Occorre dunque distinguere nettamente due momenti: la struttura e il programma rinascimentale (commissione di Marcantonio I Colonna, cripta-mausoleo, corpo di fabbrica del Cinquecento) da un lato; la veste barocca di Del Grande e la maggior parte della decorazione dall'altro. La facciata a due ordini, le sue lesene, il portale centrale e il frontone triangolare appartengono a questa seconda stratificazione. La chiesa sarà elevata al rango di arcipretura nel 1743 da Benedetto XIV.
Opere conservate
La decorazione pittorica è in gran parte del Sei-Settecento — non va presentata come rinascimentale. Vi si ammirano in particolare:
- il Martirio di sant'Andrea di Tommaso Conca (1789), tela dell'abside dedicata al patrono;
- un Martirio di santa Caterina d'Alessandria di Nicolò Ricciolini (1760);
- una tela di Stefano Pozzi (apparizione del Bambino Gesù a sant'Antonio);
- affreschi di Vincenzo Manenti nella cappella Zancati (Fuga in Egitto, Sogno di Giuseppe);
- un affresco della Madonna in trono (1632) proveniente dalla cappella della Madonna di Zancati;
- un Battesimo di Cristo firmato Giacomo Lisia;
- l'organo costruito nel 1727 dalla bottega Catarinozzi, pezzo di pregevole fattura.
Cosa vedere assolutamente
- La cripta-mausoleo dei Colonna: il cuore del progetto rinascimentale, sepoltura esclusiva dei principi di Paliano.
- Il coro absidale, antica «maestosa cappella» dei monumenti funebri prevista già nel Cinquecento.
- La facciata di Antonio Del Grande, testimonianza datata della ripresa barocca, da non confondere con l'edificio originario.
- Il Martirio di sant'Andrea di Tommaso Conca (1789) nell'abside.
- L'organo Catarinozzi del 1727.
Info pratiche
La collegiata si trova nel cuore del centro storico di Paliano (provincia di Frosinone, Lazio), in piazza Marcantonio Colonna, nei pressi del palazzo Colonna. È una chiesa parrocchiale tuttora officiata (diocesi di Tivoli e Palestrina): gli orari di apertura seguono quelli delle funzioni e possono variare. La cripta, spazio funerario privato della famiglia, non è necessariamente accessibile liberamente. È consigliabile verificare le condizioni di visita presso la parrocchia o l'ufficio turistico di Paliano prima di recarsi sul posto.
Quiz
1. Quale funzione principale doveva svolgere l'edificio del XVI secolo per la famiglia Colonna?
- Una residenza estiva
- Un mausoleo dinastico
- Un convento di clarisse
2. A quale architetto si deve la ricostruzione della facciata nel XVII secolo, sotto il cardinale Girolamo Colonna?
- Antonio Del Grande
- Giuliano da Sangallo
- Pietro da Cortona
3. Cosa bisogna pensare dell'attribuzione dell'edificio alla scuola di Giuliano da Sangallo?
- È una certezza documentata da contratto
- È una tradizione degli storici locali, da considerare al condizionale
- È stata provata da una firma sulla facciata

