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Rinascimento italiano

Chiesa di San Girolamo (Volterra)

Volterra

Chiesa di San Girolamo (Volterra)

Un convento francescano fuori le mura

Discosto dal centro di Volterra, nel sobborgo di San Lazzaro, il complesso di San Girolamo riunisce una chiesa e un convento francescano fondati a metà del XV secolo (verso il 1445). La sua nascita si collocherebbe nel solco della predicazione osservante che segnò la Toscana di quegli anni, e la tradizione lega il patrocinio dell'impresa alla cerchia dei Medici. Il sito, a lungo tenuto dai frati minori, conserva ancora oggi la scala intima di un convento di campagna, lontano dalla città etrusca arroccata.

L'interno, a navata unica, è stato profondamente rimaneggiato nel corso dei secoli e poi riportato a un aspetto più sobrio in occasione di un restauro condotto negli anni Cinquanta del Novecento, che fece scomparire altari laterali più tardi. Ma l'interesse maggiore del luogo, per chi segue le tracce del Rinascimento, si concentra all'ingresso, sotto il portico.

Il portico rinascimentale e l'attribuzione a Michelozzo

La facciata è preceduta da un elegante portico rinascimentale coronato da un frontone, dispositivo d'accoglienza caratteristico dell'architettura toscana del Quattrocento. Questo portico è talvolta attribuito a Michelozzo di Bartolomeo, l'architetto favorito di Cosimo il Vecchio — un'attribuzione da prendere con cautela: non è saldamente documentata, e la critica recente ha proposto di vedervi piuttosto una maniera vicina alla cerchia di Lorenzo Ghiberti. Si tratterà dunque di un portico di gusto michelozziano, senza farne un'opera certa del maestro.

Quale che ne sia l'autore, questo spazio a colonne svolge un ruolo essenziale: è esso a mettere in scena le due cappelle laterali e le loro pale in ceramica, offerte allo sguardo fin dalla soglia.

Le terrecotte di Giovanni della Robbia (1501): san Francesco e il Giudizio universale

Due cappelle che si aprono sul portico conservano terrecotte invetriate policrome di Giovanni della Robbia, datate 1501. Figlio di Andrea e pronipote di Luca della Robbia, Giovanni (1469-1529) ereditò la bottega di famiglia fiorentina e spinse ancora oltre la ricchezza cromatica della ceramica invetriata; a differenza dei suoi predecessori, aveva l'abitudine di datare le proprie opere — il che offre qui un riferimento sicuro.

Nella cappella di destra, la pala raffigura san Francesco che consegna la regola del Terz'Ordine a san Luigi di Francia e a santa Elisabetta d'Ungheria, circondato da angeli che rappresentano le virtù francescane (Castità, Povertà, Obbedienza).

Nella cappella di sinistra, un grande Giudizio universale, che la tradizione dice commissionato da un certo Michelangelo Ceccarelli, dispiega il Cristo giudice circondato da angeli, mentre l'arcangelo Michele separa gli eletti dai dannati. La composizione è particolarmente apprezzata per la finezza della figura dell'arcangelo e per il motivo di un giovane nudo che esce dal sepolcro, brano di modellato che testimonia l'ambizione della bottega robbiana all'alba del XVI secolo.

Un posto nell'arte robbiana

Questi due insiemi contano tra le realizzazioni più compiute di Giovanni della Robbia. Il grande Giudizio universale di Volterra è regolarmente citato come uno dei suoi capolavori, apprezzato per la qualità del modellato e per la padronanza della policromia. Vi si coglie ciò che distingue la seconda generazione dei Della Robbia: dopo il bianco e il blu essenziali di Luca, una palette più ampia, più narrativa e più ricca, messa al servizio di vaste scene religiose. San Girolamo offre così una tappa datata, sicura e completa di questa evoluzione.

Cosa vedere assolutamente

  • Il portico rinascimentale con frontone che precede la facciata, cornice di ispirazione michelozziana delle due pale.
  • La pala della cappella di destra: san Francesco che consegna la regola a san Luigi di Francia e santa Elisabetta d'Ungheria, con i suoi angeli delle virtù.
  • Il grande Giudizio universale (cappella di sinistra) di Giovanni della Robbia, 1501: l'arcangelo Michele e il giovane nudo che si solleva dal sepolcro.
  • La coerenza dell'insieme: due terrecotte invetriate policrome datate della stessa mano e dello stesso anno.

Informazioni pratiche

La chiesa e il convento di San Girolamo si trovano nel sobborgo di San Lazzaro, fuori dalle mura di Volterra (provincia di Pisa, Toscana). L'accesso all'interno e alle cappelle può essere soggetto a orari ridotti o ad aperture occasionali; è consigliabile verificare le condizioni di visita presso l'ufficio turistico di Volterra prima di recarsi sul posto.

Quiz

  1. Di chi sono le terrecotte invetriate di San Girolamo?
  • Luca della Robbia
  • Andrea della Robbia
  • Giovanni della Robbia
  1. A quale anno risalgono queste ceramiche?
  • 1445
  • 1501
  • 1525
  1. Quale soggetto occupa la cappella di sinistra?
  • Il Giudizio universale
  • La Natività
  • L'Annunciazione