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Rinascimento italiano

Collegiata di San Gimignano e la Cappella di Santa Fina

San Gimignano

Collegiata di San Gimignano e la Cappella di Santa Fina

Celebre per la sua foresta di torri medievali che si staglia in lontananza sulle colline della Val d'Elsa, San Gimignano custodisce, nel cuore del suo centro storico dichiarato patrimonio UNESCO, una chiesa che racchiude da sola diversi secoli di pittura toscana. La Collegiata — l'antica cattedrale, detta anche Duomo o Santa Maria Assunta — offre sulle sue pareti un panorama quasi completo del gotico senese. Ma nel braccio destro del transetto, una cappella cambia registro: la Cappella di Santa Fina, dove l'architettura chiara dei fratelli da Maiano e gli affreschi di Domenico Ghirlandaio fanno entrare il Rinascimento fiorentino nella piccola città delle torri.

San Gimignano, la città delle torri

Borgo fortificato sulla via Francigena, la strada di pellegrinaggio che collegava il nord Europa a Roma, San Gimignano conobbe nei secoli XIII e XIV una prosperità che le valse le celebri torri patrizie, innalzate a gara dalle famiglie rivali. Fissata nel tempo dalla peste nera e dal passaggio sotto il dominio fiorentino, la città ha conservato un tessuto medievale di rara coerenza, che l'UNESCO ha iscritto nel 1990 nella lista del patrimonio mondiale (« Centro storico di San Gimignano »).

Al centro di questo scenario, la Collegiata apre sulla piazza principale la sua facciata sobria, quasi spoglia. Nulla lascia intuire la ricchezza dell'interno: consacrata nel XII secolo, la chiesa romanica fu ampliata nel tempo, ma è il suo apparato pittorico ad averle dato fama.

La Collegiata e il suo decoro gotico

Le pareti della navata si leggono come un libro illustrato del gotico toscano. Sulla parete destra si dispiega un vasto ciclo dell'Antico Testamento, generalmente attribuito a Bartolo di Fredi (1367 ca.); di fronte, un ciclo del Nuovo Testamento è riferito alla cerchia di Simone Martini, con il nome di Lippo Memmi spesso avanzato. Sulla controfacciata, un imponente Giudizio universale con l'Inferno e il Paradiso è associato a Taddeo di Bartolo (fine XIV secolo), mentre un San Sebastiano rimanda a Benozzo Gozzoli (1465). La Collegiata conserva inoltre un notevole gruppo scolpito dell'Annunciazione in legno policromo, riferito a Jacopo della Quercia (1420-1421 circa), opera di cerniera tra tardogotico e Rinascimento.

Questo apparato, essenzialmente gotico, costituisce lo sfondo da cui va distinta la stratificazione propriamente rinascimentale: essa si concentra nella Cappella di Santa Fina.

La Cappella di Santa Fina, gioiello rinascimentale

Santa Fina (Fina de' Ciardi) è una figura locale: giovane fanciulla di San Gimignano morta nel XIII secolo dopo una lunga malattia sopportata con umiltà, divenne la patrona amata della città, circondata da una leggenda secondo cui le violette fioriscono sulle torri cittadine nel giorno della sua morte. Per onorare questa devozione, la città fece edificare, a partire dal 1468, una cappella interamente a lei dedicata, nel braccio destro del transetto della Collegiata.

L'architettura e il ricco altare in marmo sono opera dei fratelli fiorentini Giuliano e Benedetto da Maiano. La concezione d'insieme e l'ordinamento architettonico spetterebbero soprattutto a Giuliano, mentre Benedetto, scultore, avrebbe avuto un ruolo di primo piano nell'altare e nel decoro scolpito; la ripartizione esatta dei compiti tra i due fratelli resta tuttavia discussa e da precisare. La cappella offre, con le sue proporzioni misurate, i suoi pilastri e la sua chiarezza, un contrasto sorprendente con l'esuberanza gotica del resto della chiesa: è uno spazio pensato secondo la nuova grammatica del Rinascimento fiorentino.

Gli affreschi del Ghirlandaio

Il decoro pittorico della cappella è affidato a Domenico Ghirlandaio, uno dei grandi affreschisti fiorentini del Quattrocento, futuro maestro della bottega in cui lavorerà il giovane Michelangelo. Gli affreschi, generalmente datati agli anni 1475-1478, illustrano due episodi della vita di santa Fina.

Il primo mostra l'annuncio della sua morte: san Gregorio appare alla giovane distesa sulla sua tavola di legno per annunciarle la fine imminente. Il secondo rappresenta i suoi funerali, scena di miracoli in cui si vede la città radunarsi. Il Ghirlandaio vi dispiega ciò che caratterizza la sua maniera: una cornice architettonica in prospettiva rigorosa, ritratti presi dal vero, un'attenzione ai dettagli della vita quotidiana e alla città contemporanea e, sullo sfondo, un'evocazione riconoscibile delle torri di San Gimignano. La luce chiara, la misura delle figure e la naturalezza dei volti iscrivono pienamente la cappella nell'arte del Rinascimento.

I da Maiano e il dialogo delle arti

La Cappella di Santa Fina illustra il modo in cui, alla fine del XV secolo, architettura, scultura e pittura vengono concepite insieme. I da Maiano forniscono la cornice — un tabernacolo di marmo e un'architettura chiara; il Ghirlandaio anima le pareti con il suo racconto dipinto. L'insieme, coerente, fa di questa piccola cappella un manifesto del Rinascimento fiorentino esportato in una città toscana rimasta per il resto medievale.

È questo successo corale, non meno della bellezza di ogni singola parte, a valere alla Cappella di Santa Fina di essere regolarmente citata tra i complessi rinascimentali più armoniosi della Toscana al di fuori dei grandi centri. Essa mostra come il nuovo linguaggio, nato a Firenze, si sia irradiato fino ai borghi, portato da artisti di primo piano.

Cosa vedere assolutamente

  • La Cappella di Santa Fina nel suo insieme: altare in marmo dei da Maiano e affreschi del Ghirlandaio, da leggere come un tutto coerente.
  • I due affreschi del Ghirlandaio (annuncio della morte di santa Fina; i suoi funerali), per lo sfondo urbano con le torri di San Gimignano.
  • Il contrasto tra la chiarezza rinascimentale della cappella e l'esuberanza gotica delle pareti della navata.
  • I grandi cicli gotici della Collegiata (Antico e Nuovo Testamento, Giudizio universale di Taddeo di Bartolo).
  • Il gruppo dell'Annunciazione in legno policromo riferito a Jacopo della Quercia, opera di cerniera.

Informazioni pratiche

La Collegiata si visita nel cuore di San Gimignano, sulla piazza vicina a Piazza della Cisterna. L'accesso alla chiesa e alla Cappella di Santa Fina avviene generalmente su biglietto (l'edificio essendo gestito come luogo di visita oltre che nella sua funzione di culto), con orari che variano secondo la stagione e le funzioni religiose. È prudente verificare le condizioni di apertura e le tariffe presso le fonti ufficiali prima di recarsi sul posto. San Gimignano si raggiunge facilmente da Siena o da Firenze; essendo il centro pedonale e molto frequentato in alta stagione, si consiglia una visita mattutina.

Quiz

1. Quale pittore fiorentino ha realizzato gli affreschi della Cappella di Santa Fina?

  • Bartolo di Fredi
  • Domenico Ghirlandaio
  • Taddeo di Bartolo

2. A chi si devono l'architettura e l'altare in marmo della cappella?

  • Ai fratelli Giuliano e Benedetto da Maiano
  • A Filippo Brunelleschi
  • A Jacopo della Quercia

3. Cosa rappresenta il decoro della cappella?

  • La vita di san Francesco
  • Episodi della vita di santa Fina, patrona della città
  • Il Giudizio universale