Addossata al fianco settentrionale della basilica di Santa Maria Maggiore, sulla Piazza del Duomo della Città Alta, la Cappella Colleoni sarebbe uno dei gioielli più splendenti del Rinascimento lombardo. Concepita come mausoleo personale del condottiero Bartolomeo Colleoni, sarebbe stata edificata attorno al 1472-1476 su progetto di Giovanni Antonio Amadeo, che vi avrebbe dispiegato una facciata di marmi bianchi, rossi e neri di una ricchezza ornamentale senza pari nella regione. Lungi dall'essere una semplice cappella funeraria, l'edificio si presenterebbe come un manifesto: quello di un uomo d'armi che voleva incidere la propria gloria nella pietra, e quello di un linguaggio artistico nuovo, tutto rivolto all'Antichità ritrovata.
Bartolomeo Colleoni, condottiero e committente
Bartolomeo Colleoni (1395-1475 ca.) sarebbe stato uno dei più celebri condottieri del Quattrocento italiano, capitano generale degli eserciti della Repubblica di Venezia. Arricchito da una carriera militare al servizio tanto di Venezia quanto di Milano, avrebbe destinato una parte della sua immensa fortuna ad assicurare la memoria del proprio nome.
Secondo la tradizione, nel 1470 Colleoni avrebbe fatto demolire la sacrestia della basilica di Santa Maria Maggiore — la cui collocazione i canonici gli negavano — per imporre la costruzione della sua cappella funeraria. Questo gesto d'autorità, quasi un colpo di forza, testimonierebbe il carattere e i mezzi del personaggio. L'edificio sarebbe stato dunque concepito fin dall'origine come una tomba dinastica destinata a perpetuare la gloria del condottiero e della sua stirpe.
Colleoni è noto anche per la statua equestre in bronzo che gli fu eretta a Venezia, davanti alla Scuola di San Marco (opera avviata da Andrea del Verrocchio), frutto di un lascito testamentario. A Bergamo, invece, è attraverso l'architettura e la scultura decorativa che avrebbe scelto di fissare il proprio ricordo.
Amadeo e la facciata di marmi policromi
L'ideazione della cappella è attribuita a Giovanni Antonio Amadeo (1447-1522 ca.), scultore e architetto lombardo che avrebbe lavorato anche alla Certosa di Pavia e, più tardi, al cantiere del Duomo di Milano. La Cappella Colleoni passerebbe per una delle sue realizzazioni più personali e più compiute.
La facciata, rivolta verso la piazza, sarebbe l'elemento più spettacolare dell'insieme. Si caratterizzerebbe per un rivestimento di marmi policromi — bianco, rosso di Verona e nero — disposti in intarsi geometrici (losanghe, motivi a scacchiera) che animerebbero l'intera superficie con un gioco grafico sfolgorante. Sopra il portale si aprirebbe un grande rosone, mentre l'insieme sarebbe scandito da lesene, colonnine tortili, medaglioni e nicchie.
Questa scelta decorativa, in cui l'ornamento riveste l'architettura di un merletto di pietra, ricollegherebbe la cappella alla sensibilità lombarda del Quattrocento, più attenta alla ricchezza delle superfici che al rigore degli ordini classici quale si troverebbe in Toscana. La facciata è spesso descritta come un vertice di quest'arte.
Il programma all'antica
La decorazione scolpita della facciata dispiegherebbe un vasto repertorio ispirato all'Antichità. Vi si troverebbero busti a medaglione di imperatori romani e di personaggi illustri, rilievi raffiguranti episodi biblici e mitologici, putti, candelabre, ghirlande e motivi a grottesche.
Questo vocabolario all'antica tradurrebbe l'ambizione umanistica del committente non meno che dell'artista: associare la memoria di Colleoni a quella dei grandi uomini di Roma, iscrivere la sua gloria militare nel solco degli eroi antichi. I rilievi mescolerebbero volentieri scene dell'Antico Testamento e allusioni alla virtù guerriera, in un programma iconografico il cui dettaglio resterebbe da precisare caso per caso.
L'insieme testimonierebbe la diffusione, nella Lombardia della seconda metà del Quattrocento, di una cultura visiva alimentata dalla riscoperta dell'Antichità, qui reinterpretata con un'esuberanza tutta lombarda.
L'interno: le tombe di Colleoni e di Medea
All'interno, lo spazio, a pianta centrale e coperto da una cupola, accoglierebbe i due principali monumenti funerari dell'insieme.
La tomba di Bartolomeo Colleoni occuperebbe il posto d'onore: un imponente monumento a più registri, ornato di rilievi e sculture, sarebbe sormontato da una statua equestre del condottiero. Questa statua, in legno dorato secondo la tradizione, mostrerebbe Colleoni in armi, cavaliere trionfante, in una messa in scena destinata a esaltare la sua gloria militare oltre la morte.
Una seconda tomba, quella di Medea Colleoni, figlia del condottiero morta giovane, sarebbe anch'essa conservata nella cappella. Questo delicato monumento, ornato in particolare da un'effigie della giovane donna giacente, è di norma attribuito anch'esso ad Amadeo e annoverato tra le sculture più fini dell'insieme. La tomba di Medea sarebbe stata trasferita nella cappella in epoca successiva, da un altro luogo di sepoltura.
La volta del Tiepolo (aggiunta successiva)
La volta e la cupola della cappella sarebbero ornate da affreschi di Giovanni Battista Tiepolo, eseguiti nel XVIII secolo (verso il 1732-1733). Occorre sottolineare che questa decorazione dipinta è assai posteriore alla costruzione rinascimentale dell'edificio: appartiene alla grande arte decorativa del Settecento veneziano e non al programma originario di Amadeo.
Questi affreschi, dedicati in particolare a scene della vita di san Giovanni Battista e alla Gloria di san Bartolomeo, apporterebbero all'interno una nota luminosa e aerea caratteristica del Tiepolo. La loro presenza illustrerebbe la lunga vita dell'edificio e le successive campagne decorative, ma non vanno confusi con l'opera del Quattrocento: la cappella è rinascimentale per architettura e scultura, tardobarocca soltanto per questa aggiunta pittorica.
Il posto nel Rinascimento lombardo
La Cappella Colleoni sarebbe considerata uno dei monumenti emblematici del primo Rinascimento in Lombardia. Con la sua facciata di marmi intarsiati, annuncerebbe o accompagnerebbe altri grandi cantieri della regione, primo fra tutti la facciata della Certosa di Pavia, alla quale Amadeo avrebbe pure contribuito.
Illustrerebbe una via propriamente lombarda del Rinascimento, distinta dal modello toscano: meno preoccupata della purezza degli ordini antichi che della profusione ornamentale, del prezioso lavoro del marmo e dello splendore cromatico. In ciò l'edificio offrirebbe una testimonianza preziosa sulla diversità dei Rinascimenti italiani.
Bergamo stessa, con la sua Città Alta cinta di mura, costituirebbe una cornice notevole per questo monumento. La città è iscritta al patrimonio mondiale dell'UNESCO a titolo delle «Opere di difesa veneziane» (le fortificazioni costruite dalla Repubblica di Venezia), un'iscrizione che riguarda le mura della città e non direttamente la cappella; è dunque opportuno non presentare la Cappella Colleoni stessa come «patrimonio UNESCO».
Cosa vedere assolutamente
- La facciata di marmi policromi: il rivestimento bianco, rosso e nero a intarsi geometrici, autentico manifesto del Rinascimento lombardo.
- Il rosone e il portale: incorniciati da colonnine tortili, medaglioni e rilievi all'antica.
- I busti e i medaglioni di imperatori e personaggi illustri, che iscrivono Colleoni nel solco degli eroi antichi.
- La tomba di Bartolomeo Colleoni sormontata dalla sua statua equestre (legno dorato secondo la tradizione).
- La tomba di Medea Colleoni, capolavoro di scultura funeraria attribuito ad Amadeo.
- Gli affreschi della volta del Tiepolo (XVIII secolo) — da ammirare come aggiunta successiva, non come opera rinascimentale.
Informazioni pratiche
La Cappella Colleoni si trova sulla Piazza del Duomo, nel cuore della Città Alta di Bergamo, in Lombardia, addossata alla basilica di Santa Maria Maggiore e vicina alla cattedrale e al battistero.
La Città Alta è raggiungibile dalla città bassa a piedi, in autobus o con la storica funicolare. L'accesso alla cappella è generalmente libero, ma gli orari di apertura variano secondo le stagioni e le funzioni religiose: si raccomanda di verificare le informazioni aggiornate presso le fonti ufficiali (ufficio del turismo di Bergamo, sito della cappella o della basilica) prima di ogni visita. Nessun orario né tariffa precisa è qui indicato, in mancanza di informazioni verificate.
Quiz
1. A chi si deve l'ideazione della Cappella Colleoni?
- Andrea del Verrocchio
- Giovanni Antonio Amadeo
- Giovanni Battista Tiepolo
2. Che cosa caratterizza maggiormente la facciata della cappella?
- Un rivestimento di marmi policromi a intarsi geometrici
- Una facciata di mattoni nudi
- Un colonnato di stile dorico
3. Gli affreschi della volta dipinti dal Tiepolo risalgono:
- Al XV secolo, contemporaneamente alla costruzione
- Al XVIII secolo, ossia molto dopo l'edificazione rinascimentale
- All'Antichità romana

