Nel cuore dei Musei Vaticani, a pochi passi dalla Cappella Sistina, quattro sale in enfilade compongono uno degli insiemi più celebri di tutto il Rinascimento: le Stanze di Raffaello. Nate come appartamento privato di papa Giulio II e poi del suo successore Leone X, furono affrescate da Raffaello (Raffaello Sanzio, 1483-1520) e dalla sua bottega tra il 1508 e il 1524 circa. Sala dopo sala, offrono lo spettacolo di un pittore all'apice della propria arte, e poi quello di una scuola che ne prolunga e ne trasforma la maniera dopo la sua morte prematura.
La commissione di Giulio II
Salito al soglio pontificio nel 1503, Giulio II rifiutò di abitare i vecchi appartamenti Borgia, troppo segnati dal ricordo del predecessore Alessandro VI. Scelse di stabilire la propria residenza al piano superiore del Palazzo Vaticano, in una serie di sale che fece interamente ridecorare. Furono dapprima chiamati diversi artisti: secondo la tradizione riferita da Vasari, avrebbero lavorato sul posto maestri come il Perugino, il Sodoma o Lorenzo Lotto. Ma intorno al 1508, grazie a una raccomandazione che sarebbe partita dall'architetto Donato Bramante, un giovanissimo Raffaello, allora venticinquenne circa, venne convocato da Urbino e da Firenze.
L'aneddoto, tramandato da Vasari e quindi da accogliere con prudenza, vuole che Giulio II fosse tanto colpito dalle prime prove di Raffaello da far cancellare gran parte del lavoro già eseguito, per affidargli l'intero ciclo delle sale. Il cantiere si svolse, cosa notevole, in parallelo a quello di Michelangelo alla volta della Sistina, a poche decine di metri di distanza: i due maggiori decoratori del tempo lavoravano contemporaneamente nello stesso palazzo, in un'emulazione rimasta leggendaria.
La Stanza della Segnatura e la Scuola di Atene
La prima sala dipinta da Raffaello, la Stanza della Segnatura, è anche la più compiuta e la più famosa. Il nome le deriva probabilmente da una funzione più tarda (la sala in cui si firmavano determinati atti del tribunale pontificio); in origine avrebbe ospitato la biblioteca privata di Giulio II. Il programma, di eccezionale coerenza intellettuale, mette in scena i grandi domini del sapere umano — la Teologia, la Filosofia, la Poesia e la Giustizia — ciascuno assegnato a una parete.
Sulla parete della Filosofia si dispiega la Scuola di Atene (1509-1511 ca.), forse l'affresco più celebre del Rinascimento dopo la volta della Sistina. Sotto ampie volte ispirate all'architettura antica — spesso accostate al progetto di Bramante per San Pietro — si radunano i filosofi dell'antichità. Al centro, Platone (che indica il cielo) e Aristotele (con la mano tesa verso la terra) riassumono due visioni del mondo. Vi si riconoscono tradizionalmente Diogene disteso sui gradini, Euclide (o Archimede) che traccia una figura con il compasso, Pitagora che scrive ed Eraclito pensoso appoggiato a un blocco, spesso letto come un ritratto di Michelangelo. Lo stesso Raffaello si sarebbe raffigurato all'estrema destra, con lo sguardo rivolto allo spettatore. Queste identificazioni, largamente accettate, restano in parte congetturali.
Di fronte, la Disputa del Sacramento raffigura la Teologia: la Chiesa terrena e la Chiesa celeste riunite attorno all'ostia, in una composizione che sovrappone cielo e terra. La parete della Poesia porta il Parnaso, dove Apollo suona la lira da braccio circondato dalle Muse e dai grandi poeti, da Omero e Dante fino a Saffo. La quarta parete, dedicata alla Giustizia e al Diritto, riunisce le Virtù cardinali (Fortezza, Prudenza, Temperanza) e scene legislative. Alla volta, figure allegoriche rispondono a ciascuna parete.
Eliodoro, l'Incendio, la Sala di Costantino e la bottega
La Stanza di Eliodoro (1511-1514 ca.), dipinta per la maggior parte ancora in vita e di mano di Raffaello, segna una svolta verso un'arte più drammatica, dai contrasti di luce accentuati. Il tema è la protezione miracolosa della Chiesa. La Cacciata di Eliodoro dal Tempio mostra il predone biblico atterrato da un cavaliere celeste — allusione trasparente alla difesa dello Stato Pontificio. La Messa di Bolsena rievoca il miracolo eucaristico del 1263 e accosta Giulio II alla scena. La Liberazione di san Pietro, dove l'angelo trae l'apostolo dal carcere, è celebre per il trattamento notturno della luce — chiaro di luna, bagliore dell'angelo, riflessi sulle armature — tra i più arditi della pittura dell'epoca. La quarta parete rappresenta l'Incontro di Leone Magno con Attila.
La Stanza dell'Incendio di Borgo (1514-1517 ca.) è dipinta sotto Leone X, che succede a Giulio II nel 1513. Raffaello ne fornisce i disegni e l'ideazione, ma l'esecuzione spetta sempre più ai suoi assistenti — tra i quali si citano di solito Giulio Romano, Giovan Francesco Penni o Raffaellino del Colle, con ripartizioni tuttora discusse. L'affresco eponimo, l'Incendio di Borgo, raffigura l'incendio del quartiere vicino a San Pietro nell'847, spento dalla benedizione di papa Leone IV, i cui tratti rimandano a Leone X. Vi si ammirano gruppi di potente forza scultorea, in particolare l'uomo che porta un vecchio sulle spalle, evidente eco del mito di Enea in fuga da Troia.
La quarta sala, la Sala di Costantino, la più vasta, è quasi interamente opera della bottega. Raffaello muore nel 1520, a trentasette anni, quando la decorazione è ancora allo stadio di progetto. L'esecuzione viene portata a termine tra il 1520 e il 1524 dai suoi allievi, sotto la direzione di Giulio Romano (coadiuvato in particolare dal Penni), che conferisce a queste grandi composizioni un carattere più monumentale e teatrale. Dedicata all'imperatore Costantino e al trionfo del cristianesimo, la sala dispiega ampie scene istoriate — tra cui la Battaglia di Ponte Milvio e la Visione della Croce — trattate a mo' di arazzi dipinti. Vi si osserva il passaggio dallo stile di Raffaello al manierismo nascente.
Cosa vedere assolutamente
- La Scuola di Atene, nella Stanza della Segnatura: il manifesto dell'umanesimo, con Platone e Aristotele al centro.
- La Liberazione di san Pietro (Stanza di Eliodoro): una delle più belle scene notturne del Rinascimento.
- La Disputa del Sacramento e il Parnaso, che completano il programma del sapere nella Segnatura.
- L'Incendio di Borgo: il gruppo dell'uomo che porta il vecchio, omaggio all'Eneide.
- La Sala di Costantino: misurare, di sala in sala, lo scivolamento da Raffaello all'arte di Giulio Romano.
Informazioni pratiche
Le Stanze di Raffaello si visitano unicamente all'interno del percorso dei Musei Vaticani, nella Città del Vaticano. Si trovano vicinissime alla Cappella Sistina e si inseriscono con naturalezza nell'itinerario che vi conduce: la maggior parte dei visitatori le attraversa poco prima o poco dopo la Sistina. La prenotazione online di una fascia oraria è vivamente consigliata per evitare le code. Verificate giorni e orari di apertura, tariffe e condizioni d'accesso direttamente presso i Musei Vaticani prima della visita, poiché variano secondo le stagioni e le celebrazioni liturgiche.
Quiz
- Quale papa commissionò la prima decorazione delle Stanze?
- Alessandro VI
- Giulio II
- Sisto IV
- In quale sala si trova la Scuola di Atene?
- Stanza di Eliodoro
- Stanza della Segnatura
- Sala di Costantino
- Chi diresse il completamento della Sala di Costantino dopo la morte di Raffaello?
- Il Perugino
- Michelangelo
- Giulio Romano

