Dominando Padova con le sue cupole orientali e i suoi campanili aguzzi, la Basilica di Sant'Antonio — che i padovani chiamano semplicemente il Santo — è uno dei più grandi santuari di pellegrinaggio della cristianità occidentale. Vi si venera fin dal XIII secolo la tomba di sant'Antonio da Padova, morto nel 1231. Ma per la storia dell'arte l'edificio romanico-gotico non è che lo scrigno di un evento capitale: nel coro si erge l'altare maggiore in bronzo ideato e fuso da Donatello durante il suo lungo soggiorno padovano, verso il 1446-1450. Statue a grandezza naturale, rilievi narrativi dei Miracoli del santo, un grande Crocifisso e un Compianto in pietra: questo cantiere avrebbe fatto approdare un'intera regione alla scultura del Rinascimento. Va detto subito: l'edificio in sé appartiene al Medioevo, e la statua equestre del Gattamelata, che troneggia sul sagrato, merita uno studio a parte.
Il Santo, basilica di pellegrinaggio
La costruzione della basilica sarebbe iniziata poco dopo la canonizzazione di Antonio, nel 1232, e sarebbe proseguita per oltre un secolo. L'edificio fonde con una singolarità tutta veneziana molteplici riferimenti: la facciata in mattoni evoca il romanico lombardo, le cupole di piombo richiamano San Marco a Venezia e una lontana memoria bizantina, mentre le volte interne e gli archi rampanti appartengono al vocabolario gotico. Questa architettura composita, compiuta nelle sue linee essenziali nel XIV secolo, precede dunque ampiamente il Rinascimento e va da esso distinta.
All'interno, il pellegrinaggio si organizza attorno a due poli: la Cappella dell'Arca, dove riposa la tomba del santo, riccamente ornata nel XVI secolo di rilievi marmorei da diversi scultori veneziani, e il deambulatorio delle cappelle radiali. Il Santo è un luogo di culto vivo, mai un semplice museo: la folla dei devoti vi sfiora, spesso senza saperlo, uno dei traguardi maggiori della scultura occidentale.
Donatello a Padova
Il grande scultore fiorentino Donatello (Donato di Niccolò di Betto Bardi, 1386 ca.-1466) si stabilisce a Padova verso il 1443 e vi rimane fino al 1453 circa, un decennio decisivo. Questo esilio volontario lontano da Firenze avrebbe diverse cause possibili, tra cui il richiamo di un cantiere prestigioso e di mecenati generosi. Sul posto egli trapianta il linguaggio nuovo che aveva forgiato in Toscana: lo studio dell'antico, l'anatomia espressiva, la padronanza della prospettiva e soprattutto l'invenzione del rilievo schiacciato, il rilievo di estrema sottigliezza.
Il suo passaggio avrebbe segnato profondamente la scuola padovana e veneta. Un'intera generazione di pittori e scultori — si cita volentieri il giovane Andrea Mantegna tra coloro che ne avrebbero ricevuto l'onda d'urto — avrebbe assimilato, attraverso le sue opere, il rigore prospettico e la tensione drammatica fiorentini. Padova, città universitaria intrisa di umanesimo e di archeologia antica, offriva a queste ricerche un terreno d'accoglienza ideale.
L'altare in bronzo e i rilievi dei Miracoli
L'opera maggiore padovana di Donatello è l'altare maggiore del Santo, commissionato e realizzato in gran parte tra il 1446 e il 1450 circa. Raccoglie un insieme di sculture in bronzo di un'ambizione inedita. Al centro troneggia una Madonna col Bambino, figura ieratica che si leva dal suo seggio, circondata da un corteo di santi a figura intera — tra cui sant'Antonio e san Francesco d'Assisi, patroni dell'ordine francescano custode del santuario, oltre ad altri santi protettori di Padova. Questa Sacra Conversazione scolpita, dove le figure condividono un medesimo spazio sacro, sarebbe tra le prime del suo genere in tre dimensioni.
Alla base dell'altare corrono i celebri rilievi dei Miracoli di sant'Antonio, quattro pannelli in bronzo che narrano episodi prodigiosi della vita del santo: il miracolo della mula che si inginocchia davanti all'ostia, quello del neonato che parla per scagionare la madre, quello del cuore dell'avaro ritrovato nel suo forziere, quello del piede riattaccato. Queste scene dispiegano folle numerose entro vaste architetture in prospettiva, con un'intensità teatrale sorprendente. Vi si aggiungono un grande Crocifisso in bronzo, corpo cristico di un realismo grave, e un Compianto (o Deposizione) in pietra, il cui pathos contrasta con lo splendore del metallo.
Va precisato con prudenza: la disposizione attuale dell'altare non è quella originaria. L'insieme sarebbe stato smontato e ricomposto più volte nel corso dei secoli, e la sua sistemazione presente risulterebbe da un rimontaggio tardivo, realizzato alla fine del XIX secolo. La posizione relativa delle statue e l'architettura che le incornicia non riflettono dunque necessariamente l'intenzione prima dello scultore — questione che alimenta ancora i dibattiti degli storici.
Lo schiacciato e la prospettiva
È nei rilievi dei Miracoli che si legge meglio il genio tecnico di Donatello. Il rilievo schiacciato — letteralmente il rilievo «appiattito» — consiste nel modulare spessori infimi, di appena qualche millimetro, per suggerire una profondità immensa. Con il solo gioco di sporgenze impercettibili e di tracciati incisi, lo scultore crea lontananze, architetture fuggenti, atmosfere. Il bronzo diventa quasi una superficie pittorica.
A questo virtuosismo del modellato si aggiunge la padronanza della prospettiva lineare, l'invenzione fiorentina dell'inizio del secolo. Le scene si svolgono sotto vaste volte e gallerie le cui linee convergono, organizzando la folla in profondità e conferendo all'evento miracoloso la potenza di una visione. Questa fusione del rilievo bassissimo e della costruzione prospettica fa di questi pannelli un manifesto: la scultura vi rivaleggia con la pittura nella conquista dello spazio, e impone durevolmente, nell'Italia settentrionale, i principi del Rinascimento.
L'edificio medievale ; il Gattamelata a parte
Per evitare ogni confusione, si impongono due distinzioni. Da un lato, la basilica in quanto architettura — le sue cupole, le sue navate, il suo chiostro — appartiene al Medioevo e non può essere annoverata tra i monumenti del Rinascimento; solo l'altare di Donatello e certi ornamenti posteriori rientrano in quel periodo. Dall'altro, il monumento equestre del Gattamelata, quel bronzo colossale che raffigura il condottiero Erasmo da Narni a cavallo, eretto sul sagrato, è anch'esso opera di Donatello e un capolavoro assoluto del Rinascimento; ma la sua importanza giustifica che sia oggetto di una scheda distinta. La presente notizia si concentra sull'insieme scolpito dell'altare maggiore, all'interno del santuario.
Portata
Il cantiere padovano di Donatello avrebbe svolto un ruolo di catalizzatore per l'intero Rinascimento settentrionale. Importando a Padova il vocabolario fiorentino — prospettiva, antico, rilievo schiacciato, drammaturgia delle figure — il maestro avrebbe aperto la via alla scuola veneta e, più in generale, alla diffusione delle idee rinascimentali verso il nord della penisola. L'altare del Santo non è soltanto un insieme scolpito di raro virtuosismo: è un punto di svolta, il momento in cui la modernità fiorentina mette radici fuori della Toscana. A questo titolo, esso figura tra i traguardi fondatori dell'arte europea del XV secolo.
Cosa vedere assolutamente
- La Madonna col Bambino in trono in bronzo, cuore dell'altare, che si leva dal suo seggio.
- I santi francescani a figura intera, sant'Antonio e san Francesco, nella Sacra Conversazione scolpita.
- I quattro rilievi dei Miracoli di sant'Antonio, vertice del rilievo narrativo in bronzo.
- Il grande Crocifisso in bronzo, corpo cristico di un realismo grave.
- Il Compianto (Deposizione) in pietra, dal pathos intenso.
- L'edificio romanico-gotico stesso, le sue cupole e il suo chiostro — da contemplare come uno scrigno medievale.
Informazioni pratiche
Il Santo è anzitutto un luogo di culto e di pellegrinaggio in attività: la visita vi si svolge nel rispetto delle funzioni e del raccoglimento. L'ingresso della basilica sarebbe libero. È atteso un abbigliamento decoroso, e la fotografia può essere limitata, in particolare presso la tomba e il coro. Poiché gli orari di apertura e le condizioni di accesso alle diverse cappelle variano secondo le stagioni e il calendario liturgico, è prudente verificarli presso il santuario prima di ogni visita.
Quiz
Quale scultore fiorentino realizzò l'altare maggiore in bronzo del Santo? Donatello, durante il suo soggiorno padovano (1446-1450 ca.).
Quale tecnica di rilievo bassissimo dispiega Donatello nei Miracoli? Il rilievo schiacciato, il rilievo «appiattito» che suggerisce la profondità con spessori infimi.
Il monumento equestre del Gattamelata fa parte di questa scheda? No: benché opera di Donatello, è oggetto di una scheda distinta.

