Aggrappato al fianco della collina di Montecuccoli, nel popolare e artigiano quartiere dell'Oltrarno, il Giardino Bardini è uno di quei luoghi che i fiorentini custodiscono volentieri per sé. Meno frequentato di Boboli, il suo grande vicino sull'altro versante della collina, si distende per circa quattro ettari in un paesaggio a strati in cui si leggono più secoli di storia del giardino all'italiana. Ci si sale per la vegetazione curata, per l'atmosfera preservata e, soprattutto, per una veduta che è tra le più belle di Firenze.
Un giardino a terrazze nell'Oltrarno, e la sua veduta su Firenze
È la topografia a dare al luogo tutto il suo carattere. Il giardino si articola sul pendio ripido che domina la riva sinistra dell'Arno, tra la Costa San Giorgio e la via de' Bardi, a due passi dalla porta medievale e dal groviglio di viuzze che si arrampicano verso San Miniato. Questa forte pendenza, di solito un vincolo per chi progetta un giardino, diventa qui una risorsa spettacolare: ogni terrazza guadagnata in quota apre un nuovo piano di lettura sulla città.
Dal belvedere superiore e dalla terrazza del caffè lo sguardo abbraccia il cuore storico di Firenze: la cupola del Brunelleschi e il campanile di Giotto, la torre di Palazzo Vecchio, il disordine dei tetti di tegole rossastre e, più in basso, il filo dell'Arno scavalcato dai suoi ponti. È un punto di vista diverso da quello, ben più celebre, del vicino Piazzale Michelangelo: più intimo, incorniciato dalla vegetazione, e libero una volta varcata la biglietteria del giardino. Il luogo è così diventato meta di passeggiata quanto giardino da collezione, apprezzato per la sua quiete e per quella scena urbana che sa mettere in prospettiva.
La scalinata barocca, il pergolato di glicini, il bosco all'inglese
Il cuore del disegno è la scalinata monumentale che struttura la parte centrale, in forte pendenza. Questo impianto a rampe e pianerottoli, di gusto barocco, organizza l'ascesa in una successione di gradinate ornate, scandita da nicchie, mosaici di ciottoli e motivi decorativi. È il pezzo forte della composizione, una scalinata-giardino che mette in scena la salita come un percorso, nella tradizione delle grandi sistemazioni italiane in pendio.
In primavera il protagonista cambia: il lungo pergolato di glicini diventa l'immagine più condivisa del giardino. Questo tunnel vegetale, carico di grappoli malva e profumati quando i glicini fioriscono — di norma in aprile — attira ogni anno gli appassionati venuti a fotografare quel corridoio di luce violacea. È oggi uno dei motivi simbolo del Bardini, una fioritura spettacolare ma breve, di cui bisogna cogliere il momento culminante.
Il giardino intreccia più registri paesaggistici, e questo ne spiega la ricchezza e il carattere composito. Alla parte architettonica, marcatamente italiana, risponde un "bosco all'inglese" dal tracciato più libero e pittoresco, con i suoi vialetti sinuosi e la sua copertura di alberi, secondo il gusto del giardino paesaggistico che si afferma nell'Ottocento. Vi si aggiungono un frutteto e spazi piantumati ad alberi da frutto, oltre a collezioni botaniche — ortensie, iris, piante di stagione — che animano le terrazze nel corso dell'anno. Questa giustapposizione di un giardino formale, di un bosco paesaggistico e di un frutteto, su uno stesso versante, riassume la logica del luogo: un giardino a strati più che un insieme di un'unica epoca.
Storia del luogo: dai Mozzi a Stefano Bardini, poi l'apertura al pubblico
Il terreno ha una lunga storia. Già nel Medioevo questo versante appartiene alla potente famiglia fiorentina dei Mozzi, il cui palazzo sorge ai piedi della collina; vi si trovano allora un giardino e coltivazioni che sfruttano l'ottima esposizione. Tra Rinascimento e secoli successivi la proprietà conosce rimaneggiamenti e cambi di mano, senza che una singola campagna di sistemazione ne fissi il volto. È alle epoche più tarde — in particolare all'impianto barocco della scalinata e, più avanti ancora, alle aggiunte di gusto paesaggistico — che il giardino deve gran parte della sua forma attuale. Sarebbe quindi fuorviante presentarlo come un puro giardino rinascimentale: è un palinsesto, in cui ogni secolo ha lasciato la sua impronta.
A cavallo del Novecento l'insieme passa nelle mani di Stefano Bardini (1836-1922), figura di primo piano del mercato dell'arte fiorentino, antiquario e collezionista il cui nome resta legato al Museo Bardini, sulla piazza vicina. Bardini riunisce le particelle, risistema i luoghi e dà loro coerenza, segnando durevolmente il giardino con la propria impronta — da cui il nome che porta ancora oggi. Dopo di lui la proprietà passa ad altri e attraversa un lungo periodo di abbandono, che lascia degradare la vegetazione e le strutture.
È un importante cantiere di restauro, condotto all'inizio degli anni Duemila sotto l'egida di istituzioni pubbliche e fondazioni, a salvare il giardino e a permetterne l'apertura regolare al pubblico — relativamente recente sulla scala della storia del luogo. Le terrazze, la scalinata, le serre e le piantumazioni sono state allora rimesse in sesto, restituendo nel Bardini un giardino di nuovo vivo e visitabile, complementare a Boboli nel panorama dei giardini storici fiorentini.
Cosa vedere assolutamente
- La veduta panoramica dal belvedere e dalla terrazza del caffè: uno dei più bei punti di vista su Firenze, più intimo del Piazzale Michelangelo.
- La scalinata barocca a rampe, spina dorsale del giardino, con le sue nicchie, i pianerottoli e i decori di ciottoli.
- Il pergolato di glicini in primavera (fioritura di solito in aprile): il motivo simbolo del luogo.
- Il bosco all'inglese e il frutteto, contrappunto paesaggistico e campestre alla parte architettonica.
- Le collezioni di stagione (ortensie, iris e altre piantumazioni) che ritmano le terrazze nel corso dell'anno.
Informazioni pratiche
Il Giardino Bardini si trova nell'Oltrarno, a pochi minuti a piedi dal Ponte Vecchio, tra la via de' Bardi e la Costa San Giorgio. L'accesso avviene con un biglietto comune al complesso dei giardini di Boboli-Pitti: la biglietteria del Bardini è infatti associata a quella del Giardino di Boboli e del complesso di Pitti, cosicché uno stesso biglietto consente il più delle volte di visitare entrambi i giardini. È la soluzione più semplice per abbinare Boboli e Bardini in una stessa giornata.
Il giardino dispone anche di un ingresso e di un caffè-belvedere nella parte alta, comodi per godersi la veduta. Poiché orari e tariffe variano a seconda della stagione e della politica in vigore, conviene verificare le informazioni aggiornate presso la biglietteria ufficiale dei Musei del Bargello / dei giardini di Pitti prima della visita (vedi aVerifier).
Quiz
1. Su quale riva e in quale quartiere di Firenze si trova il Giardino Bardini?
- A. Sulla riva destra, vicino al Duomo
- B. Nell'Oltrarno, sulla riva sinistra dell'Arno
- C. Fuori dalle mura, verso Fiesole
2. Quale fioritura primaverile rende celebre il giardino?
- A. Il pergolato di glicini
- B. Un campo di girasoli
- C. Un roseto centenario
3. A chi deve il giardino il suo nome attuale?
- A. A un papa del Rinascimento
- B. All'antiquario e collezionista Stefano Bardini
- C. A un giardiniere dei Medici

