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Pittura del Rinascimento

Deposizione (Deposizione Borghese, Trasporto di Cristo, Pala Baglioni)

Rome

Deposizione (Deposizione Borghese, Trasporto di Cristo, Pala Baglioni)

Raffaello Sanzio · 1507

Questa tavola mostra un istante sospeso: il corpo senza vita di Cristo, deposto dalla croce, viene portato verso il sepolcro da due uomini che si piegano sotto il peso. Il gesto non è ancora la sepoltura, ma il trasporto — da cui uno dei titoli italiani, Trasporto di Cristo. A destra, la Vergine viene meno e si accascia, sorretta dalle pie donne che la circondano. La scena si legge così in due fuochi: lo sforzo dei portatori a sinistra, il crollo delle donne a destra.

L'opera è una committenza di Atalanta Baglioni, destinata alla cappella di famiglia dei Baglioni nella chiesa di San Francesco al Prato, a Perugia. Fu dipinta in memoria del figlio, Grifonetto Baglioni, ucciso nella sanguinosa faida che dilaniò la famiglia — l'episodio rimasto nella memoria come le «nozze di sangue» di Perugia. La pala è dunque, prima di tutto, il monumento al lutto di una madre: il dolore della Vergine davanti al figlio morto raddoppia quello di Atalanta davanti al proprio.

La composizione è tra le più costruite di Raffaello. Numerosi disegni preparatori ne attestano la lenta elaborazione, con l'artista in cerca dell'equilibrio dei corpi, dei movimenti e delle linee di forza. Vi si riconosce l'influenza dell'antico nell'idealità delle figure, e quella di Michelangelo nella potenza dei corpi e nella tensione delle pose.

Oggi il dipinto appartiene alla Galleria Borghese, a Roma. Il suo passaggio da Perugia alla collezione Borghese fa parte della sua storia movimentata (vedi ).

Simbolismo e lettura iconografica

Il corpo portato verso il sepolcro condensa l'idea del passaggio: Cristo non è più sulla croce, non è ancora sepolto. Questo trasporto raffigura la soglia tra la morte e la sepoltura, momento di raccoglimento più che d'azione. La Vergine che viene meno, a destra, forma un secondo centro di senso: il suo svenimento fa rima con la morte di Cristo. La madre che si accascia raddoppia la perdita del figlio, e fa eco al lutto di Atalanta Baglioni, committente in lutto. Il peso del corpo — che i portatori sorreggono visibilmente — rende visibile la realtà della morte. .

Analisi delle emozioni

Il dipinto è tutto racchiuso nella tensione tra lo sforzo e l'abbandono: a sinistra, corpi che si irrigidiscono per sostenere un peso; a destra, corpi che cedono, quello di Cristo come quello della Vergine. Il dolore non vi è gridato ma trattenuto, portato dalla gravità dei gesti. Lo spettatore è posto davanti a un cordoglio che è anche quello di una madre in carne e ossa, il che carica la scena di un'intimità rara per un soggetto sacro.

Segreti e misteri

  • Il titolo varia secondo le tradizioni: Deposizione, ma anche Trasporto di Cristo, Deposizione Borghese, o Pala Baglioni — ciascuno illumina un aspetto diverso dell'opera.
  • Non è una deposizione dalla croce né una sepoltura compiuta, ma l'istante intermedio del trasporto del corpo.
  • L'opera nasce da un fatto tragico: la morte di Grifonetto Baglioni nella faida delle «nozze di sangue» di Perugia.
  • La committente è una madre, Atalanta Baglioni, e la pala vale tanto come monumento privato al lutto quanto come immagine di devozione.
  • La genesi è eccezionalmente documentata da numerosi disegni preparatori, testimoni del lavoro di composizione di Raffaello.
  • Vi si legge una doppia influenza: l'antichità per l'idealità delle figure, Michelangelo per la forza dei corpi.

Lo sapevi?

Nel Seicento la pala sarebbe stata sottratta di notte dalla chiesa di Perugia per raggiungere la collezione Borghese a Roma — una sottrazione clandestina che privò la città del suo capolavoro. Il racconto va presentato con prudenza: le circostanze esatte di questo trasferimento sono da verificare su fonte canonica.