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Protagonisti del Rinascimento

Gambara

Contributi e opere

Veronica Gambara appartiene a quella ristretta cerchia di donne che, nel Rinascimento, fecero della penna e del potere un solo gesto. Nata nel 1485 in una nobile famiglia del territorio bresciano, ricevette un'accurata educazione letteraria e si volse presto alla poesia. Sposata a Giberto X, signore di Correggio, rimase vedova nel 1518: anziché ritirarsi, prese in mano il governo della piccola signoria. Per oltre trent'anni amministrò Correggio, la difese e la seppe preservare nel mezzo delle Guerre d'Italia, giocando con abilità sul filo delle alleanze fino ad accogliere l'imperatore Carlo V nella propria città.

Parallelamente costruì un'opera poetica di primo piano nella vena petrarchesca. Sonetti, madrigali e lettere circolarono e le valsero la corrispondenza di Pietro Bembo e la stima dei maggiori letterati del tempo. La sua corte di Correggio divenne un cenacolo rinomato, capace di attrarre poeti, musicisti e artisti: il pittore Correggio operò nella sua città proprio in quegli anni. Donna di lettere non meno che donna di Stato, la Gambara incarna la rara alleanza tra la cultura dotta e il governo effettivo. Occorre però sfumare l'immagine: la sua opera, rimasta dispersa in vita, fu raccolta ed edita soltanto molto dopo la morte, e la posterità l'ha a lungo ridotta alla figura virtuosa della «vedova reggente», rischiando di oscurarne il talento poetico proprio.

Aneddoto memorabile

Quando Carlo V attraversò l'Italia, Veronica Gambara accolse l'imperatore a Correggio. Per una signoria minuscola, stretta nelle rivalità delle grandi potenze, ospitare il signore di un impero non era un semplice onore: era un atto politico calcolato, un modo per porre la propria città sotto una protezione decisiva. La scena riassume tutto il personaggio: la poetessa petrarchista sapeva anche imbandire una mensa imperiale e trasformare le lettere e l'accortezza diplomatica in scudi per il suo piccolo Stato. (Data e circostanze esatte del ricevimento di Carlo V a Correggio da precisare su fonte attendibile.)

Influenze ricevute

Petrarca e la tradizione petrarchista; Pietro Bembo, con cui corrispose e la cui estetica segnò la sua poesia; la cultura delle corti umanistiche dell'Italia settentrionale.

Influenze esercitate

Modello di donna letterata e governante; animatrice di un cenacolo di grande irraggiamento a Correggio; figura d'ispirazione per il riconoscimento delle poetesse del Rinascimento italiano.

Importanza storica

Veronica Gambara è tra le grandi voci femminili della poesia italiana del Rinascimento, accanto a figure come Vittoria Colonna. La sua importanza risiede in questa doppia riuscita: un'opera petrarchesca apprezzata dai maggiori letterati e un governo lucido che protesse Correggio durante le Guerre d'Italia. Dimostra che una donna poteva, nel Cinquecento, reggere insieme la penna e lo Stato. La sua riscoperta, favorita dalle edizioni tardive dei suoi versi, ha contribuito a rivalutare il posto delle donne nella letteratura del Rinascimento.