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Protagonisti del Rinascimento

Boccaccio, dit Boccace

Boccaccio, dit Boccace

Contributi e opere

Boccaccio osò qualcosa di enorme: fare della lingua volgare, quella che si parlava nei mercati di Firenze, la materia di un capolavoro. Il Decameron (1348-1353) ne è la prova più clamorosa: cento novelle raccontate lungo dieci giornate da dieci giovani che fuggono la peste nera rifugiandosi in una villa sulle colline. Mercanti astuti, amanti sfacciati, frati golosi, donne di testa: un mondo intero, brulicante, entra così nella letteratura, colto con un realismo, un'ironia e una libertà di tono mai visti prima. In un'unica opera, Boccaccio fonda la prosa narrativa europea e conferisce alla novella la sua dignità letteraria.

Ma l'uomo è ben più di un brillante narratore. Umanista appassionato, amico intimo del Petrarca, compila immense enciclopedie erudite in latino, tra cui il De mulieribus claris (Delle donne illustri), primo repertorio di biografie interamente dedicato a donne celebri. Innamorato dell'Antichità, promuove lo studio del greco, ancora rarissimo in Occidente, e chiama a Firenze Leonzio Pilato per tradurre Omero. Infine si fa primo grande custode della memoria di Dante: ne scrive la prima biografia, ne offre il primo commento pubblico e avvia il culto del poeta. A lui si deve, o quasi, l'epiteto di Divina accostato alla Commedia.

Aneddoto memorabile

Invecchiato e conquistato dalla devozione, Boccaccio arriva a rinnegare i propri racconti. Segnato, si dice, da un incontro religioso che lo esorta a pensare alla propria salvezza, prende in odio le storie licenziose del Decameron e pensa seriamente di bruciare l'opera che lo aveva reso celebre. È il Petrarca, il vecchio amico, a dissuaderlo e a trattenerlo sull'orlo del gesto. L'autore più libero del suo secolo rischiò così di ridurre in cenere, con le proprie mani, il libro che ha fondato la prosa italiana.

Influenze ricevute

Dante Alighieri; il Petrarca; i narratori e i fabliaux medievali; gli autori latini dell'Antichità (Ovidio, Virgilio); la cultura napoletana della sua giovinezza.

Influenze esercitate

Chaucer; Margherita di Navarra (l'Heptaméron); l'intera tradizione europea della novella; gli umanisti del Quattrocento; la riabilitazione e il culto di Dante.

Importanza storica

Con Dante e il Petrarca, Boccaccio compone quella tripla corona che fonda la letteratura italiana. Il suo Decameron è l'atto di nascita della novella moderna e della grande prosa narrativa europea: senza di lui, niente Chaucer, niente Margherita di Navarra, niente secoli di narratori. Umanista prima del tempo, riaprì la porta del greco, celebrò le donne illustri e salvò la memoria di Dante. Incarna quel momento di svolta in cui l'Europa smette di limitarsi a copiare gli Antichi per osare, nella propria lingua, un'opera nuova, umana e destinata a durare.