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Protagonisti del Rinascimento

de' Medici, dit Cosme Ier

Contributi e opere

A diciassette anni, nel 1537, questo giovane di un ramo cadetto dei Medici eredita un potere che nessuno gli destinava: Alessandro è appena stato assassinato, e l'oligarchia fiorentina crede di aver messo le mani su un burattino docile. Si sbaglia clamorosamente. Cosimo smentisce ogni pronostico e, in meno di vent'anni, forgia uno Stato toscano moderno, centralizzato e risolutamente assolutista.

La svolta militare arriva a Marciano (1554-1555): la vittoria gli spalanca Siena, che annette e unifica alla Toscana. Ma il suo genio è tanto quello del costruttore quanto quello del soldato. Commissiona a Giorgio Vasari gli Uffizi, concepiti dapprima come uffici della sua amministrazione, il Corridoio vasariano, il riassetto di Palazzo Vecchio con il suo Salone dei Cinquecento, oltre a Palazzo Pitti e al giardino di Boboli. Nel 1563 fonda l'Accademia delle Arti del Disegno, prima accademia d'arte d'Europa, che istituzionalizza lo statuto dell'artista.

Cosimo pensa lo Stato come una macchina: rilancia le manifatture di arazzi e di pietre dure, dota la Toscana di una marina, fa di Livorno un porto franco destinato a prosperare e sostiene le scienze. La sua incoronazione a primo granduca di Toscana, nel 1569, suggella un successo politico che al giovane erede del 1537 pareva precluso.

Aneddoto memorabile

Gli Uffizi, oggi tra i musei più visitati al mondo, non furono sognati come un tempio dell'arte: la parola stessa, uffizi, significa uffici. Cosimo li fece edificare da Vasari per riunire in un solo luogo le magistrature e l'amministrazione del suo ducato, un gesto di efficienza burocratica prima di ogni altra cosa. Che quel palazzo di scartoffie ducali sia diventato il santuario di Botticelli e di Leonardo appartiene a un'ironia che il principe amministratore non aveva certo messo in programma.

Influenze ricevute

La tradizione dinastica e mecenatesca dei Medici; il modello dello Stato principesco del Rinascimento italiano; l'esempio di Alessandro de' Medici, il cui assassinio lo porta al potere; il saper fare artistico fiorentino che egli sa incanalare.

Influenze esercitate

Giorgio Vasari, suo architetto e organizzatore delle arti; l'Accademia delle Arti del Disegno e lo statuto moderno dell'artista; i figli e successori, in particolare Francesco I, che proseguono il granducato; il modello dello Stato toscano centralizzato lasciato in eredità alla dinastia.

Importanza storica

Cosimo I ha trasformato una repubblica tormentata in uno Stato moderno, centralizzato e duraturo, che sopravvisse due secoli sotto i Medici. Il suo mecenatismo non si limitò ad abbellire Firenze: dotò la città degli Uffizi, di Palazzo Vecchio riorganizzato e della prima accademia d'arte d'Europa, plasmandone a lungo il volto e il prestigio. Costruttore, amministratore e stratega, egli incarna il passaggio dal Rinascimento umanista al principe assolutista, insieme fondatore di istituzioni e signore di un potere senza condivisione.