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Protagonisti del Rinascimento

Sforza

Sforza

Contributi e opere

Figlia naturale di Galeazzo Maria Sforza, duca di Milano, Caterina cresce in una corte dove si imparano tanto le lettere quanto il cavallo e la spada. Sposata giovane a Girolamo Riario, diventa contessa di Imola e di Forlì, e ben presto assai più di una consorte di rango: una donna che governa, tratta e, quando serve, sale sui bastioni. È qui la sua impronta. In un Rinascimento che colloca le donne dalla parte della grazia, lei si afferma come la più celebre donna d'armi del suo tempo, difendendo le proprie roccaforti armi in pugno anziché rimettersi ad altri.

Alla morte di Girolamo, assassinato nel 1488 da una congiura, rifiuta di cedere e tiene testa ai congiurati dalla fortezza di Ravaldino. Nel 1500 affronta Cesare Borgia, lanciato alla conquista della Romagna, e resiste fino all'ultimo prima di essere catturata.

Donna di scienza non meno che di guerra, lascia una raccolta di Experimenti: centinaia di ricette di alchimia, di medicina e di cosmesi, pazientemente raccolte e provate. Quel quaderno racconta un'altra audacia, quella della curiosità — sperimentare, annotare, trasmettere — quando la sola fama di una contessa avrebbe potuto bastarle.

Aneddoto memorabile

1488: Girolamo è appena stato ucciso, i congiurati tengono in ostaggio i suoi figli ed esigono la resa della fortezza di Ravaldino. Caterina, incinta, ottiene di entrarvi da sola con il pretesto di trattare — poi richiude le porte alle proprie spalle e sfida gli assassini dagli spalti. La tradizione, riferita da Machiavelli, le attribuisce allora un gesto e una battuta di un'audacia rimasta celebre, con cui lascia intendere di avere ancora modo di rifare altri figli. Autentica o abbellita, la scena ha fissato la sua leggenda: quella di una donna che nulla riesce a piegare.

Influenze ricevute

Caterina appartiene alla stirpe degli Sforza di Milano, dove alle donne della casa non si nega l'educazione delle armi accanto a quella delle lettere. Da quella corte trae il gusto del comando e la familiarità con la guerra, che porterà nelle sue terre di Romagna.

Influenze esercitate

La sua fama di donna d'armi ha attraversato i secoli, alimentata dai cronisti — Machiavelli per primo — e ripresa in innumerevoli racconti. Rimane il modello di una sovranità che non si delega, in cui governare e combattere sono un solo gesto.

Importanza storica

Caterina Sforza resta la figura per eccellenza della donna d'armi del Rinascimento italiano. La sua difesa di Ravaldino, poi la resistenza a Cesare Borgia nel 1500, hanno colpito i cronisti — Machiavelli in testa — e nutrito secoli di narrazioni. Incarna una signoria che non si delega: governare, combattere, resistere. I suoi Experimenti la legano al tempo stesso alla cultura sapiente della sua epoca. Signora di Forlì, rimane il simbolo di un coraggio indomabile, quello di una donna che ha scelto il bastione anziché la fuga.