Contributi e opere
Poliziano è la penna più splendente della corte medicea, un uomo capace di scrivere con pari maestria in latino, in greco e in toscano: tre lingue, un'unica audacia. Precettore dei figli di Lorenzo il Magnifico, occupa un posto nel cuore di quella Firenze in cui la poesia e la pittura si rispondono a vicenda. Le sue Stanze per la giostra, che celebrano Giuliano de' Medici, e la Favola di Orfeo, ritenuta il primo dramma profano scritto in italiano, appartengono allo stesso universo mentale della Primavera e della Nascita di Venere del Botticelli: le stesse dee, la stessa luce pagana ritrovata.
Ma Poliziano non è soltanto un poeta di corte e di festa. È un filologo di genio. I suoi Miscellanea rinnovano in profondità la critica dei testi antichi: invece di glossare, egli confronta i manoscritti, risale ai più antichi, data le fonti, gerarchizza le lezioni. Questo rigore inedito ne fa un pioniere del metodo che fonderà la filologia moderna. Poeta delle corti e studioso delle biblioteche, incarna l'ideale umanista nella sua forma più compiuta: l'erudizione al servizio della bellezza, e la bellezza nutrita di erudizione.
Aneddoto memorabile
Nel 1478 la congiura dei Pazzi colpisce in piena cattedrale di Firenze: Giuliano de' Medici viene assassinato, Lorenzo sfugge per un soffio alla morte. Poliziano, legato alla casa, lascia un resoconto dell'evento, il Commentario della congiura dei Pazzi. Il poeta dei giardini e delle dee si fa allora testimone di uno dei drammi più sanguinosi della città, come se la stessa penna dovesse dire tanto la grazia della giostra quanto il sangue versato sulle lastre del coro.
Influenze ricevute
I poeti e i filosofi dell'antichità greca e latina (Omero, gli elegiaci, Ovidio); l'umanesimo fiorentino e la cerchia di Marsilio Ficino; il mecenatismo e l'amicizia di Lorenzo de' Medici, detto il Magnifico.
Influenze esercitate
L'immaginario visivo del Botticelli e della Firenze medicea; la filologia e la critica testuale delle generazioni successive, attraverso il metodo dei Miscellanea; la poesia italiana dotta, attraverso la Favola di Orfeo e le Stanze.
Importanza storica
Poliziano occupa un posto doppio e raro nella storia del Rinascimento: è insieme uno dei più grandi poeti di lingua italiana del suo secolo e uno dei fondatori della critica filologica moderna. La sua Favola di Orfeo apre la via al teatro profano in lingua volgare; le sue Stanze irrigano l'immaginario dei pittori del suo tempo. Trait d'union vivente tra la bottega e la biblioteca, tra il mito e l'erudizione, egli dona all'umanesimo mediceo la sua voce più compiuta.

