Contributi e opere
Fiorentino di nascita, Amerigo Vespucci cresce in una famiglia vicina ai Medici e si forma al commercio prima di gettarsi, ormai quarantenne, nell'avventura atlantica. Passato al servizio del Portogallo e poi della Castiglia, tra il 1499 e il 1502 costeggia le terre del Brasile spingendosi molto a sud. È qui che matura la sua intuizione più audace: là dove Colombo credeva ancora di aver toccato i margini dell'Asia, Vespucci comprende per primo che quelle terre immense non corrispondono a nessuna carta conosciuta. Non è l'Oriente, è qualcos'altro: un continente ignoto che battezza Mundus Novus, un Nuovo Mondo. All'epoca l'idea è un capovolgimento della visione del mondo. Le sue lettere a stampa, prima il Mundus Novus e poi la Lettera, circolano per tutta l'Europa e incontrano un successo clamoroso, sospinte dalla giovanissima arte tipografica. Nel 1507 il cartografo Martin Waldseemüller, colpito da quei racconti, iscrive sul suo mappamondo il nome America, dal prenome latinizzato di Vespucci: il continente porta ormai il suo nome. Chiude la carriera come piloto maggiore della Casa de Contratación di Siviglia, dove forma i navigatori e raccoglie le carte del regno.
Aneddoto memorabile
Vespucci non mise mai piede sulla parte settentrionale del continente che porta il suo nome, e morì senza sapere che si sarebbe chiamato America. Il battesimo arriva da altrove: nel 1507, in un laboratorio dei Vosgi, Waldseemüller latinizza Amerigo in America e lo posa sulla sua carta, quasi come una deduzione logica, dato che gli altri continenti portavano nomi femminili. Il nome attecchisce, si diffonde, si impone. Due parole stampate su un'incisione sono bastate a legare per sempre un prenome fiorentino alla metà del mondo.
Influenze ricevute
Cristoforo Colombo; la cosmografia di Tolomeo; l'ambiente mercantile e dotto della Firenze dei Medici; i piloti portoghesi della scuola atlantica.
Influenze esercitate
Martin Waldseemüller; i cartografi e i cosmografi del Cinquecento; la scuola di navigazione della Casa de Contratación di Siviglia.
Importanza storica
Pochi uomini hanno lasciato un'impronta così visibile: due continenti portano il suo prenome. Il suo merito proprio è aver formulato, con più nettezza dei contemporanei, l'idea che le terre raggiunte non fossero l'Asia ma un mondo nuovo: uno spostamento intellettuale decisivo. Resta però un'ombra tenace: l'autenticità e il numero esatto dei suoi viaggi sono contestati, e diverse delle sue lettere, diffusissime, sono sospettate di esagerazione, di rimaneggiamento da parte degli editori, se non di parziale falsificazione. La gloria di aver dato il nome a un continente poggia così, in parte, su racconti dubbi, senza che ciò tolga nulla alla forza dell'intuizione.

