Su una collina delle Marche, sopra l'Adriatico, Recanati custodisce nella villa Colloredo Mels uno dei più commoventi appuntamenti che si possano fissare con la pittura del Rinascimento. Il museo civico vi dispiega diversi capolavori di Lorenzo Lotto, quel veneziano inquieto e solitario che, non essendo riuscito a conquistare Venezia di fronte a Tiziano, percorse a lungo l'Italia centrale e adriatica. Recanati fu per lui ben più di una tappa: la città gli commissionò alcune delle sue opere più intense, ed è qui che si conserva l'Annunciazione di cui non si cessa di commentare il gesto stupito della Vergine e la fuga di un gatto spaventato. Lungi dall'essere una semplice pinacoteca di provincia, la villa Colloredo Mels si impone come una vera stazione lottesca, da distinguere accuratamente dall'altra gloria recanatese, il poeta Giacomo Leopardi, che appartiene invece all'Ottocento.
Lorenzo Lotto nelle Marche
La carriera di Lorenzo Lotto (nato a Venezia verso il 1480, morto a Loreto nel 1556 o 1557 secondo le fonti) è quella di un artista che non trovò mai un porto definitivo. Formatosi nell'ambiente veneziano segnato da Giovanni Bellini e Alvise Vivarini, sensibile anche alle novità venute dal Nord, lavorò a Treviso, a Bergamo, a Roma, poi tornò senza sosta verso le Marche, dove trovò una committenza religiosa e confraternite pronte ad accogliere la sua maniera singolare. Recanati, Jesi, Ancona, Cingoli, Mogliano, e infine Loreto dove si sarebbe ritirato come oblato del santuario, scandiscono questa geografia adriatica. Si colloca ordinariamente in queste terre una parte decisiva della sua opera di maturità, dove il fervore devoto si unisce a un'osservazione acuta del reale. Il museo di Recanati offre così l'occasione di comprendere Lotto non come un satellite di Venezia, ma come un pittore profondamente radicato nella provincia italiana.
L'Annunciazione di Recanati
L'Annunciazione di Recanati, datata di solito attorno al 1534, è senza dubbio l'immagine più celebre del fondo. Rompe con tutta la tradizione solenne del soggetto: invece di ricevere l'angelo con un raccoglimento misurato, la Vergine si volta bruscamente verso lo spettatore, le mani levate in un gesto di sorpresa quasi spaventata, come colta in flagrante intimità domestica. L'arcangelo Gabriele irrompe dietro di lei, mentre Dio Padre si tuffa dal cielo. Al centro, un gatto guizza di traverso alla scena, la schiena inarcata, dettaglio famoso che la critica interpreta ora come simbolo del disordine scacciato dalla grazia, ora come tratto di realismo domestico. Questa mescolanza di devozione e familiarità, di irruzione del soprannaturale in una stanza ordinaria, riassume l'arte di Lotto: una pietà nervosa, umana, sbarazzata di ogni magniloquenza. Il dipinto proverrebbe dalla confraternita recanatese dei Mercanti.
La Trasfigurazione e il Polittico di Recanati
Accanto all'Annunciazione, la villa conserva altri due traguardi maggiori. La Trasfigurazione, riferita ai primi decenni del Cinquecento, mostra il Cristo elevato tra Mosè ed Elia mentre gli apostoli, atterrati, si riparano dallo splendore divino; vi si ammira la potenza degli scorci e l'energia degli atteggiamenti. Il Polittico di Recanati, eseguito per la chiesa di San Domenico e generalmente datato al 1506-1508, appartiene alla giovinezza del pittore: struttura ancora tradizionale a più scomparti, assembla una Vergine col Bambino in trono circondata da santi, con una luminosità e una delicatezza di colore che annunciano già la sensibilità futura dell'artista. Vi si aggiunge un San Giacomo (il pellegrino), figura isolata di grande presenza. Insieme, queste opere permettono di seguire l'evoluzione di Lotto su quasi tre decenni, dal polittico giovanile all'Annunciazione della piena maturità.
L'arte inquieta di Lorenzo Lotto
Ciò che colpisce, percorrendo queste sale, è la tonalità affettiva così particolare di Lotto. Ritenuto pio, scrupoloso, finanziariamente fragile — il suo Libro di spese diverse, tenuto negli ultimi anni, ne è testimonianza —, portò nella sua pittura un'interiorità rara per il suo tempo. I suoi santi non posano: dubitano, pregano, si commuovono. La sua luce, spesso fredda e argentea, isola i volti e fa vibrare le stoffe. A lungo eclissato dai giganti veneziani, fu riscoperto dalla critica moderna, in particolare grazie a Bernard Berenson che gli dedicò uno studio pionieristico, come uno dei temperamenti più originali e psicologicamente più profondi del Rinascimento italiano. Recanati offre uno dei migliori punti d'ingresso in questo universo.
Recanati, tra Lotto e Leopardi
La città stessa merita la deviazione. Arroccata sul suo crinale, Recanati è anche e soprattutto, nella memoria italiana, la patria di Giacomo Leopardi (1798-1837), uno dei più grandi poeti di lingua italiana, autore de L'Infinito. Conviene tuttavia distinguere bene le due glorie: Leopardi appartiene all'Ottocento romantico, mentre il tesoro della villa Colloredo Mels appartiene al Rinascimento. Il visitatore attento vedrà lì due Recanati sovrapposte — quella del pittore inquieto del Cinquecento e quella del poeta malinconico dell'Ottocento —, ciascuna avendo fatto di questa piccola città delle Marche un alto luogo della sensibilità italiana.
Portata
Per la densità e la qualità del suo fondo Lotto, il Museo Villa Colloredo Mels supera l'ambito regionale per contare tra le tappe indispensabili di ogni itinerario dedicato alla pittura del Rinascimento nelle Marche. Forma, con le opere conservate a Jesi, Ancona, Cingoli o Loreto, una rete lottesca unica in Italia, che permette di misurare quanto la provincia adriatica sia stata, lontano dai grandi centri, un focolaio d'arte di un'intensità insospettata.
Da non perdere
- L'Annunciazione (1534 circa) e la sua indimenticabile Vergine colta di sorpresa.
- Il gatto spaventato che guizza in primo piano, il dettaglio più commentato dell'opera.
- La Trasfigurazione, per l'energia degli apostoli abbagliati.
- Il Polittico di Recanati (San Domenico), testimone della giovinezza del pittore.
- Il San Giacomo pellegrino, figura di singolare presenza.
- L'intero percorso Lotto, occasione rara di seguire l'artista su tre decenni.
Informazioni pratiche
Il museo occupa la villa Colloredo Mels, nel cuore di Recanati (provincia di Macerata, Marche). L'allestimento delle opere di Lorenzo Lotto può variare al ritmo dei prestiti, dei restauri o delle mostre temporanee: meglio verificare presso il museo, prima della visita, che questa o quella tela sia effettivamente esposta. Gli orari e le tariffe, come i giorni di chiusura, sono fissati dall'amministrazione comunale e possono cambiare secondo la stagione; ci si informerà direttamente presso l'istituzione. La città è facilmente raggiungibile dalla costa adriatica e si presta a una visita combinata con la casa di Leopardi.
Quiz
Quale pittore veneziano del Rinascimento è il grande nome del museo di Recanati? Lorenzo Lotto
Quale animale spaventato attraversa la celebre Annunciazione di Recanati? Un gatto
Quale poeta dell'Ottocento, da non confondere con il pittore, è anch'egli nativo di Recanati? Giacomo Leopardi
