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Musei del Rinascimento

La Pinacoteca Nazionale di Siena

Sienne

In un palazzo gotico di mattoni, nel cuore della città rossa, la Pinacoteca Nazionale di Siena conserva la memoria di una delle più grandi scuole di pittura d'Italia. Siena inventò, fin dal Medioevo, un'arte dell'oro e della linea di inimitabile dolcezza, a lungo rivale di Firenze. Il museo ne dispiega tutta la storia — ma per chi segue il filo del Rinascimento occorre saper distinguere due età: il regno medievale del fondo oro, con Duccio e Simone Martini, e il rinnovamento del Quattrocento, dove Sassetta, Francesco di Giorgio e, più tardi, Beccafumi e il Sodoma fecero entrare Siena nel mondo nuovo.

Il Palazzo Buonsignori e la collezione

La galleria occupa il Palazzo Buonsignori, elegante edificio di mattoni dalle finestre gotiche, completato da un palazzo vicino. La collezione si costituì a partire dalla fine del Settecento e nell'Ottocento, in particolare grazie alla secolarizzazione dei beni religiosi e a lasciti di eruditi senesi desiderosi di salvare il patrimonio della loro città. Il fondo riunisce così pale, tavole e frammenti venuti dalle chiese e dai conventi di Siena e del suo territorio, facendo del museo il conservatorio per eccellenza della scuola senese, dalle origini al suo crepuscolo.

Il fondo medievale da distinguere

Va posta subito una distinzione, perché è la chiave del museo. La gloria prima di Siena appartiene al Trecento, cioè al XIV secolo e al mondo gotico, non al Rinascimento. È l'età di Duccio di Buoninsegna, le cui Madonne a fondo oro irraggiano una tenerezza nuova; di Simone Martini, maestro della linea cortese e dell'eleganza aristocratica; dei fratelli Pietro e Ambrogio Lorenzetti, che diedero alla pittura senese le sue prime profondità di spazio e di sentimento. Questi artisti mirabili sono gli antenati del Rinascimento, non i suoi protagonisti: li si guarderà come il suolo medievale da cui esso è sorto, con i loro ori, la loro ieraticità e la loro grazia di un altro tempo.

Il Rinascimento senese: Sassetta, Francesco di Giorgio, il Vecchietta

Il Quattrocento vide Siena aprirsi, a modo suo, alle novità fiorentine pur conservando il suo gusto dell'oro e del meraviglioso. Sassetta (Stefano di Giovanni, attivo nella prima metà del Quattrocento) coniuga la dolcezza gotica e una nuova spazialità, in scene di limpida poesia. Giovanni di Paolo coltiva un fantastico visionario, mentre Sano di Pietro moltiplica Madonne e predelle per la devozione della città. La generazione successiva abbraccia più francamente il Rinascimento: Matteo di Giovanni, Neroccio de' Landi, e soprattutto Francesco di Giorgio Martini — pittore, scultore, architetto e ingegnere, uno degli spiriti più universali del suo tempo — danno all'arte senese la sua dimensione moderna, tra prospettiva, anatomia e sogno. Il Vecchietta (Lorenzo di Pietro) illustra questo stesso passaggio, in pittura come in scultura.

Il Cinquecento: Beccafumi e il Sodoma

Il Rinascimento senese raggiunge il suo vertice nel Cinquecento con due maestri. Domenico Beccafumi (1486 circa-1551), figlio della città, è uno dei grandi manieristi italiani: i suoi colori irreali, le sue luci fuse, le sue composizioni audaci ne fanno un pittore inclassificabile, di cui la Pinacoteca conserva opere maggiori e affascinanti cartoni. Accanto a lui, il Sodoma (Giovanni Antonio Bazzi), venuto dal Piemonte e formatosi nella scia di Leonardo, portò a Siena una grazia lombarda e una sensualità nuova. Insieme, chiudono in bellezza la storia di una scuola che, da Duccio a Beccafumi, avrà attraversato più di due secoli senza mai rinnegare il suo genio proprio.

Da non perdere

  • Le Madonne a fondo oro di Duccio e di Simone Martini (Trecento) — da vedere come l'a monte medievale del Rinascimento.
  • Le tavole di Sassetta e di Giovanni di Paolo, poesia del Quattrocento senese.
  • Le opere di Francesco di Giorgio Martini e di Neroccio de' Landi.
  • I dipinti e i cartoni di Domenico Beccafumi, vertice del manierismo senese.
  • Le opere del Sodoma, grazia lombarda importata a Siena.

Informazioni pratiche

La Pinacoteca Nazionale si trova in via San Pietro, nel centro storico di Siena (Toscana), iscritto nel patrimonio mondiale dell'UNESCO, a breve distanza dal Campo e dalla cattedrale. È un museo statale. Orari, tariffe e giorni di chiusura, così come l'allestimento, possono variare: meglio verificarli presso le fonti ufficiali prima della visita. La città, interamente pedonale nel suo cuore, si percorre a piedi.

Quiz

  1. A quale secolo appartengono Duccio e Simone Martini, glorie prime di Siena?
  • Al Trecento (XIV secolo), mondo gotico anteriore al Rinascimento
  • Al Cinquecento
  • All'Antichità
  1. Quale maestro manierista, nativo di Siena, è uno dei vertici del museo?
  • Domenico Beccafumi
  • Caravaggio
  • Raffaello
  1. Quale artista senese del Quattrocento fu insieme pittore, scultore, architetto e ingegnere?
  • Francesco di Giorgio Martini
  • Il Sodoma
  • Sano di Pietro