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Musei del Rinascimento

Il Museo della Santa Casa (i Lotto) a Loreto

Lorette

Collocato nel Palazzo Apostolico che fiancheggia la piazza del santuario, il Museo Pontificio della Santa Casa deve la sua singolarità a un uomo: Lorenzo Lotto (1480 circa-1556/57). Pittore veneziano inquieto e nomade, a lungo poco baciato dalla fortuna, venne a cercare a Loreto un ultimo rifugio e vi si diede alla Santa Casa come oblato verso il 1552. È lì che dipinse le sue opere ultime e che morì, lasciando al santuario un piccolo insieme di rara intensità, oggi cuore della pinacoteca, circondato da arazzi, maioliche e dal tesoro accumulato nei secoli da uno dei più grandi pellegrinaggi d'Occidente.

Lorenzo Lotto, l'ultima sosta

Lotto sarà stato per tutta la vita un errante: Venezia, Treviso, Bergamo, Roma, le Marche — un percorso che lo allontanò spesso dai grandi centri di gloria dove trionfavano Tiziano e i suoi pari. Pittore profondamente religioso, scrutatore dei volti e delle anime, invecchia senza raggiungere l'agiatezza, come testimonia il Libro di spese diverse, quel libro di conti tenuto di sua mano dove affiorano le preoccupazioni di denaro e la solitudine di un artista senza bottega fiorente.

Verso il 1552, sfinito, si volge al santuario di Loreto ed entra al servizio della Santa Casa come oblato, cioè donato all'istituzione, alloggiato e nutrito in cambio del suo lavoro e della sua fede. Questo gesto, dove si mescolano devozione e necessità, ha qualcosa di struggente: il pittore veneziano affida i suoi ultimi giorni a quel luogo dove si veniva a onorare la casa della Vergine, trasportata dalla leggenda da Nazaret fino alle colline delle Marche. Vi muore verso il 1556-57. Si immagina senza fatica l'emozione di questo ritiro — un grande creatore che, al termine di un'esistenza attraversata da incertezze, depone i pennelli ai piedi di un santuario.

Le opere ultime: la Presentazione al Tempio

La Presentazione al Tempio è il vertice della collezione e, senza dubbio, l'ultimo dipinto di Lotto, rimasto incompiuto. Tutto vi respira la fine: la materia sembra a tratti appena posata, le figure emergono da una penombra dorata, e una folla di volti — vecchi, giovani, sguardi fissi nel vuoto o rivolti all'interno — si accalca attorno alla scena sacra. Questa luce bassa, questa economia di mezzi, questa malinconia che non ha più nulla da dimostrare, fanno della tela uno dei congedi più commoventi di tutta la pittura del Rinascimento. L'incompiutezza, lungi dal diminuirla, vi aggiunge il tremore di una mano che si ferma.

Attorno a essa, il museo conserva altri Lotto del periodo tardo e marchigiano, dove si ritrova il suo acuto senso del ritratto spirituale e la sua tavolozza incupita. La composizione precisa di questo insieme e l'attribuzione di ciascun pezzo meritano di essere verificate presso la documentazione del museo, essendo l'allestimento e il corpus lottesco oggetto di riletture dotte; ma l'impressione resta, unica in Italia, di tenere riuniti gli ultimissimi pensieri pittorici del maestro.

Le altre collezioni: arazzi, maiolica, tesoro

Al di là dei Lotto, il Palazzo Apostolico ospita le collezioni riunite dalla Santa Casa. Vi si ammira un insieme di arazzi di grande formato; alcuni sarebbero tessuti su cartoni provenienti dal repertorio di Raffaello e della sua bottega — una filiazione da enunciare con prudenza, tanto le questioni di cartoni, di botteghe e di riedizioni restano delicate.

Il museo conserva anche una notevole spezieria, cioè l'insieme dei vasi della farmacia del santuario: una maiolica istoriata di alta qualità, che la tradizione riferisce alle botteghe di Urbino e di Casteldurante, in quelle Marche che furono uno dei grandi centri della ceramica dipinta del Rinascimento. Infine, il tesoro della Santa Casa raccoglie le offerte, le oreficerie e gli ex voto accumulati dal fervore dei pellegrini e dei principi lungo i secoli. Anche qui, la provenienza precisa e la datazione dei pezzi appartengono alla documentazione specializzata.

Il Palazzo Apostolico

Il museo occupa il Palazzo Apostolico, il vasto palazzo che incornicia su tre lati la piazza della Madonna, di fronte alla basilica. La sua lunga facciata ad arcate, la sua scansione regolare e la sua nobiltà trattenuta lo ricollegano al grande linguaggio architettonico del Rinascimento: il progetto è tradizionalmente riferito alla scia di Bramante e dei Sangallo, quegli architetti che operarono al santuario, prima di un completamento dilatato su un periodo ben più tardivo. La costruzione si è infatti protratta a lungo, sicché l'edificio così come lo si vede risulta da campagne successive; le attribuzioni e la cronologia esatte conviene siano confermate dagli studi. Non resta meno uno scrigno ampio e luminoso, degno delle opere che ospita.

Portata

Loreto fu l'ultimo porto di uno dei pittori più singolari del Rinascimento. Tra la Venezia della sua giovinezza, la Bergamo della sua maturità e le Marche dei suoi ultimi anni, Lotto traccia una traiettoria a parte, ai margini dei grandi successi mondani, tutta tesa verso l'interiorità e la verità delle anime. Venire al Museo della Santa Casa significa dunque meno visitare una pinacoteca in più che raccogliersi davanti all'ultimo capitolo di una vita d'artista — un congedo che pochi musei al mondo possono offrire con simile coerenza.

Da non perdere

  • La Presentazione al Tempio, ultimo dipinto incompiuto di Lorenzo Lotto, vertice malinconico del museo.
  • Gli altri Lotto tardivi conservati a Loreto, testimoni dei suoi anni marchigiani.
  • L'insieme degli arazzi di grande formato del Palazzo Apostolico.
  • La spezieria di maiolica (vasi da farmacia, botteghe di Urbino/Casteldurante).
  • Il tesoro della Santa Casa, oreficerie e offerte dei pellegrini.
  • Il Palazzo Apostolico stesso, facciata rinascimentale sulla piazza.

Informazioni pratiche

Il museo si trova a Loreto (Marche), nel Palazzo Apostolico che fiancheggia la piazza della Madonna, di fronte alla basilica. Gli orari, i giorni di apertura e le tariffe possono variare secondo le stagioni, e l'allestimento delle opere — Lotto compresi — può essere modificato al ritmo delle campagne di conservazione o delle mostre; meglio verificare queste informazioni presso le fonti ufficiali del santuario prima della visita.

Quiz

1. Quale grande pittore del Rinascimento si ritirò come oblato, e poi morì, a Loreto?

  • Tiziano
  • Lorenzo Lotto
  • Il Correggio

2. Qual è la sua opera ultima, rimasta incompiuta, conservata nel museo?

  • La Presentazione al Tempio
  • L'Annunciazione di Recanati
  • Il Ritratto di un giovane

3. In quale edificio è collocato il museo?

  • La basilica della Santa Casa
  • Il vicino Palazzo Ducale
  • Il Palazzo Apostolico di Loreto