In un vicolo di Cefalù, piccola città siciliana dominata dalla sua cattedrale normanna e dalla sua Rocca, un museo modesto custodisce uno dei ritratti più affascinanti di tutto il Rinascimento: il Ritratto d'ignoto di Antonello da Messina, il cui mezzo sorriso enigmatico ferma ogni visitatore. Attorno a questo capolavoro, il Museo Mandralisca dispiega la collezione eclettica di un barone dell'Ottocento — antichità, conchiglie, monete, ceramiche — il cui lascito ha fatto, di una passione privata, un museo pubblico.
Il barone Mandralisca, collezionista dell'Ottocento
Il museo deve tutto a Enrico Pirajno, barone di Mandralisca (1809-1864), figura del tardo illuminismo siciliano: patriota, naturalista, numismatico, archeologo e amatore d'arte. Per tutta la vita riunì nella sua dimora di Cefalù una collezione a immagine della sua curiosità universale — conchiglie e molluschi (fu un malacologo riconosciuto), monete antiche, vasi greci, oggetti archeologici e dipinti. Alla sua morte, nel 1864, lasciò l'insieme, con la sua casa e la sua biblioteca, a una fondazione destinata a istruire la gioventù della sua città. È questo gesto di mecenate illuminato ad aver dato vita al museo che porta il suo nome. Va dunque letto il luogo per ciò che è: il gabinetto di un amatore dell'Ottocento, dove il Rinascimento occupa una sola sala — ma quale sala.
Il Ritratto d'ignoto di Antonello da Messina
Il gioiello assoluto è il Ritratto d'ignoto (talvolta detto Ritratto d'uomo) di Antonello da Messina, dipinto verso il 1465-1470. Su un fondo scuro, un uomo giovane è colto di tre quarti, il capo lievemente girato verso lo spettatore; un sorriso appena accennato, malizioso e trattenuto, gioca sulle sue labbra e nel suo sguardo. Questo mezzo sorriso, di stupefacente modernità, ha fatto la celebrità del dipinto: vi si è visto uno dei più bei ritratti psicologici del Rinascimento italiano, un volto che sembra pensare davanti a noi.
L'opera riassume tutta l'arte di Antonello, quel siciliano che, meglio di chiunque in Italia, seppe fondere la tecnica a olio e la luce minuziosa della pittura fiamminga con il senso italiano del volume e della costruzione. La precisione delle carni, la resa delle materie, la presenza fisica dell'uomo devono al Nord; la chiarezza della struttura, all'Italia. Piccolo per formato, immenso per presenza, questo ritratto è stato scelto come emblema della città ed è tra le immagini più riprodotte dell'arte siciliana.
Le altre collezioni
Il resto del museo porta l'impronta del suo fondatore. Vi si ammira un notevole cratere greco a figure rosse detto «del venditore di tonno», scena di mercato di inattesa vivacità, testimone del passato antico della Sicilia. Vi si aggiungono la collezione numismatica del barone — con rare monete siciliane —, la sua collezione di conchiglie da naturalista, ceramiche, oggetti archeologici e alcuni altri dipinti. Questo insieme eterogeneo, da distinguere nettamente dal capolavoro di Antonello, restituisce lo spirito enciclopedico di un collezionista dell'Ottocento e la lunga storia di Cefalù, dalla Magna Grecia all'età normanna.
Cefalù, lo scrigno
Il museo non si comprende senza la sua città. Cefalù, sulla costa tirrenica della Sicilia, è celebre per la sua cattedrale normanna del XII secolo, ornata di mosaici bizantini, e per la Rocca che la domina. Questo scenario medievale e mediterraneo, lontano dai grandi centri del Rinascimento, rende tanto più sorprendente la presenza, tra queste mura, di un ritratto di Antonello: un richiamo al fatto che il genio del Rinascimento siciliano si è diffuso fin nelle piccole città del litorale.
Da non perdere
- Il Ritratto d'ignoto di Antonello da Messina (1465-1470 circa), dal sorriso enigmatico, gloria del museo.
- Il cratere greco del «venditore di tonno», scena di mercato antica piena di vivacità.
- La collezione numismatica e la collezione di conchiglie del barone Mandralisca.
- Le altre ceramiche e oggetti, testimoni dello spirito enciclopedico del fondatore.
- La città di Cefalù stessa, la sua cattedrale normanna e la sua Rocca.
Informazioni pratiche
Il Museo Mandralisca si trova nel centro storico di Cefalù (provincia di Palermo, Sicilia), a breve distanza dalla cattedrale. È una fondazione privata aperta al pubblico. Orari, tariffe e giorni di chiusura possono variare, così come la presentazione delle opere; conviene verificarli presso le fonti ufficiali del museo prima della visita. Il Ritratto di Antonello, opera molto fragile e molto richiesta, può occasionalmente viaggiare per mostre: meglio assicurarsi della sua presenza prima di uno spostamento motivato da esso.
Quiz
- Quale capolavoro del Rinascimento conserva il Museo Mandralisca?
- Il Ritratto d'ignoto di Antonello da Messina
- La Gioconda
- La Nascita di Venere
- A chi deve la sua fondazione il museo?
- Al barone Enrico Pirajno di Mandralisca, per il suo lascito
- Alla Corona d'Aragona
- Alla famiglia Medici
- In quale città della Sicilia si trova questo museo?
- Palermo
- Cefalù
- Siracusa
