HitsMap

Musei del Rinascimento

Il Museo Diocesano di Cortona

Cortone

Esistono musei che stanno interi in poche sale eppure pesano molto nella storia della pittura. Il Museo Diocesano di Cortona è di questi. Collocato di fronte alla cattedrale, in antichi edifici religiosi riadattati, riunisce in un percorso raccolto una manciata di opere d'eccezione che basterebbero a onorare una grande capitale. Due nomi vi dominano, due momenti del Rinascimento toscano: il Beato Angelico, la cui Annunciazioneè tra le più luminose mai dipinte, e Luca Signorelli, figlio di Cortona divenuto uno dei disegnatori più potenti del suo secolo. Tra questi due poli, unaMadonna col Bambino attribuita al Sassetta e un sarcofago romano reimpiegato finiscono di fare di questo luogo discreto un condensato sorprendente della cultura figurativa italiana, dal mondo antico alle soglie del Cinquecento.

Cortona, città d'arte arroccata sul suo colle

Arroccata sulle alture che dominano la Valdichiana, Cortona è una città antichissima, di origine etrusca, di cui le mura ciclopiche recano ancora testimonianza. Nel Rinascimento questa piccola città della Toscana orientale, a lungo contesa e poi entrata nell'orbita fiorentina, mantiene una vita religiosa e artistica densa per le sue dimensioni. Le sue chiese, le sue confraternite e il suo vescovado commissionano opere, accolgono pittori di passaggio e formano talenti locali. È questo terreno a spiegare la ricchezza oggi riunita al Museo Diocesano: i dipinti che vi sono conservati provengono per l'essenziale dagli edifici religiosi della città e del suo territorio, raccolti nel tempo per essere protetti e presentati. Il museo funziona così come la memoria visiva di una città che, malgrado la sua modestia demografica, seppe essere un vero focolaio d'arte.

L'Annunciazione del Beato Angelico

Il pezzo più celebre del museo è senza dubbio l'Annunciazione del Beato Angelico, che si colloca generalmente attorno al 1433-1434, durante un soggiorno del frate domenicano a Cortona. Su una tavola largamente orizzontale, l'arcangelo Gabriele si inchina davanti alla Vergine, sotto una loggia dalle sottili colonne che si apre a sinistra su un giardino. Tutto vi è misura e chiarezza: l'architettura geometrica, la luce uniforme, le aureole d'oro e il ritmo delle ali spiegate dell'angelo, striate di colori. Sullo sfondo si scorge l'episodio della Caduta e la cacciata di Adamo ed Eva, discreto richiamo a ciò che l'Incarnazione viene a riscattare.

Ciò che colpisce è l'unione del fervore e della novità: il Beato Angelico vi mette in opera la prospettiva e la dolcezza naturale delle carni proprie della sua generazione, senza nulla perdere della spiritualità limpida che è la sua cifra. La tavola si prolunga in una predella dove sono raccontati, in piccoli episodi vivi, momenti della vita della Vergine. Pittore e frate predicatore, il Beato Angelico incarna meglio di chiunque quel momento in cui la pittura fiorentina del primo Quattrocento fa della luce un linguaggio della grazia. Vedere questa Annunciazione a Cortona, non lontano dai luoghi per cui sarebbe stata concepita, aggiunge alla tavola una risonanza particolare.

Luca Signorelli, figlio di Cortona

Se il Beato Angelico non fece che passare, Luca Signorelli è invece di casa. Nato a Cortona verso la metà del Quattrocento, vi torna lungo tutta la carriera e vi muore anziano. Il museo conserva diverse opere a lui riferite che danno la misura della sua arte: una DeposizioneoCompianto sul Cristo morto, dove i corpi si annodano in un dolore trattenuto, e una Comunione degli Apostoli, scena rara che mette a confronto il Cristo e i Dodici attorno all'istituzione eucaristica.

Signorelli è ritenuto uno dei maestri del disegno e dell'anatomia del suo tempo. Le sue figure, muscolose, impostate con una scienza dello scorcio e del movimento, annunciano una monumentalità che non sfuggirà alla generazione successiva: si cita volentieri la sua influenza sul giovane Michelangelo, in particolare attraverso i grandi affreschi del Giudizio universale che eseguì altrove. Nelle tavole cortonesi questa energia si legge nella solidità dei corpi, nell'intensità dei volti e nel gusto delle architetture e dei paesaggi nitidi. Ritrovare queste opere nella città stessa in cui l'artista visse dà al percorso una dimensione quasi intima: il museo diventa il santuario di un pittore che, partito a conquistare l'Italia centrale, non ha mai cessato di appartenere alla sua città.

Le altre opere: Sassetta e l'eredità antica

Attorno a questi due vertici, il museo riserva altri incontri. Vi si ammira in particolare una Madonna col Bambino attribuita al Sassetta, figura maggiore della scuola senese del Quattrocento, la cui arte coniuga la delicatezza tardogotica e una tenerezza tutta nuova nel rapporto tra la madre e il bambino. La sua presenza ricorda che Cortona, ai confini della Toscana, si trovava al crocevia delle influenze fiorentina e senese.

Il percorso riserva anche un notevole sarcofago romano, reimpiegato e a lungo ammirato per il vigore dei suoi rilievi. Questo tipo di oggetto antico, riutilizzato e conservato con cura, faceva da modello agli artisti del Rinascimento stessi, avidi di studiare il nudo e il movimento nella scultura antica. La sua presenza nel cuore di un museo d'arte sacra tesse così un filo tra l'Antichità riscoperta e la pittura che, tutt'intorno, ne raccoglie le lezioni.

Portata

Il Museo Diocesano di Cortona dimostra che un grande museo non si misura dal numero delle sue sale. Riunendo un'Annunciazionedel Beato Angelico, un insieme di Signorelli e unaMadonna del Sassetta, concentra in un solo luogo alcuni dei nomi che fanno la gloria della pittura toscana del Quattrocento. La sua portata supera largamente l'ambito locale: offre l'occasione di seguire, quasi di sala in sala, il passaggio da una spiritualità luminosa a una monumentalità anatomica che prepara l'Alto Rinascimento. Per una città delle dimensioni di Cortona, aver conservato un simile patrimonio ha quasi del miracolo culturale, e fa di questo museo uno dei più preziosi piccoli insiemi dell'Italia centrale.

Da non perdere

  • L'Annunciazione del Beato Angelico (1433-1434 circa), per la sua luce, le sue architetture e l'angelo dalle ali striate.
  • La predella riferita all'Annunciazione, con i suoi piccoli racconti vivi della vita della Vergine.
  • La Comunione degli Apostoli di Luca Signorelli, scena rara e solenne.
  • La Deposizione/Compianto di Signorelli, vertice della sua arte dei corpi.
  • La Madonna col Bambino attribuita al Sassetta, tenerezza senese del Quattrocento.
  • Il sarcofago romano reimpiegato, trait d'union tra l'Antichità e il Rinascimento.

Informazioni pratiche

Il Museo Diocesano si trova nel cuore di Cortona, di fronte alla cattedrale, sulla piazza del Duomo. L'accesso alla città vecchia avviene a piedi, per vicoli in forte pendenza. L'allestimento, le attribuzioni e la disposizione delle sale possono variare al ritmo delle campagne di restauro e dei prestiti; è prudente verificare giorni e orari di apertura e le condizioni di visita presso il museo prima di recarvisi. Alcune opere maggiori possono occasionalmente essere assenti per restauro o mostra temporanea.

Quiz

1. Quale pittore domenicano avrebbe realizzato l'Annunciazione conservata a Cortona, verso il 1433-1434? Il Beato Angelico

2. Quale grande pittore del Rinascimento, celebre per il suo disegno e la sua anatomia, era nativo di Cortona? Luca Signorelli

3. A quale scuola appartiene la Madonna col Bambino anch'essa conservata nel museo, attribuita al Sassetta? La scuola senese