Dietro le mura severe di un'antica fortezza di giustizia si nasconde uno dei più grandi musei di scultura al mondo. Il Bargello non ha nulla dello scrigno fastoso che si associa di solito al Rinascimento: è un blocco di pietra merlato, sormontato da una torre, la cui corte ha visto a lungo cadere le teste dei condannati. Eppure è qui, tra queste pareti austere, che si incontra a tu per tu il bronzo più rivoluzionario del Quattrocento, il primo nudo maschile autonomo scolpito dall'Antichità. Il contrasto riassume da solo la storia di Firenze, dove l'arte più libera è nata in una città di banchieri, di fazioni e di tribunali.
L'edificio: dal Palazzo del Podestà al Bargello
La costruzione del palazzo comincia nel 1255, il che ne fa uno dei più antichi edifici pubblici di Firenze, anteriore al Palazzo Vecchio. È dapprima la residenza del Capitano del Popolo, poi del Podestà, quel magistrato forestiero che i comuni italiani chiamavano ad arbitrare al di sopra dei clan locali. Di quella funzione l'edificio conserva l'aspetto di fortezza civica: una massa compatta, una corte interna cinta di logge, un ampio scalone esterno e un'alta torre, la Volognana.
A partire dal Cinquecento il palazzo cambia vocazione e diventa la sede del bargello, il capo della polizia e capitano di giustizia: di qui il nome che gli è rimasto. Ospita allora una prigione, e la sua corte serve da luogo di esecuzione. Le pareti si coprono di stemmi dei podestà e dei giudici che vi si sono succeduti, blasoni di pietra e di affresco che oggi fanno della corte una delle pagine araldiche più fitte della città. Dopo l'unità d'Italia, il palazzo è restaurato e trasformato in museo: apre nel 1865 come primo museo nazionale d'Italia, dedicato alla scultura e alle arti decorative. Il luogo della pena capitale diventa così un luogo di contemplazione.
La scultura rinascimentale: Donatello e il David
Il cuore pulsante del museo è la grande sala del primo piano, l'antico Salone del Consiglio Generale, oggi Sala di Donatello. Vi si segue la traiettoria dello scultore che, più di ogni altro, ha inventato il linguaggio del Rinascimento fiorentino.
Il pezzo maggiore è il David in bronzo, generalmente datato agli anni 1440 (la datazione precisa resta discussa). Opera commissionata dai Medici, questo giovane nudo, cappello da pastore in capo e piede posato sulla testa mozzata di Golia, è considerato il primo nudo maschile a tutto tondo e autonomo dall'Antichità. La sua sensualità ambigua, il suo morbido contrapposto, la sua tranquilla introspezione rompono radicalmente con la statuaria medievale e riaprono il dialogo con il mondo antico.
Accanto, il San Giorgiodi marmo, proveniente da una nicchia esterna della chiesa di Orsanmichele (l'originale è stato messo al riparo, una copia occupa ormai la facciata), incarna un ideale civico di forza calma e vigile; il bassorilievo della sua base, con la lotta contro il drago, è ritenuto uno dei primi esempi di prospettiva in scultura, il celebrestiacciato, quel rilievo schiacciato dove lo spazio si scava di un soffio. Vi si vede ancora il Marzocco, il leone araldico che simboleggia la Repubblica fiorentina, e altri marmi che fanno di questa sala un panorama completo del genio di Donatello.
Michelangelo, Cellini, Giambologna, della Robbia
Il pianterreno accoglie la scultura del Cinquecento, dominata da Michelangelo. Vi si ammira il suo Bacco, opera giovanile di un'audacia turbante, dio del vino dal corpo vacillante e dallo sguardo vago; il Tondo Pitti, tenero rilievo circolare della Vergine col Bambino; e il busto di Bruto, omaggio incompiuto all'ideale repubblicano e al tirannicidio, carico di risonanze politiche.
Attorno a lui gravitano i grandi manieristi. Il Mercurio volantedel Giambologna, dio alato in equilibrio su un soffio, la gamba tesa verso il cielo, è divenuto l'immagine stessa della grazia che sfida la gravità. Benvenuto Cellini è presente in particolare con il modello in bronzo del suoPerseo, la cui versione monumentale troneggia sotto la Loggia dei Lanzi in piazza della Signoria; il Bargello conserva anche diversi suoi bronzi ed elementi legati a quell'impresa (il dettaglio dei pezzi è da confermare).
Al piano superiore la materia e il colore cambiano: le terrecotte invetriate dei della Robbia, Luca e il nipote Andrea, dispiegano le loro Madonne di un azzurro limpido e le loro ghirlande di frutta, tecnica di maiolica invetriata che diede fama europea alla bottega. Il museo allinea inoltre una notevole galleria di busti-ritratto del Rinascimento, firmati Mino da Fiesole, Antonio Rossellino, Desiderio da Settignano e altri, dove l'individuo fiorentino emerge dal marmo con una presenza folgorante. A questa collezione di sculture rispondono sale di arti decorative — avori, smalti, maioliche, armi e bronzi — provenienti in particolare da lasciti di collezionisti, che fanno del Bargello un museo tanto ricco di oggetti quanto di statue.
Da non perdere
- Il David in bronzo di Donatello, primo nudo maschile autonomo dall'Antichità, nella sala che porta il suo nome.
- Il San Giorgiodi Donatello, venuto da Orsanmichele, e il suo rilievo in prospettivastiacciato.
- Il Baccoe ilBruto di Michelangelo, al pianterreno.
- Il Mercurio volantedel Giambologna e il modello delPerseo di Cellini.
- I due pannelli del concorso del 1401, di Ghiberti e Brunelleschi, e le terrecotte dei della Robbia.
Aneddoto: il concorso del 1401, atto di nascita del Rinascimento
Il Bargello conserva due piccoli rilievi di bronzo dorato che a volte si considerano l'atto di nascita del Rinascimento. Nel 1401 l'Arte di Calimala, la corporazione dei mercanti di panni, bandisce un concorso per l'esecuzione di nuove porte del Battistero di Firenze. Il soggetto imposto è il Sacrificio di Isacco: ogni candidato deve fondere un pannello nello stesso formato, entro la cornice quadrilobata gotica. Due finalisti si distinguono, due giovani che incarneranno ciascuno una via del Rinascimento: Lorenzo Ghiberti e Filippo Brunelleschi.
Confrontati fianco a fianco al Bargello, i due pannelli raccontano due temperamenti. In Brunelleschi la scena è aspra, drammatica, l'angelo afferra il braccio di Abramo nell'urgenza. In Ghiberti tutto è fluidità, eleganza delle curve, virtuosismo della fusione in un solo pezzo. È Ghiberti a vincere e a ottenere le porte del Battistero, una delle quali, abbagliante, sarà più tardi soprannominata da Michelangelo la «Porta del Paradiso». La tradizione vuole che Brunelleschi, sconfitto, si sia allora volto all'architettura e sia partito per Roma a studiare le rovine antiche: una sconfitta che preparò la cupola della cattedrale. Vedere questi due bronzi riuniti significa assistere al punto di partenza.
Informazioni pratiche
Il museo occupa il Palazzo del Bargello, in via del Proconsolo, nel centro storico di Firenze, a pochi minuti a piedi dal Duomo e da piazza della Signoria. Il quartiere è pedonale e si percorre facilmente a piedi dalla stazione di Santa Maria Novella. L'insieme è iscritto nel patrimonio mondiale dell'UNESCO come parte del Centro storico di Firenze (1982). Giorni di apertura, orari e tariffe: da verificare prima della visita sul sito ufficiale.
Quiz
- Quale bronzo di Donatello conservato al Bargello è considerato il primo nudo maschile autonomo dall'Antichità? Il David2. Quale celebre concorso del 1401, di cui due pannelli sono esposti nel museo, contrappose Ghiberti e Brunelleschi? Il concorso per le porte del Battistero (Sacrificio di Isacco)
- Quale funzione giudiziaria, esercitata in questo palazzo, ha dato il nome al museo? Il bargello, capo della polizia e capitano di giustizia
