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Musei del Rinascimento

La Madonna del Parto di Piero della Francesca a Monterchi

Monterchi

Nel cavo della valle del Tevere, là dove la Toscana confina con l'Umbria, il borgo fortificato di Monterchi veglia su una delle immagini più turbanti del Rinascimento italiano. In un piccolo museo interamente a essa dedicato, un affresco isolato, illuminato con sobrietà, trattiene ogni visitatore: una giovane donna monumentale, la mano posata sul ventre gonfio dalla gravidanza, sta in piedi sulla soglia di un padiglione di cui due angeli simmetrici scostano i lembi. È la Madonna del Parto, attribuita a Piero della Francesca e collocata dalla critica attorno al 1455-1465. Raramente un'opera avrà unito con tanta evidenza l'audacia iconografica e la misura formale; raramente un'immagine dotta avrà suscitato, per secoli, una devozione tanto popolare.

Monterchi e Piero della Francesca

Monterchi — Mons Herculis, il monte di Ercole secondo un'etimologia leggendaria — è un villaggio arroccato della provincia di Arezzo, a pochi chilometri da Borgo San Sepolcro, patria di Piero. La tradizione locale collega il luogo alla memoria familiare del pittore: sua madre, Romana di Perino, sarebbe originaria di Monterchi, il che spiegherebbe la presenza tra queste mura di un'opera di tale ambizione. Il legame va formulato con prudenza, poiché la documentazione d'archivio sulla commissione resta lacunosa; non per questo alimenta meno l'aura affettiva che circonda l'affresco.

Piero della Francesca (1412 circa-1492) incarna quel Rinascimento in cui la pittura diventa scienza: teorico della prospettiva, presunto autore di trattati di geometria e di proporzione, tempera il rigore matematico con una luce uniforme, silenziosa, quasi immobile. La Madonna del Parto appartiene alla sua piena maturità, tra gli affreschi di Arezzo e le grandi tavole di Urbino.

La Madonna del Parto

L'opera si presenta come un affresco di dimensioni considerevoli, quasi al naturale. La Vergine occupa il centro di una tenda d'apparato dal rivestimento prezioso, foderato di pelliccia e cosparso di melagrane — antico frutto di fecondità e di Passione. Vestita di un abito azzurro il cui laccio laterale, socchiuso sulla gravidanza, sottolinea il motivo stesso dell'opera, china leggermente il capo, le palpebre pesanti, in una gravità che non è né gioia né dolore ma presentimento. Due angeli, esattamente simmetrici — si suppone tratti da un medesimo cartone rovesciato —, sollevano le cortine come si svela un tabernacolo. L'intera composizione fa della Vergine un reliquiario vivente, lo scrigno dell'Incarnazione a venire.

L'iconografia rara della Vergine incinta

La raffigurazione della Madonna del Parto, la Vergine visibilmente incinta, costituisce una singolarità nell'arte occidentale. Se il tema conobbe un certo favore nell'Italia centrale del tardo Medioevo e del Quattrocento, la Chiesa lo guarderà più tardi con diffidenza, giudicando poco conveniente raffigurare la maternità carnale di Maria; molte immagini di questo tipo scomparvero o furono ridipinte. La versione di Monterchi è tra le più compiute che ci siano pervenute. Non appartiene ad alcun sentimentalismo: il gesto della mano sul fianco, misurato, quasi protettivo, dice l'attesa e il mistero più di quanto li illustri. La gravidanza vi diventa teologia visibile, soglia tra l'annuncio e la nascita.

La geometria e la devozione

Tutto, in questo affresco, obbedisce a una costruzione rigorosa. Il padiglione disegna uno spazio chiuso e centrato; i due angeli si rispondono a specchio; la Vergine, verticale e frontale, occupa l'asse come la chiave di una volta. Da questa simmetria nasce una monumentalità paradossale: la figura appare immensa senza effetto di scala, ieratica senza rigidità. La luce, diffusa e senza ombre teatrali, modella i volumi con una dolcezza che sembra sospendere il tempo. È questa evidenza formale ad aver reso l'immagine così accessibile al fervore popolare: per generazioni, le donne incinte del paese vennero a implorare davanti a essa un felice parto, facendo dell'opera dotta un luogo di devozione intima. L'affresco, nato dalla geometria, ha finito per appartenere ai gesti e alle preghiere delle madri.

Lo stacco e il museo

La Madonna del Parto non si trova più nella sua collocazione originaria. Ornava, si crede, una cappella legata alla chiesa rurale di Santa Maria di Momentana (o Momentata), sul fianco della collina, più tardi inglobata nel cimitero di Monterchi. Fragilizzata, esposta alle ingiurie del tempo e dei terremoti, l'opera fu staccata dal suo muro, operazione delicata che la trasformò in affresco trasportabile. Dopo diversi spostamenti e una campagna di restauro condotta alla fine del Novecento, fu collocata in uno spazio museale del borgo oggi a essa dedicato. Questi episodi — collocazione primitiva, datazione, circostanze esatte della commissione — vanno enunciati con riserva: poggiano in parte sulla tradizione e su ricostruzioni dotte più che su documenti pienamente accertati.

Portata

Poche immagini del Rinascimento hanno raggiunto questa densità di senso in una simile economia di mezzi. La Madonna del Parto riassume l'arte di Piero: la chiarezza matematica messa al servizio di un'emozione trattenuta, l'universale raggiunto attraverso la sobrietà. Divenuta icona moderna — meditata da scrittori, cineasti, storici dell'arte —, resta anche un'opera di prossimità, custodita da un villaggio che la rivendica come il suo tesoro. In essa si congiungono l'alta cultura del Quattrocento e la pietà degli umili.

Da non perdere

  • La mano della Vergine posata sul fianco, gesto trattenuto che concentra tutto il senso dell'opera.
  • Il laccio laterale socchiuso dell'abito azzurro, discretamente rivelato sulla gravidanza.
  • La simmetria dei due angeli, verosimilmente tratti da un medesimo cartone rovesciato.
  • La tenda d'apparato foderata di pelliccia e cosparsa di motivi di melagrana.
  • La luce uniforme e senza ombre teatrali che dà alla figura la sua serena monumentalità.
  • L'allestimento sobrio che isola l'affresco staccato e ne restituisce la presenza.

Informazioni pratiche

L'opera è conservata nel museo a essa dedicato a Monterchi (provincia di Arezzo, Toscana), raggiungibile per la valle del Tevere da Arezzo, Sansepolcro o Città di Castello. Si raccomanda di verificare presso l'istituzione i giorni e gli orari di apertura e le condizioni di visita, che possono variare secondo la stagione.

Quiz

Quale gesto della Vergine concentra il senso della Madonna del Parto? La sua mano posata sul ventre, segno della gravidanza e dell'attesa.

Perché i due angeli appaiono così simili? Sarebbero stati eseguiti da un medesimo cartone, uno rovesciato a specchio.

Dove si trovava verosimilmente l'affresco prima del trasferimento al museo? In una cappella legata alla chiesa rurale di Santa Maria di Momentana, presso il cimitero di Monterchi.