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Rinascimento italiano

Villa Medici

Rome

Villa Medici

Dominando Roma dalle alture del Pincio, Villa Medici è una delle grandi ville della seconda stagione rinascimentale romana. Circondata da giardini all'italiana e rivolta verso la città come un belvedere, offrirebbe una delle vedute più celebri sulla capitale, dalla cupola di San Pietro ai tetti del Campo Marzio. La sua singolarità sta in un contrasto che raramente si ritrova altrove con tanta nettezza: una facciata urbana di grande sobrietà, quasi austera, e una facciata verso il giardino sontuosamente incrostata di antichi. La villa sarebbe così concepita al tempo stesso come dimora di prestigio e come scrigno destinato a mettere in scena una collezione di antichità, nello spirito dei grandi cardinali collezionisti di fine Cinquecento.

Una villa del Pincio, tra due volti

L'edificio sarebbe stato avviato intorno al 1564 per il cardinale Ricci da Montepulciano, su un terreno già occupato da vigne e da vestigia antiche, non lontano dal sito degli antichi giardini di Lucullo. La concezione architettonica è tradizionalmente riferita a Nanni di Baccio Bigio e poi a Bartolomeo Ammannati (al condizionale), architetto e scultore fiorentino di cui si conosce l'attività romana e fiorentina in quel periodo. Nel 1576 la proprietà passò al cardinale Ferdinando de' Medici, figlio del granduca di Toscana, che ne fece uno dei fulcri della presenza medicea a Roma, arricchendone notevolmente l'apparato decorativo e le collezioni.

Il partito architettonico giocherebbe su questa dualità già evocata: verso la città, una facciata trattenuta, quasi difensiva; verso il giardino, una composizione aperta, scandita da logge e sovraccarica di ornati antichi. Due torrette inquadrerebbero il corpo di fabbrica, contribuendo alla silhouette riconoscibile della villa sulla linea dell'orizzonte romano.

La facciata verso il giardino: un apparato di spolia antichi

È la facciata rivolta ai giardini a rendere celebre la villa. Sarebbe riccamente incrostata di bassorilievi e di frammenti scolpiti antichi di reimpiego — ciò che si designa con il termine spolia —, oltre che di ghirlande, festoni ed elementi decorativi che intrecciano l'antico e il manierismo. Rilievi istoriati, lastre ornamentali e teste scolpite vi sarebbero incastonati nella muratura, trasformando la parete in una vera e propria galleria a cielo aperto.

Questo reimpiego ostentato di antichi non avrebbe soltanto un valore estetico: affermerebbe il rango del committente, la sua cultura umanistica e la sua capacità di riunire le vestigia della Roma imperiale. Il contrasto voluto con la sobrietà della facciata urbana accentuerebbe l'effetto sorpresa per il visitatore che entra nei giardini. Il dettaglio preciso dei rilievi reimpiegati, la loro provenienza e la loro datazione andrebbero però verificati caso per caso.

I giardini rinascimentali e la statuaria

I giardini di Villa Medici appartengono all'arte del giardino all'italiana del Rinascimento: parterre geometrici, viali, boschetti ombrosi e statuaria in dialogo con la vegetazione. Organizzati in scomparti e punteggiati di fontane, costituirebbero una cornice al tempo stesso ordinata e propizia alla passeggiata, in cui la scultura antica e il verde si rispondono a vicenda.

Tra i complessi scultorei che vi furono esposti figura il celebre gruppo dei Niobidi, che illustra il mito di Niobe e dei suoi figli colpiti dai dardi di Apollo e Diana. Occorre qui segnalare uno spostamento di opere: gli originali antichi di questo gruppo sono oggi conservati alla Galleria degli Uffizi di Firenze, dove furono trasferiti; ciò che si può vedere in loco a Roma sarebbe costituito da copie. Allo stesso modo, diverse sculture illustri un tempo associate alla villa avrebbero raggiunto nel tempo le collezioni fiorentine dei Medici — un punto che merita di essere verificato pezzo per pezzo, tanto furono numerosi i movimenti di antichi tra Roma e Firenze.

Dalla dimora cardinalizia all'Accademia di Francia a Roma

Dopo essere stata una residenza medicea, la villa conobbe una riconversione di rilievo sul finire del Settecento. Dal 1803 ospita la sede dell'Accademia di Francia a Roma, istituzione che accoglie i pensionnaires — a lungo i vincitori del Prix de Rome, in diverse discipline artistiche. Questo trasferimento, deciso sotto il Consolato, avrebbe insediato tra le mura della villa una lunga tradizione di soggiorni di artisti, musicisti, architetti e creatori venuti a formarsi a contatto con Roma.

Questa continuità tra la villa rinascimentale e l'istituzione culturale che essa oggi ospita spiega perché Villa Medici sia al tempo stesso un monumento storico e un luogo vivo di creazione ed esposizione. Essa rientra inoltre nel perimetro del centro storico di Roma, iscritto nel patrimonio mondiale dell'UNESCO.

Cosa vedere assolutamente

  • La facciata verso il giardino e il suo apparato di bassorilievi e antichi di reimpiego (spolia), da confrontare con la sobrietà della facciata verso la città.
  • I giardini all'italiana: parterre, boschetti e viali punteggiati di statuaria.
  • Il gruppo dei Niobidi (copie in loco; originali antichi alla Galleria degli Uffizi di Firenze).
  • Il panorama su Roma dalle alture del Pincio.
  • La sede dell'Accademia di Francia a Roma, istituzione insediata nella villa dal 1803.

Informazioni pratiche

Villa Medici è la sede dell'Accademia di Francia a Roma, sul Pincio, nei pressi della Trinità dei Monti e della sommità della scalinata di piazza di Spagna. La villa e i suoi giardini si visitano in linea di massima nell'ambito di visite organizzate, spesso guidate, e il programma può includere mostre temporanee. Le modalità di accesso, gli orari e le tariffe possono variare a seconda delle stagioni e degli eventi: sono da verificare presso l'istituzione prima di ogni visita (aVerifier). L'accesso dal centro avviene agevolmente a piedi da piazza di Spagna, salendo verso il Pincio.

Quiz

  1. Su quale colle di Roma sorge Villa Medici?
  • Il Palatino
  • Il Pincio
  • L'Aventino
  1. Qual è la particolarità della sua facciata verso il giardino?
  • È interamente in vetro
  • È incrostata di bassorilievi e antichi di reimpiego (spolia)
  • È dipinta a trompe-l'œil
  1. Quale istituzione ha sede nella villa dal 1803?
  • Il Vaticano
  • Un museo d'arte contemporanea
  • L'Accademia di Francia a Roma