Sulla riva destra del Tevere, nel cuore di Trastevere, la Villa Farnesina è una delle dimore più raffinate del pieno Rinascimento romano. Contenuta nelle dimensioni ma sfarzosa nella decorazione, riunisce sotto lo stesso tetto alcuni fra i massimi artisti dell'inizio del Cinquecento: Baldassarre Peruzzi, Raffaello, il Sodoma, Sebastiano del Piombo e Giovanni da Udine. Villa di delizie e di rappresentanza, fu concepita come uno scrigno in cui un banchiere fastoso intendeva rivaleggiare, per lusso e per gusto, con principi e pontefici.
Agostino Chigi e Peruzzi: la villa del banchiere
Il committente, Agostino Chigi (1466-1520), era un banchiere senese di ricchezza quasi leggendaria, tesoriere della Curia e finanziatore dei papi Giulio II e Leone X. Sfruttava tra l'altro le miniere di allume di Tolfa e sosteneva le grandi imprese del papato. Per lui la villa suburbana non era soltanto una residenza di villeggiatura alle porte della città: era uno strumento di prestigio sociale, il teatro di banchetti rimasti celebri nel corso dei quali, si racconta, faceva gettare nel Tevere il vasellame d'argento per stupire gli ospiti — aneddoto probabilmente abbellito dalla leggenda.
Per edificare questa dimora, Chigi si rivolse al conterraneo senese Baldassarre Peruzzi (1481-1536), architetto e pittore formatosi nella scia del Bramante. La costruzione si colloca all'incirca tra il 1506 e il 1512, benché la datazione precisa delle diverse fasi resti discussa. Peruzzi ideò un edificio a forma di U, aperto verso i giardini che un tempo digradavano fino al fiume, con un corpo centrale affiancato da due ali sporgenti. La facciata, scandita da lesene e coronata da un fregio, incarna l'ideale classico di misura e di armonia ereditato dall'antichità. Il piano terreno si apriva in origine con una loggia — oggi vetrata — affacciata sul giardino, soluzione tipica della villa come luogo di passaggio tra l'architettura e la natura. Dopo la morte di Chigi la villa decadde, per poi passare nel 1579 (data comunemente accolta) alla potente famiglia Farnese, da cui il nome di «Farnesina» (la «piccola» Farnese, per distinguerla dal monumentale palazzo Farnese sull'altra riva). Un progetto, mai realizzato, prevedeva di collegarla al palazzo con un ponte sul Tevere.
La Loggia di Galatea e di Psiche: Raffaello al culmine
Il tesoro della villa risiede nei suoi cicli di affreschi, dove il nome di Raffaello brilla su tutti. Al piano terreno, la Loggia di Galatea deve il proprio nome al Trionfo di Galatea, affresco eseguito da Raffaello intorno al 1512. La ninfa vi si erge su un cocchio a forma di conchiglia trainato da delfini, circondata da tritoni e nereidi, mentre nel cielo alcuni amorini tendono i loro archi. Questa composizione, tutta movimento vorticoso e sapiente equilibrio, è uno dei vertici dell'ideale di bellezza classica del Rinascimento. Secondo un celebre aneddoto riferito più tardi, Raffaello avrebbe dichiarato di essersi ispirato non a un modello reale, ma a una «certa idea» di bellezza custodita nella propria mente — formula fondativa del classicismo. Sulla parete accanto campeggia un colossale Polifemo attribuito a Sebastiano del Piombo, che partecipò alla decorazione della sala. La volta di questa stessa loggia fu dipinta da Peruzzi con uno straordinario programma astrologico: le costellazioni e i pianeti vi raffigurano la posizione degli astri, verosimilmente al momento della nascita di Chigi, facendo di questo soffitto un vero oroscopo monumentale.
Allo stesso livello, la Loggia di Psiche sviluppa, su un'ampia volta, la favola di Amore e Psiche tratta dall'Asino d'oro di Apuleio. Concepita da Raffaello intorno al 1517-1518, la decorazione fu in gran parte realizzata dalla sua bottega, dove si riconosce la mano di collaboratori come Giulio Romano, Giovan Francesco Penni e, per le ghirlande di fiori e di frutti che incorniciano le scene, Giovanni da Udine. La volta simula un pergolato teso di festoni vegetali, attraverso il quale si intravede un cielo azzurro popolato dagli dèi dell'Olimpo: il Concilio degli dèi e il Banchetto nuziale occupano i due grandi riquadri centrali, imitati da arazzi tesi sotto il cielo. La parte spettante a Raffaello in prima persona, rispetto a quella dei suoi aiuti, resta dibattuta dagli storici dell'arte.
La Sala delle Prospettive e il Sodoma
Al piano superiore, Peruzzi dispiegò il proprio genio di illusionista nella Sala delle Prospettive (verso il 1518-1519). Sulle pareti dipinse un finto colonnato marmoreo attraverso il quale si aprono, in trompe-l'œil, ampie vedute su paesaggi e su scorci di Roma. Lo spettatore ha l'impressione di trovarsi sotto un portico affacciato sulla campagna: questa padronanza della prospettiva architettonica, in cui Peruzzi fonde le sue doti di pittore e di architetto, preannuncia le scenografie illusionistiche del Manierismo e del Barocco. Si racconta che queste prospettive dipinte ingannassero perfino l'occhio dei soldati durante il Sacco di Roma del 1527 — senza che graffiti e danni risparmiassero, in quell'occasione, il luogo.
Attigua a questa sala, la camera nuziale di Chigi custodisce le Nozze di Alessandro e Rossane, capolavoro di Giovanni Antonio Bazzi, detto il Sodoma (verso il 1516-1517). Ispirata a una descrizione antica di un dipinto perduto di Aezione, la scena mostra Rossane seduta sul letto mentre alcuni amorini giocosi la svestono e Alessandro avanza, corona alla mano. La delicatezza degli incarnati, la morbidezza del colore e la grazia sensuale fanno di questa camera uno degli ambienti più intimi e seducenti della villa. Altri episodi della vita di Alessandro completano la decorazione dell'ambiente.
Cosa vedere assolutamente
- Il Trionfo di Galatea di Raffaello (verso il 1512), icona della bellezza ideale del Rinascimento.
- La volta astrologica di Peruzzi nella Loggia di Galatea, oroscopo monumentale del committente.
- La Loggia di Psiche, volta a pergolato di Raffaello e della sua bottega (Giulio Romano, Giovanni da Udine).
- La Sala delle Prospettive di Peruzzi, prodigio di trompe-l'œil architettonico.
- Le Nozze di Alessandro e Rossane del Sodoma nella camera nuziale.
Informazioni pratiche
La Villa Farnesina si trova nel rione Trastevere, a Roma (Via della Lungara), non lontano dal palazzo Corsini e a breve distanza dal Tevere. Ospita oggi la sede dell'Accademia Nazionale dei Lincei, prestigiosa istituzione culturale italiana, e si visita come museo. L'accesso agli affreschi avviene tramite biglietto; è consigliabile verificare i giorni e gli orari di apertura, così come eventuali prenotazioni, direttamente presso l'istituzione prima della visita, poiché possono variare. La villa fa parte del centro storico di Roma iscritto nel patrimonio mondiale dell'UNESCO (1980).
Quiz
- Chi ha dipinto il Trionfo di Galatea alla Villa Farnesina?
- Raffaello
- Il Sodoma
- Baldassarre Peruzzi
- Per quale personaggio fu costruita la villa?
- Papa Leone X
- Il banchiere Agostino Chigi
- La famiglia Farnese fin dall'origine
- Quale sala illustra la padronanza del trompe-l'œil architettonico di Peruzzi?
- La Loggia di Psiche
- La Sala delle Prospettive
- La camera delle Nozze di Alessandro e Rossane

