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Rinascimento italiano

Palazzo Farnese di Caprarola

Caprarola

Palazzo Farnese di Caprarola

Ergendosi sopra il borgo di Caprarola, in provincia di Viterbo, nel Lazio settentrionale, il Palazzo Farnese figura tra le dimore più grandiose del Rinascimento italiano. A metà tra fortezza e palazzo di delizie, esso unisce il rigore di una geometria sapiente all'esuberanza decorativa del manierismo. La sua pianta pentagonale, il suo cortile circolare e i suoi cicli di affreschi ne fanno un'opera a sé, dove architettura, pittura e giardino sembrano concepiti in un solo gesto al servizio della gloria di una famiglia.

Il cardinale Alessandro Farnese e il Vignola

Il palazzo è indissociabile dalla casata Farnese, una delle più potenti dinastie del tardo Rinascimento. Il committente, il cardinale Alessandro Farnese (1520-1589), soprannominato «il Gran Cardinale», era nipote di papa Paolo III, che aveva reso la famiglia una delle grandi dinastie del secolo. Mecenate fastoso, il cardinale avrebbe voluto a Caprarola una residenza all'altezza del proprio rango, capace di rivaleggiare con i fasti romani.

Il cantiere così come lo conosciamo si apre verso il 1559 sotto la direzione di Jacopo Barozzi, detto il Vignola, uno dei maggiori teorici dell'architettura del suo tempo, autore di un celebre trattato sugli ordini architettonici. Il Vignola non partiva da un terreno vergine: avrebbe riutilizzato basamenti fortificati preesistenti, legati a un progetto più antico attribuito ad Antonio da Sangallo il Giovane e a Baldassarre Peruzzi. Da questo vincolo, l'architetto avrebbe tratto la soluzione più audace, trasformando una base difensiva in un palazzo raffinato.

La pianta pentagonale e il cortile circolare

Il tratto più singolare del palazzo è la sua pianta pentagonale, cioè a cinque lati, ereditata dalla fortificazione che lo precedeva. Rara nell'architettura civile del Rinascimento, questa forma conferisce all'edificio una sagoma compatta e possente, ancorata alla roccia come un bastione.

Nel cuore di questo pentagono, il Vignola avrebbe inscritto un cortile circolare, risolvendo con notevole eleganza il passaggio tra i cinque lati esterni e il cerchio interno. Questo dialogo tra pentagono e cerchio è considerato uno dei vertici della geometria architettonica rinascimentale: il cortile, bordato da un porticato a due livelli, distribuisce l'insieme e porta luce e regolarità al centro di un volume peraltro massiccio. Vi si legge un manifesto del pensiero sapiente dell'epoca, in cui la bellezza nasce dalla padronanza delle forme pure e dalla loro combinazione.

La scala elicoidale

Tra le prodezze interne, la scala elicoidale, spesso indicata come Scala Regia, attira in modo particolare l'attenzione. Concepita a spirale e scandita da colonne, essa consente di salire i piani del palazzo secondo un'ascesa continua e maestosa.

Questa scala non era soltanto un'opera utilitaria: sarebbe stata pensata per mettere in scena l'arrivo degli ospiti, offrendo una salita teatrale verso gli appartamenti del cardinale. La sua forma a elica, il colonnato e la decorazione ne fanno una delle scale più ammirate del Rinascimento italiano, esempio compiuto di quell'architettura che cerca di meravigliare tanto quanto di servire.

Gli affreschi degli Zuccari e la Sala del Mappamondo

Se l'involucro del palazzo colpisce per la sua geometria, l'interno abbaglia per la sua decorazione pittorica. Le sale principali furono ricoperte di affreschi dovuti a Taddeo e Federico Zuccari e alla loro bottega, tra i pittori più richiesti della seconda metà del Cinquecento, oltre che ad altri artisti associati al cantiere.

Questi cicli sviluppano un programma iconografico ambizioso al servizio della famiglia. La Sala dei Fasti Farnesiani avrebbe celebrato la gloria e le gesta della casata, trasformando le pareti in un racconto dipinto della grandezza familiare. Altrove, la Sala degli Angeli e altre stanze sviluppano temi religiosi, mitologici e allegorici nel gusto manierista, fatto di figure eleganti, colori vivaci e composizioni sapienti.

La stanza più celebre è senza dubbio la Sala del Mappamondo, ornata di vaste carte murali che raffigurano le parti del mondo allora conosciuto, completate da figure celesti. Questo apparato cartografico, insieme sapiente e spettacolare, testimonia la curiosità geografica del Rinascimento e il desiderio dei Farnese di abbracciare il mondo dal proprio palazzo.

I giardini

Il palazzo non si limita alle sue mura: è affiancato da giardini a terrazze che prolungano l'architettura nel paesaggio. Disposti su livelli ordinati, essi traducono nella natura la stessa ricerca di regolarità e messa in scena dell'edificio.

In disparte rispetto al palazzo principale, un casino, o piccola palazzina, avrebbe offerto al cardinale un luogo di ritiro più intimo, circondato da fontane e giochi d'acqua. Questi giardini, con le loro prospettive, le loro scalinate e le loro vasche, partecipano pienamente all'arte di vivere del Rinascimento, in cui la dimora ideale univa architettura, pittura e paesaggio in un tutto armonioso.

Cosa vedere assolutamente

  • La pianta pentagonale dell'edificio e il suo cortile circolare a portici, vertice della geometria architettonica rinascimentale.
  • La scala elicoidale, detta Scala Regia, con la sua salita a spirale scandita da colonne.
  • La Sala del Mappamondo e le sue grandi carte murali del mondo conosciuto.
  • La Sala dei Fasti Farnesiani, dove gli affreschi degli Zuccari celebrano la gloria della famiglia.
  • I giardini a terrazze e il casino, con le loro fontane e le loro prospettive.

Informazioni pratiche

Il Palazzo Farnese di Caprarola è oggi un museo statale, aperto alla visita. Si trova nel borgo di Caprarola, in provincia di Viterbo, a nord di Roma. Gli orari di apertura, i giorni di chiusura e le tariffe possono variare secondo le stagioni: si consiglia vivamente di verificarli presso le fonti ufficiali prima di ogni visita, così come le condizioni di accesso ai giardini, che possono essere oggetto di visite specifiche.

Quiz

  1. Qual è la forma della pianta del Palazzo Farnese di Caprarola?
  • Quadrata
  • Pentagonale (a cinque lati)
  • Ottagonale
  1. Quale architetto diresse il cantiere del palazzo a partire circa dal 1559?
  • Andrea Palladio
  • Il Vignola (Jacopo Barozzi)
  • Il Bernini
  1. Quali pittori sono associati ai grandi cicli di affreschi del palazzo?
  • Taddeo e Federico Zuccari
  • Raffaello e Giulio Romano
  • Tiziano e il Tintoretto