Sulle dolci colline che salgono verso il Monte Grappa, a Maser, in provincia di Treviso, si distende una lunga facciata bianca coronata da un frontone. Villa Barbaro è considerata uno degli incontri più felici del Rinascimento: quello tra un architetto, Andrea Palladio, e un pittore, Paolo Veronese, riuniti attorno a due committenti umanisti. Ciò che il visitatore scopre sarebbe meno una semplice dimora di campagna che un manifesto in cui architettura, pittura e decorazione scolpita si rispondono a vicenda. La villa figura oggi tra i beni iscritti al patrimonio mondiale dell'UNESCO.
I fratelli Barbaro, committenti umanisti
La villa sarebbe stata commissionata da due fratelli veneziani, Daniele Barbaro (1514-1570) e Marcantonio Barbaro (1518-1595), figure di spicco del patriziato della Serenissima. Daniele, prelato, ambasciatore e studioso, è noto soprattutto come curatore e commentatore del trattato di architettura di Vitruvio, di cui Palladio illustrò un'edizione. Marcantonio, uomo di Stato e diplomatico, si interessava anche di scultura.
Si ritiene generalmente che questa vicinanza intellettuale tra i committenti e gli artisti spieghi l'eccezionale coerenza del programma: la villa sarebbe stata pensata come cornice di un ideale di vita che unisce cultura antica, gestione delle terre e ritiro letterario, secondo la tradizione dell'otium romano rimessa in auge dagli umanisti.
Palladio e la villa-fattoria a barchesse
L'architettura è attribuita ad Andrea Palladio, che avrebbe concepito l'edificio intorno al 1554-1560. La villa illustra una tipologia che l'architetto ha largamente contribuito a definire in Veneto: la dimora signorile associata a un'azienda agricola. Il corpo centrale, più elevato e scandito da un ordine di semicolonne sormontate da un frontone, si prolunga ai lati con due ali basse ad arcate, le barchesse, destinate alle funzioni agricole (rimesse, cantine, dipendenze). Alle estremità, due padiglioni ornati di meridiane completano la composizione.
L'insieme compone una lunga facciata simmetrica che sembra abbracciare la collina. La disposizione addossata al pendio, che probabilmente ha facilitato l'approvvigionamento idrico dei giardini e del ninfeo, si distingue dalla villa isolata su podio come la celebre Rotonda. Maser viene solitamente ricondotta alla maturità di Palladio, nel momento in cui elabora il linguaggio che ne farà la fortuna europea.
Gli affreschi di Veronese e il trompe-l'œil
La decorazione dipinta delle sale, realizzata intorno al 1560-1561, è attribuita a Paolo Caliari, detto il Veronese. È considerata uno dei più celebri cicli di affreschi del Rinascimento e un vertice dell'arte dell'illusione. Sulle pareti, il pittore avrebbe dispiegato false architetture, colonnati finti che si aprono su vasti paesaggi, balaustre e nicchie popolate di figure.
Tra i motivi più commentati si citano personaggi che sembrano varcare porte dipinte — un paggio, un cacciatore, talvolta interpretati come membri della casata o semplici invenzioni — e la figura femminile detta « la dama al balcone », che sembra sporgersi da una loggia illusionistica per osservare la sala. Questi giochi di trompe-l'œil offuscherebbero volutamente il confine tra spazio reale e spazio dipinto, facendo dialogare l'architettura di Palladio con l'immaginazione del pittore. L'identità precisa di alcune figure e il dettaglio del programma iconografico restano discussi dagli storici.
Il ninfeo
Sul retro della villa, addossato alla collina, si trova un ninfeo: una fontana monumentale a emiciclo, ornata di statue e di ricche decorazioni in stucco, alimentata da una sorgente. Questo dispositivo, di ispirazione antica, serviva al tempo stesso come luogo di svago, punto d'acqua per la tenuta e manifesto culturale.
La decorazione scolpita e gli stucchi sono talvolta accostati al nome di Alessandro Vittoria, uno dei grandi scultori del Veneto del XVI secolo; questa attribuzione resta tuttavia prudente e discussa. Il ninfeo prolunga nel giardino l'unità tra architettura, scultura e acqua che caratterizza l'intero complesso.
Il posto nell'opera di Palladio e l'iscrizione UNESCO
Maser occupa un posto singolare nel catalogo palladiano: la villa vi avrebbe trovato una rara sintesi tra programma agricolo, ambizione residenziale e decorazione pittorica totale, il che ne spiega la celebrità. Andrea Palladio pubblicò egli stesso diverse delle sue ville nei suoi Quattro Libri dell'Architettura (1570), diffondendo un modello che ispirerà a lungo l'architettura europea e nordamericana, dal palladianesimo inglese alle dimore neoclassiche.
Villa Barbaro fa parte del bene del patrimonio mondiale « Città di Vicenza e le Ville palladiane del Veneto », iscritto dall'UNESCO nel 1994 ed esteso nel 1996 a un insieme di ville distribuite nella regione. È tuttora abitata e la tenuta resta, si dice, in attività vitivinicola.
Cosa vedere assolutamente
- La lunga facciata simmetrica con corpo centrale coronato da un frontone, prolungato dalle due barchesse ad arcate: la tipologia stessa della villa-fattoria palladiana.
- Gli affreschi in trompe-l'œil di Veronese: false architetture, paesaggi finti e figure illusionistiche che sembrano condividere lo spazio del visitatore.
- I personaggi che varcano porte dipinte e la « dama al balcone », veri e propri pezzi di bravura dell'illusionismo.
- Il ninfeo addossato alla collina, con il suo emiciclo, le sue statue e i suoi stucchi.
- Il dialogo d'insieme tra l'architettura di Palladio e la decorazione di Veronese, raro esempio di collaborazione così riuscita.
Informazioni pratiche
- Statuto : proprietà privata, tuttora abitata, ma aperta alle visite secondo orari e periodi variabili. Si consiglia vivamente di verificare le condizioni di accesso e di prenotazione prima di ogni spostamento.
- Localizzazione : Maser, provincia di Treviso, regione Veneto, nell'entroterra tra Treviso e Bassano del Grappa.
- Nelle vicinanze : il piccolo Tempietto Barbaro, cappella anch'essa attribuita a Palladio, si trova accanto alla villa (accesso e orari specifici).
- Consigli : la fotografia degli affreschi può essere regolamentata; si prega di rispettare le indicazioni del luogo, che resta una proprietà privata.
Quiz
- Chi è l'autore del celebre ciclo di affreschi in trompe-l'œil di Villa Barbaro?
- Andrea Palladio
- Paolo Veronese
- Alessandro Vittoria
- Che tipo di edificio illustra la villa nell'opera di Palladio?
- Una villa-fattoria agricola a barchesse
- Una fortezza militare
- Una basilica urbana
- Con quale denominazione la villa rientra nel patrimonio mondiale dell'UNESCO?
- Venezia e la sua laguna
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