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Rinascimento italiano

Studiolo di Federico da Montefeltro

Urbino

Studiolo di Federico da Montefeltro

Nel cuore del Palazzo Ducale di Urbino si cela uno degli ambienti più affascinanti dell'intero Rinascimento italiano: lo studiolo di Federico da Montefeltro, duca di Urbino. Questo minuscolo gabinetto da studio, allestito intorno al 1473-1476, condensa in pochi metri quadrati l'ideale umanistico di un principe che fu insieme temuto condottiero e appassionato uomo di lettere. Vi si entra quasi trattenendo il respiro, tanto lo spazio è intimo e la sua decorazione di rara virtuosità.

Uno scrigno per il pensiero del principe

Lo studiolo era, nel Rinascimento, un ambiente riservato allo studio, alla lettura e alla meditazione solitaria del signore. Federico da Montefeltro, che raccolse una delle biblioteche più ricche del suo tempo, vi avrebbe trovato il luogo ideale per ritirarsi dal fragore della corte. La stanza, angusta e priva di aperture spettacolari, trae tutto il suo prestigio non dalle dimensioni ma dalla finezza straordinaria della decorazione, concepita come un manifesto della cultura del duca.

Questo gabinetto apparterrebbe a una tradizione che si diffuse nelle corti italiane del Quattrocento: quella dello studiolo principesco pensato come ritratto intellettuale del suo committente. Quello di Urbino passa per l'esempio più compiuto e meglio conservato giunto fino a noi, il che ne spiega la fama eccezionale.

Le tarsie a trompe-l'œil

La meraviglia dello studiolo risiede nel suo rivestimento di tarsie lignee (intarsio, o tarsie lignee), che riveste la parte bassa delle pareti per tutta l'altezza dello zoccolo. Realizzate accostando sottili elementi di legno di diverse tinte ed essenze, queste tarsie dispiegano un illusionismo stupefacente.

Lo sguardo scopre armadi dalle ante socchiuse, che lasciano intravedere strumenti scientifici e musicali, libri posati o riposti, una cesta e persino uno scoiattolo raffigurato con naturalezza sconcertante. A ciò si aggiungono vedute prospettiche di sorprendente profondità, in cui l'arte della prospettiva, così centrale nel Rinascimento, si trova applicata al legno con una maestria vertiginosa. Ogni oggetto sembra a portata di mano, mentre tutto non è che un gioco di intarsi piani.

Sul piano dell'ideazione, i disegni preparatori di queste tarsie sarebbero da ricondurre, secondo alcune ipotesi, ad artisti di primo piano come Botticelli e Francesco di Giorgio, mentre l'esecuzione è attribuita alla bottega di Baccio Pontelli. Tali attribuzioni restano tuttavia discusse e vanno accolte con prudenza: testimoniano soprattutto il livello di eccellenza richiesto per una simile decorazione.

La serie degli uomini illustri

Al di sopra dello zoccolo correva un tempo una serie di ritratti di uomini illustri (uomini illustri), galleria dipinta di figure esemplari: filosofi dell'Antichità, poeti, dottori della Chiesa e grandi ingegni che il duca voleva avere davanti agli occhi come altrettanti modelli. Questa galleria prolungava, nella pittura, il programma intellettuale già enunciato dalle tarsie.

Questi pannelli sarebbero stati dipinti in particolare da Giusto di Gand (Joos van Wassenhove), artista fiammingo attivo a Urbino, e dallo spagnolo Pedro Berruguete, le cui presenze incrociate illustrano l'irradiazione europea della corte urbinate. La fusione delle sensibilità nordica e meridionale vi avrebbe prodotto un insieme di grande ricchezza.

Una serie dispersa tra Urbino e Parigi

Punto cruciale per il visitatore di oggi: questa serie di ritratti di illustri non è più completa in loco. I pannelli sono stati dispersi, e circa la metà di essi si trova oggi al museo del Louvre, a Parigi, mentre l'altra metà è rimasta a Urbino.

Così, chi scopre lo studiolo vede soltanto una parte della decorazione dipinta originaria: le tarsie a trompe-l'œil sono rimaste al loro posto, ma la galleria di uomini illustri che le sormontava è stata divisa tra due paesi. Tenerlo a mente aiuta a comprendere meglio ciò che si osserva e ciò che manca, e a non stupirsi di ritrovare, nelle sale del Louvre, volti concepiti in origine per questo gabinetto di Urbino.

Un manifesto del Rinascimento

Lo studiolo di Federico da Montefeltro incarnerebbe, da solo, molte delle ambizioni maggiori del Rinascimento: la padronanza della prospettiva, l'alleanza delle arti e dei saperi, l'esaltazione della cultura antica e il ritratto di un principe attraverso i suoi oggetti e i suoi modelli. Il Palazzo Ducale che lo custodisce, uno dei vertici dell'architettura principesca del Quattrocento, offre a questo gioiello una cornice all'altezza. Insieme, fanno di Urbino uno dei grandi luoghi della civiltà rinascimentale in Italia.

Cosa vedere assolutamente

  • Il rivestimento di tarsie lignee a trompe-l'œil, con i suoi armadi socchiusi, i suoi strumenti e il celebre scoiattolo, da osservare da vicino per cogliere l'illusione.
  • Le vedute prospettiche integrate nelle tarsie, prodezze dell'arte del legno applicata alla profondità illusoria.
  • La collocazione, al di sopra dello zoccolo, della serie degli uomini illustri, tenendo presente che la metà dei pannelli si trova oggi al Louvre.
  • La scala intima dell'ambiente, che costituisce tutto il pregio di questo gabinetto concepito per la solitudine studiosa del principe.
  • Il Palazzo Ducale stesso, di cui lo studiolo non è che un frammento particolarmente prezioso.

Informazioni pratiche

Lo studiolo si visita all'interno del Palazzo Ducale di Urbino, che ospita oggi la Galleria Nazionale delle Marche. L'accesso all'ambiente avverrebbe nell'ambito del percorso del museo. Poiché orari, tariffe ed eventuali condizioni particolari di accesso a questo fragile gabinetto sono soggetti a variazioni, si consiglia di verificare tali informazioni presso la Galleria Nazionale delle Marche prima della visita. Urbino, il cui centro storico è iscritto al patrimonio mondiale dell'UNESCO dal 1998, merita del resto che le si dedichi tempo.

Quiz

  1. Quale tecnica rende celebri i rivestimenti dello studiolo ?
  • L'affresco
  • La tarsia lignea a trompe-l'œil
  • Il mosaico di vetro
  1. Dove si trova oggi circa la metà dei ritratti di uomini illustri dello studiolo ?
  • Al museo del Louvre, a Parigi
  • Agli Uffizi, a Firenze
  • Sono tutti rimasti a Urbino
  1. A quale grande figura del Rinascimento era destinato questo studiolo ?
  • Lorenzo de' Medici
  • Federico da Montefeltro, duca di Urbino
  • Ludovico Sforza