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Rinascimento italiano

La chiesa di Sant'Angelo a Nilo a Napoli

Naples

La chiesa di Sant'Angelo a Nilo a Napoli

Nel cuore della Napoli antica, nel rione di Nilo, una chiesa modesta conserva un tesoro senza pari in tutto il Mezzogiorno: il sepolcro del cardinale Rinaldo Brancaccio, scolpito a Pisa intorno al 1426-1428 da Donatello e Michelozzo, e poi spedito via mare fino al golfo di Napoli. È l'unica opera di Donatello presente in città, e uno dei primi manifesti del Rinascimento fiorentino trapiantati nel Sud d'Italia. Su questo monumento funebre il maestro fiorentino ha inciso uno dei suoi più sottili rilievi in stiacciato, un'Assunzione della Vergine di una delicatezza quasi immateriale.

La chiesa e il rione di Nilo

Sant'Angelo a Nilo si erge nel seggio di Nido(o Nilo), uno degli antichi quartieri nobili di Napoli, il cui nome ricorda un'antica presenza orientale: a pochi passi dalla chiesa troneggia infatti la statua antica del dio-fiume Nilo, ilCorpo di Napoli, scultura distesa di un vecchio fluviale che i napoletani hanno adottato come figura familiare della loro città. Il quartiere prendeva nome da quella comunità di Alessandrini stabilitasi qui nell'antichità, e l'appellativo «a Nilo» distingue la chiesa dai molti altri santuari napoletani dedicati all'arcangelo san Michele.

L'edificio fu fondato alla fine del XIV secolo dal cardinale Brancaccio, membro di una delle grandi famiglie della nobiltà napoletana del seggio di Nido. La chiesa, rimaneggiata più volte nel corso dei secoli — in particolare in epoca barocca —, conserva tuttavia, come un nucleo intatto, la cappella e il monumento funebre del suo fondatore. Alla chiesa è inoltre annessa una delle più antiche biblioteche pubbliche della città, legata al lascito e alla memoria dei Brancaccio.

Il cardinale Brancaccio, il committente

Rinaldo Brancaccio (morto nel 1427) fu un prelato di primo piano, creato cardinale sul finire del XIV secolo e protagonista della vita della Chiesa durante il travagliato periodo del Grande Scisma d'Occidente. Uomo di curia non meno che della sua città d'origine, divise la propria esistenza tra Roma e i grandi centri italiani. Fu in questo ambiente, a contatto con le reti artistiche toscane, che maturò la commissione del proprio sepolcro.

Deciso a preparare la propria sepoltura nella chiesa che aveva fondato a Napoli, il cardinale si rivolse ai migliori scultori fiorentini del momento. La scelta di Donatello e di Michelozzo, allora associati in una bottega comune, testimonia un gusto avvertito per le novità del Rinascimento nascente, in un'epoca in cui esso restava pressoché sconosciuto nel Regno di Napoli, ancora dominato dalle tradizioni gotiche e da una scultura di ispirazione franco-provenzale.

Il sepolcro: Donatello e Michelozzo, un cantiere pisano spedito a Napoli

Il monumento fu realizzato non a Napoli, ma a Pisa, dove Donatello e Michelozzo tenevano allora una bottega, tra il 1426 e il 1428 circa. Questo particolare è capitale: l'opera fu ideata, intagliata e assemblata in Toscana, poi smontata e trasportata per via marittima fino a Napoli, dove fu rimontata nella cappella Brancaccio. Il marmo, materiale delle cave toscane, viaggiò così come un carico prezioso lungo le coste tirreniche — modalità di trasporto logica per un pezzo pesante e fragile, e rivelatrice della circolazione delle opere d'arte nell'Italia del Quattrocento.

Alla bottega partecipò anche Pagno di Lapo Portigiani, collaboratore abituale di Michelozzo, incaricato in particolare di compiti di esecuzione e di assemblaggio. La ripartizione precisa delle mani resta, come spesso accade per queste botteghe associate, in parte congetturale. Si attribuisce generalmente a Michelozzo l'ideazione architettonica del sepolcro — l'impianto d'insieme, il baldacchino, le figure delle Virtù che fungono da cariatidi a sostegno del sarcofago — mentre a Donatello spetterebbe il rilievo dell'Assunzione e verosimilmente alcune parti della figura del defunto. Questa distribuzione rimane un'ipotesi fondata sull'analisi stilistica, ed è opportuno presentarla al condizionale.

Il sepolcro adotta lo schema del monumento parietale a baldacchino, ereditato dal gotico italiano, ma reinterpretato con un vocabolario nuovo: la chiarezza delle proporzioni, la struttura architettonica, le Virtù come figure di sostegno. Il gisant del cardinale riposa sul sarcofago, sotto un dossale sollevato da angeli che scostano un drappo — motivo di ostensione del defunto caratteristico di questa tipologia funeraria.

L'Assunzione in stiacciato di Donatello

Il gioiello del monumento è il rilievo centrale del sarcofago: un'Assunzione della Vergine trattata in stiacciato(orilievo schiacciato), tecnica di cui Donatello fu l'inventore e il maestro incontrastato. Si tratta di un bassorilievo di estrema sottigliezza, in cui le forme affiorano appena dalla superficie del marmo: pochi millimetri di profondità bastano allo scultore per suggerire lo spazio, la luce e il movimento, attraverso sottili variazioni di incisione e di modellato.

Su questo pannello la Vergine è portata verso il cielo entro una mandorla sostenuta da angeli, in una composizione vorticosa e aerea. La carne del marmo sembra smaterializzata, come lavorata dalla luce più che dallo scalpello. È ciò che rende eccezionale il valore del pezzo: Donatello vi trasferisce nella pietra le ricerche della pittura fiorentina sulla prospettiva e sull'atmosfera, dimostrando che un rilievo quasi piatto può contenere una profondità illusionistica. Questo pannello costituisce, a Napoli, l'unica testimonianza diretta della mano del più grande scultore del primo Rinascimento.

Portata: il Rinascimento fiorentino importato nel Sud

L'importanza storica del sepolcro Brancaccio va oltre le sole qualità formali. Facendo giungere dalla Toscana un'opera interamente ideata da Donatello e Michelozzo, il cardinale introdusse a Napoli, già alla fine degli anni Venti del Quattrocento, un frammento compiuto della modernità fiorentina, in un'epoca in cui il resto della produzione locale restava fedele al tardo gotico.

Il monumento assunse così il valore di un manifesto: offriva ai committenti e agli artisti napoletani un modello concreto del nuovo linguaggio rinascimentale — architettura razionale, figure classicheggianti, rilievo prospettico. La sua influenza sulla scultura funeraria del Sud fu reale, anche se la piena acclimatazione del Rinascimento a Napoli avverrà solo più tardi, nella seconda metà del secolo. In questo senso Sant'Angelo a Nilo segna un punto di rottura: il momento preciso in cui il primo Rinascimento, nato a Firenze, varcò per mare i confini della sua culla toscana.

Cosa vedere assolutamente

  • L'Assunzione della Vergine in stiacciato, pannello centrale del sarcofago, unico rilievo di mano di Donatello a Napoli.
  • La struttura d'insieme del sepolcro a baldacchino, ideata verosimilmente da Michelozzo, caposaldo dell'architettura funeraria rinascimentale.
  • Le Virtù-cariatidi che sostengono il sarcofago, figure classicheggianti tipiche della bottega Donatello-Michelozzo.
  • Il gisant del cardinale Brancaccio e il motivo degli angeli che sollevano il drappo sopra il defunto.
  • La cappella Brancaccio stessa, scrigno del monumento nella chiesa fondata dal cardinale.
  • La statua antica del dio Nilo (Corpo di Napoli), a pochi passi dalla chiesa, che ha dato il nome al quartiere.

Informazioni pratiche

La chiesa di Sant'Angelo a Nilo si trova nel centro storico di Napoli, nel rione di Nilo (o Nido), a immediata prossimità della celebre Spaccanapoli, l'asse rettilineo che attraversa la città vecchia. Il settore, molto denso, si percorre idealmente a piedi: concentra numerose chiese e monumenti importanti della Napoli medievale e rinascimentale, a breve distanza gli uni dagli altri. La statua del dio Nilo si trova lì vicino, sulla piazzetta accanto. Come per molte chiese napoletane, l'accesso all'interno può dipendere dalle funzioni e dalla vita parrocchiale; è prudente verificare le condizioni di visita presso fonti locali aggiornate prima di recarvisi.

Quiz

1. Quale artista fiorentino ha scolpito il rilievo dell'Assunzione sul sepolcro Brancaccio?

  • Masaccio
  • Donatello
  • Luca della Robbia

2. Dove fu materialmente realizzato il sepolcro prima di essere spedito a Napoli?

  • A Firenze
  • A Roma
  • A Pisa

3. Quale tecnica di bassorilievo molto sottile impiega Donatello per l'Assunzione?

  • Lo stiacciato (rilievo schiacciato)
  • Il tutto tondo
  • L'altorilievo