A nord del centro storico di Lucca, a due passi dalle mura, la basilica di San Frediano innalza una facciata chiara coronata da un immenso mosaico a fondo oro. L'edificio appartiene in pieno al mondo romanico: la sua navata ordinata, il campanile merlato, la sua luce uniforme parlano del XII secolo toscano. Ma la chiesa è anche, all'interno, un libro aperto sul primo Rinascimento. Vi si trovano due tappe fondamentali: la pala e il sepolcro della famiglia Trenta, scolpiti da Jacopo della Quercia, uno dei grandi nomi della statuaria italiana nel momento in cui il gotico volge verso un linguaggio nuovo; e, in una cappella laterale, gli affreschi di Amico Aspertini, pittore bolognese dalla fantasia inquieta. Due strati convivono dunque sotto la stessa copertura: bisogna imparare a distinguerli per leggere la chiesa.
San Frediano, chiesa romanica di Lucca
La chiesa porta il nome di san Frediano (Frediano di Lucca), vescovo di origine irlandese che la tradizione colloca nel VI secolo. Il santuario attuale risalirebbe per l'essenziale al XII secolo, ricostruito su fondamenta più antiche. La sua pianta basilicale a tre navate, le colonne di reimpiego antico, l'abside profonda appartengono a un'architettura sobria, tipica dell'arte romanica lucchese, cugina e rivale di quella pisana.
La facciata è celebre per il grande mosaico che raffigura l'Ascensione di Cristo, circondato da angeli, mentre gli apostoli si affollano nel registro inferiore. Lo si daterebbe al XIII secolo. Sul piano tecnico e stilistico, questo mosaico a fondo oro appartiene alla tradizione medievale, ancora impregnata di modelli bizantini: non ha nulla di un'opera rinascimentale, ed è un fraintendimento frequente ricondurvelo. Il mosaico e l'edificio fissano lo scenario romanico; il Rinascimento si gioca altrove, all'interno, nelle cappelle.
La pala Trenta di Jacopo della Quercia
In una cappella della navata sinistra si trova uno degli insiemi più preziosi della chiesa: il complesso funerario e devozionale commissionato dalla famiglia Trenta, ricca stirpe mercantile di Lucca. Lo si attribuisce a Jacopo della Quercia, scultore senese attivo nel primo terzo del XV secolo, e si collocano generalmente i lavori tra il 1416 e il 1422 circa.
L'insieme comprende una pala di marmo — una Madonna col Bambino circondata da santi, sotto baldacchini gotici — e, incassate nel pavimento, lastre tombali incise con le effigi dei Trenta. L'opera è affascinante proprio perché è di transizione. La cornice, i gattoni traforati, le nicchie ad arco acuto parlano ancora la lingua del gotico internazionale; ma le figure, invece, annunciano qualcos'altro. La Madonna ha una presenza piena, un peso di carne, un'ampiezza di panneggio che rompono con la grazia lineare del secolo precedente. Della Quercia vi cerca il volume, la monumentalità, una gravità del tutto nuova.
Questo scultore è tra i fondatori della scultura del Rinascimento, accanto a Ghiberti e a Donatello — avrebbe del resto concorso, da giovane, al celebre concorso per le porte del battistero di Firenze. Il suo capolavoro più citato resta più tardo (il portale di San Petronio a Bologna, e a Lucca stessa il sepolcro di Ilaria del Carretto, nella vicina cattedrale). La pala Trenta di San Frediano permette di cogliere quel momento cruciale in cui la forma medievale avvolge ancora un pensiero già rinascimentale.
Gli affreschi di Aspertini (Cappella di Sant'Agostino)
Un temperamento del tutto diverso si esprime nella Cappella di Sant'Agostino, decorata con un ciclo di affreschi che si attribuisce ad Amico Aspertini e che si data intorno al 1508-1509. Pittore bolognese formatosi nel solco di Francesco Francia e dei ferraresi, Aspertini è una figura singolare del Rinascimento, rinomato per la sua inventiva stravagante, il suo gusto dell'antico e una fattura nervosa, quasi febbrile.
Il ciclo racconta episodi legati a Lucca e alle sue reliquie, primo fra tutti il Volto Santo, quel grande crocifisso ligneo venerato nella vicina cattedrale e la cui leggenda narra l'arrivo miracoloso per mare. Vi si scorgerebbe in particolare il racconto del trasporto della reliquia e della sua collocazione. Aspertini vi dispiega un repertorio denso di architetture, rovine antiche, personaggi in movimento, con quella libertà d'immaginazione che spiazza e affascina. La tavolozza, lo spazio tormentato, l'accumulo di dettagli archeologici segnalano un artista che digerisce la cultura antica coltivando al tempo stesso la propria stranezza. Lo stato di conservazione di questi affreschi, come spesso accade, richiederebbe una verifica.
Lo strato romanico da distinguere
Visitare San Frediano presuppone di tenere insieme due regimi del tempo. Lo scafo romanico, il mosaico d'oro della facciata, l'atmosfera medievale del luogo formano uno strato; gli inserimenti del Quattrocento e del Cinquecento — della Quercia, Aspertini — ne formano un altro. Si incontrano ancora altre opere: un fonte battesimale monumentale, ornato di rilievi, la cui storia è complessa; ed elementi legati al culto di santa Zita, umile serva lucchese divenuta patrona popolare della città, il cui corpo è conservato nella chiesa. Queste devozioni, molto vive a livello locale, travalicano l'ambito cronologico del Rinascimento e appartengono alla lunga vita del santuario.
Per l'atlante, l'essenziale è di non confondere i registri: né il mosaico né l'architettura sono rinascimentali; lo strato rinascimentale di San Frediano è il marmo di della Quercia e l'intonaco dipinto di Aspertini.
Portata
San Frediano illustra a meraviglia una verità delle chiese toscane: sono palinsesti. Sotto un involucro romanico, la città di Lucca — fiorente centro mercantile, a lungo repubblica indipendente — ha fatto lavorare alcuni dei più grandi artisti del loro tempo. La pala Trenta testimonia il passaggio dal gotico al Rinascimento nella scultura; gli affreschi di Aspertini, un secolo più tardi, mostrano un Rinascimento già maturo, dotto e personale. Insieme, fanno di questa basilica un punto d'osservazione privilegiato su due età dell'arte italiana.
Cosa vedere assolutamente
- La pala di marmo dei Trenta attribuita a Jacopo della Quercia, e la novità della sua Madonna col Bambino.
- Le lastre tombali incise dei Trenta, inserite nel pavimento della cappella.
- Gli affreschi della Cappella di Sant'Agostino attribuiti ad Amico Aspertini, attorno al Volto Santo.
- Il grande mosaico di facciata (Ascensione), da ammirare come tappa romanica, non rinascimentale.
- Il fonte battesimale ornato di rilievi, pezzo singolare della storia del luogo.
- Le tracce del culto di santa Zita, patrona popolare di Lucca.
Informazioni pratiche
San Frediano è un luogo di culto in attività, situato sulla piazza omonima, nel centro storico di Lucca. Gli orari di apertura e le eventuali condizioni di accesso alle cappelle possono variare; meglio informarsi sul posto o presso l'ufficio del turismo prima della visita. Occorre rispettare le funzioni, l'abbigliamento e il silenzio propri di una chiesa. Essendo talvolta debole l'illuminazione delle cappelle laterali, la scoperta degli affreschi e della pala richiede un po' di pazienza.
Quiz
Quale scultore ha realizzato la pala e il sepolcro della famiglia Trenta? Jacopo della Quercia
A quale artista si attribuiscono gli affreschi della Cappella di Sant'Agostino? Amico Aspertini
A quale corrente appartiene il mosaico di facciata che raffigura l'Ascensione? All'arte romanica/medievale, e non al Rinascimento

