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Rinascimento italiano

Chiesa di San Domenico

Urbino

Chiesa di San Domenico

Sulla piazza Rinascimento, nel cuore del centro storico di Urbino iscritto al patrimonio mondiale dell'UNESCO dal 1998, la chiesa di San Domenico fronteggia l'ingresso del Palazzo Ducale. Questa vicinanza non è casuale: l'edificio domenicano partecipa alla regia urbana voluta dalla corte dei Montefeltro, dove il sacro e il principesco si rispondono da una parte all'altra della piazza. Se il complesso conserva stratificazioni medievali, è un elemento preciso a trattenere l'attenzione dell'appassionato di Rinascimento: il suo portale.

Un portale di marmo alle soglie del Rinascimento

Il portale di San Domenico sarebbe tra le prime manifestazioni del linguaggio rinascimentale a Urbino. Databile attorno al 1449-1454, dispiega un vocabolario di marmo chiaro — cornice modanata, lesene, trabeazione — che rompe con la tradizione gotica ancora radicata nella regione. L'ideazione sarebbe attribuita a Maso di Bartolomeo, scultore e fonditore fiorentino attivo al servizio dei principi del tempo, il che inscriverebbe l'opera nella scia dell'umanesimo toscano importato nelle Marche.

Questa attribuzione, come spesso avviene per i cantieri di metà Quattrocento, va accolta con prudenza: poggia su accostamenti stilistici e documentari più che su una firma certa. Resta il fatto che il portale testimonia il momento in cui Urbino, sotto l'impulso della propria corte, si apre alle forme nuove venute da Firenze.

La lunetta robbiana, capolavoro di terra invetriata

Il coronamento del portale ne costituisce il tesoro maggiore. Nella lunetta trova posto una composizione in terracotta invetriata — la celebre terracotta invetriata — raffigurante una Madonna col Bambino attorniata da santi. L'opera sarebbe uscita dalla bottega di Luca della Robbia, il maestro fiorentino che diede a questa tecnica le sue lettere di nobiltà. Lo smalto bianco e azzurro, la dolcezza dei modellati, la limpidezza delle figure: tutto vi segnala l'arte robbiana al suo apice, capace di tradurre nell'argilla una serenità pienamente rinascimentale.

La terracotta invetriata offriva un duplice vantaggio, decorativo e pratico: la sua superficie vetrificata resiste meglio alle intemperie dell'affresco o della pietra nuda, il che la destinava in modo particolare a ornare una soglia esposta.

Originale e copia: un'opera messa al riparo

Un aspetto merita di essere segnalato al visitatore. La lunetta che oggi si scopre al di sopra del portale sarebbe una copia. L'originale di Luca della Robbia sarebbe stato rimosso e messo al riparo per preservarlo dall'usura del tempo e dalle aggressioni esterne; sarebbe conservato all'interno o tra le collezioni della Galleria Nazionale delle Marche, allestita nel vicino Palazzo Ducale.

Questa precisazione nulla toglie all'interesse della soglia: la copia in situ restituisce l'effetto d'insieme voluto in origine, mentre l'originale, se ben visibile nelle collezioni nazionali, si apprezza da vicino, ad altezza di sguardo. È prudente verificare sul posto o presso la Galleria l'esatta collocazione dell'opera originale prima della visita, poiché essa potrebbe essere cambiata.

Cosa vedere assolutamente

  • Il portale di marmo (v. 1449-1454), attribuito a Maso di Bartolomeo, una delle prime affermazioni del Rinascimento nel paesaggio urbinate.
  • La lunetta in terracotta invetriata della bottega di Luca della Robbia, con la sua Madonna col Bambino tra i santi e il caratteristico smalto azzurro e bianco.
  • Il dialogo visivo con il Palazzo Ducale, il cui ingresso fronteggia la chiesa dall'altro lato della piazza.
  • La terracotta invetriata come dimostrazione tecnica: capire perché quest'arte fiorentina fu scelta per una soglia esposta alle intemperie.
  • La distinzione tra la copia in situ e l'originale robbiano messo al riparo, da ricercare nelle vicine collezioni.

Informazioni pratiche

La chiesa di San Domenico si trova sulla piazza Rinascimento, nel centro storico di Urbino, di fronte all'ingresso del Palazzo Ducale. La sua posizione centrale la rende facilmente raggiungibile a piedi durante una visita della città vecchia. Gli orari di apertura, le condizioni di accesso e l'esatta collocazione della lunetta originale sarebbero da verificare presso la Galleria Nazionale delle Marche o l'ufficio del turismo di Urbino prima dello spostamento.

Quiz

  1. Di quale materiale è fatta la lunetta che corona il portale di San Domenico ?
  • Di mosaico vitreo
  • Di terracotta invetriata (terracotta invetriata)
  • Di bronzo dorato
  1. A quale bottega fiorentina è attribuita la lunetta ?
  • Alla bottega di Luca della Robbia
  • Alla bottega di Donatello
  • Alla bottega del Ghiberti
  1. Che cosa si scopre oggi al di sopra del portale ?
  • L'originale di Luca della Robbia, rimasto in situ
  • Una copia, essendo stato l'originale messo al riparo
  • Una lunetta lasciata vuota