Nel cuore di Vercelli, nella pianura risicola del Piemonte, la chiesa di San Cristoforo custodisce uno degli insiemi più compiuti di Gaudenzio Ferrari, il grande maestro piemontese del Rinascimento. Vi si ammirano, riuniti in uno stesso luogo di culto gotico assai più antico dei dipinti che racchiude, la vasta pala detta della Madonna degli Aranci — la Vergine degli aranci, retablo dipinto verso il 1529-1530 — e sontuosi cicli ad affresco distesi nel coro e nelle cappelle, dedicati alle Storie della Vergine e alla vita di santa Maria Maddalena (1529-1534 ca.). È Gaudenzio nella sua piena maturità: colore caldo, movimento, tenerezza umana e senso del racconto, in una città che fu uno dei focolai più attivi della pittura rinascimentale nell'Italia settentrionale.
Vercelli, città della pianura, e Gaudenzio maestro del luogo
Vercelli si estende nella bassa pianura del Po, tra Torino e Milano, su una terra che il riso e il tessile hanno arricchito da lungo tempo — la regione è considerata uno dei grandi bacini risicoli d'Europa, e questa prosperità agricola e mercantile ha alimentato le committenze religiose e artistiche. Alla fine del XV e all'inizio del XVI secolo la città diventa un crocevia in cui si incontrano le influenze lombarde, liguri e propriamente piemontesi. È qui che si afferma Gaudenzio Ferrari (1475 ca.-1546), originario della vicinissima Valsesia, formatosi nella scia lombarda e segnato da Leonardo da Vinci non meno che dalle grandi botteghe del suo tempo. Attivo a Varallo, a Milano e a Vercelli, Gaudenzio fa di quest'ultima città uno dei suoi principali terreni d'azione: vi lascia diversi capolavori e vi forma discepoli che ne prolungheranno la maniera. San Cristoforo, in questo senso, condensa in un solo edificio il meglio della sua produzione vercellese.
La Madonna degli Aranci (1529-1530 ca.)
La Madonna degli Aranci è la grande pala che ha dato il soprannome all'opera: attorno alla Vergine con il Bambino circondata da santi si dispiegano aranci carichi di frutti, motivo insieme decorativo e simbolico che immerge la composizione in un'atmosfera di giardino sacro. Datata attorno al 1529-1530, la pala mostra Gaudenzio padrone del colore e dell'orchestrazione di una sacra assemblea: le figure vi respirano una dolce umanità, gli incarnati sono caldi, i panneggi ampi, e l'insieme si anima di una vita che rompe con ogni rigidità. Il dipinto si vede in situ, nella chiesa per la quale fu concepito, il che ne fa una rara testimonianza conservata nella sua cornice d'origine — un privilegio che poche grandi pale di questo periodo hanno mantenuto.
Gli affreschi del coro e delle cappelle
Alla pala rispondono, sulle pareti della chiesa, vasti cicli ad affresco che Gaudenzio condusse in quegli stessi anni, attorno al 1529-1534. Essi svolgono da un lato le Storie della Vergine, dall'altro la vita di santa Maria Maddalena, in lunghe sequenze narrative in cui il pittore dispiega tutta la sua arte del racconto. Vi si ritrova la firma gaudenziana: composizioni vive e affollate, senso del movimento, realismo dei volti e degli atteggiamenti, e quel colore luminoso e generoso che è la sua cifra. Gaudenzio eccelle nel fare di una scena religiosa un teatro di emozioni concrete — gesti, sguardi, folle — senza mai perdere la chiarezza della lettura. La parte rispettiva del maestro e della sua bottega nell'esecuzione di queste vaste superfici potrebbe, come spesso accade per i grandi cantieri ad affresco, richiedere qualche precisazione; l'insieme resta comunque uno dei vertici della sua maturità e uno dei cicli dipinti maggiori del Piemonte rinascimentale.
La scuola di Vercelli: Lanino e la cerchia
Attorno a Gaudenzio si forma a Vercelli una vera e propria scuola di pittura, la cui figura più notevole è Bernardino Lanino (1512 ca.-dopo il 1578), suo allievo e continuatore. Lanino raccoglie la lezione del maestro — la dolcezza dei volti, la ricchezza del colore, il gusto della decorazione — e la prolunga in un'abbondante produzione religiosa diffusa a Vercelli e nel Piemonte. Questa scuola vercellese, nutrita dell'esempio gaudenziano, assicura l'irradiazione di un linguaggio proprio della regione lungo tutto il XVI secolo, e fa di Vercelli, accanto a Varallo, una delle botteghe durature del Rinascimento piemontese. San Cristoforo, dove si può misurare la sorgente stessa di questa tradizione, ne è il punto di partenza naturale.
Portata
La chiesa di San Cristoforo fa di Vercelli uno dei grandi focolai del Rinascimento nell'Italia settentrionale, in un momento cruciale in cui la scuola lombarda e la scuola piemontese dialogano. Essa offre Gaudenzio Ferrari nella sua piena maturità, riunendo in uno stesso luogo una grande pala e cicli ad affresco conservati là dove furono dipinti — situazione eccezionale che consente di cogliere con un solo sguardo l'ampiezza del suo genio. Per chi voglia comprendere la pittura piemontese della prima metà del XVI secolo, e il modo in cui un maestro regionale ha saputo rivaleggiare d'invenzione con i più grandi centri, San Cristoforo è una tappa imprescindibile.
Cosa vedere assolutamente
- La Madonna degli Aranci, grande pala della Vergine degli aranci (1529-1530 ca.), conservata in situ.
- Gli affreschi delle Storie della Vergine, ciclo narrativo di Gaudenzio nella chiesa.
- Gli affreschi della vita di santa Maria Maddalena, altro grande insieme gaudenziano (1529-1534 ca.).
- Il colore gaudenziano: incarnati caldi, luce, movimento e realismo dei volti.
- L'impronta della scuola di Vercelli e di Bernardino Lanino, allievo e continuatore del maestro.
- L'edificio stesso, scrigno più antico che valorizza il contrasto tra la sua architettura e i dipinti rinascimentali.
Informazioni pratiche
La chiesa di San Cristoforo si trova a Vercelli, in Piemonte, nella pianura del Po. È un luogo di culto in attività: gli orari di apertura sono generalmente legati a quelli delle funzioni e possono variare — conviene verificarli presso le fonti ufficiali (parrocchia, ufficio del turismo di Vercelli) prima di ogni visita. Nessun prezzo né orario preciso è indicato qui per evitare qualsiasi informazione errata. La città è facilmente raggiungibile da Torino e Milano tramite la linea ferroviaria che collega le due metropoli.
Quiz
1. Quale pittore realizzò la Madonna degli Aranci e gli affreschi di San Cristoforo a Vercelli?
- Bernardino Luini
- Gaudenzio Ferrari
- il Correggio
2. In quale città del Piemonte si trova la chiesa di San Cristoforo e il suo insieme gaudenziano?
- Vercelli
- Novara
- Alessandria
3. Chi fu il principale allievo di Gaudenzio Ferrari a Vercelli, continuatore della sua scuola?
- Gaudenzio Ferrari il Giovane
- il Sodoma
- Bernardino Lanino

