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Santi Apostoli

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Santi Apostoli

Una fondazione antica al crocevia della Strada Nova

La chiesa dei Santi Apostoli occupa uno dei punti più frequentati di Venezia: il campo omonimo, dove la lunga Strada Nova, aperta nell'Ottocento per collegare la stazione a Rialto, sbocca in un crocevia di calli e di ponti. Il passante vi incrocia di continuo la sagoma del campanile, uno dei più alti di Cannaregio, coronato dalla sua cuspide: ma questo campanile, come la facciata e l'ampia navata che si scopre entrando, appartengono per la maggior parte alle campagne di ricostruzione e di riallestimento del Seicento e del Settecento. La tradizione fa risalire la fondazione a un'epoca assai antica — il titolo degli «Apostoli» è tra i più arcaici della laguna —, ma l'edificio è stato tante volte rifatto da non conservare quasi nulla di visibile del suo stato medievale. Il visitatore frettoloso che spinge la porta è dunque colto anzitutto da un interno luminoso, largamente barocco: soffitto dipinto, altari a colonne, decorazione settecentesca. Non è qui che va cercato il Rinascimento.

Il tesoro si nasconde sul fianco destro della chiesa, in una cappella discreta ma di qualità eccezionale: la cappella Corner, o cappella Cornaro, dal nome di una delle più potenti famiglie patrizie di Venezia. È a questo piccolo spazio, e a esso soltanto, che i Santi Apostoli devono il loro posto in una storia dell'architettura e della scultura del Rinascimento veneziano. La cappella è tradizionalmente attribuita a Mauro Codussi (1440 ca.-1504), uno degli architetti che, negli ultimi decenni del Quattrocento, fecero passare Venezia dal gotico fiorito a un linguaggio pienamente rinascimentale nutrito dell'esempio toscano e dell'Antico. Originario del territorio bergamasco, Codussi aveva già dato alla città opere di rilievo — la chiesa di San Michele in Isola, la facciata della Scuola Grande di San Marco, più tardi San Zaccaria e Santa Maria Formosa. La cappella Corner passa per una delle sue creazioni più raffinate, anche se l'attribuzione, da enunciare al condizionale, poggia più sull'analisi stilistica che su una documentazione d'archivio pienamente accertata.

La cappella Corner, gioiello di Codussi

Ciò che colpisce subito nella cappella Corner è la padronanza delle proporzioni e della luce. La cappella, di pianta pressoché quadrata, sarebbe coperta da una cupola su pennacchi — un motivo che Codussi prediligeva e che maneggiava con una sapienza geometrica ereditata tanto da Brunelleschi quanto dalla propria riflessione sullo spazio centrale. Le superfici murarie, ritmate da lesene e da una trabeazione sobria, giocano sulla chiarezza della pietra d'Istria e su una decorazione misurata, dove l'ornamento non sommerge mai la struttura. Vi si ritrova quel senso dell'equilibrio sereno, quell'eleganza un po' astratta che caratterizzano l'architettura di Codussi, a metà strada tra il rigore fiorentino e la sensualità veneziana del materiale. La cappella offre così, in scala ridotta, un compendio di quanto il Rinascimento veneziano ha prodotto di più delicato negli anni Novanta del Quattrocento.

A questa architettura risponde un insieme scolpito di grande finezza, appartenente a ciò che si designa come la maniera «lombardesca», dal nome della famiglia dei Lombardo — Pietro e i figli Tullio e Antonio — che dominò la scultura veneziana della fine del Quattrocento. La cappella accoglie sepolcri di membri della famiglia Corner, concepiti come monumenti funebri all'antica, dove l'effigie del defunto, l'iscrizione e la cornice architettonica si combinano secondo uno schema che i Lombardo avevano portato a un alto grado di perfezione in opere come i sepolcri dei Frari o dei Santi Giovanni e Paolo. Il pezzo più prezioso sarebbe un rilievo attribuito a Tullio Lombardo (1455 ca.-1532), il più classicista dei figli di Pietro, artista nutrito di scultura antica e capace di un modellato di dolcezza tutta malinconica. Gli si attribuisce volentieri, in questa cappella, un rilievo funebre o devozionale in cui si riconoscerebbero la sua scienza del bassorilievo, i suoi profili puri alla maniera dei sarcofagi romani e quella gravità contenuta che è la cifra delle sue figure. L'attribuzione, anche qui, va formulata con prudenza, ma si accorda bene con l'ambiente e la data della cappella.

Il legame con la famiglia Corner conferisce all'insieme la sua profondità storica. I Corner (o Cornaro) erano tra i clan più facoltosi e influenti della Repubblica, ed è in questa parentela che si iscrive la figura più celebre: Caterina Cornaro (1454-1510), regina di Cipro. Andata sposa al re Giacomo II di Lusignano, vedova e poi sovrana del regno insulare, fu indotta a cedere Cipro a Venezia nel 1489 e a rientrare in patria, dove la Repubblica le offrì la signoria di Asolo in compenso di un trono perduto. Il suo destino — quello di una patrizia veneziana divenuta regina e poi restituita alla sua città — abita l'immaginario della Serenissima, e la cappella di famiglia dei Santi Apostoli si iscrive nell'irradiazione di questo casato. Poter collegare, non fosse che per il sangue e il patronato, questo piccolo spazio di Codussi alla regina di Cipro aggiunge al luogo una risonanza romanzesca che va ben oltre le sue dimensioni modeste.

Mettere da parte il barocco e Tiepolo per vedere meglio il Rinascimento

Occorre, per gustare pienamente la cappella Corner, saper distinguere in una chiesa dove le epoche si sovrappongono. Perché i Santi Apostoli sono anche, e anzi anzitutto agli occhi di molti visitatori, un edificio barocco e un luogo dove si viene a cercare Giambattista Tiepolo. Vi si ammira infatti una celebre Comunione di santa Lucia, opera del maestro veneziano del Settecento, pezzo magistrale della pittura del secolo ma che appartiene pienamente all'universo barocco: luce teatrale, composizione in diagonale, sensibilità drammatica. Per quanto splendida, essa è cronologicamente e stilisticamente fuori dal perimetro rinascimentale, così come la decorazione degli altari, il soffitto dipinto e l'architettura interna rimaneggiata tra Seicento e Settecento. Il campanile stesso, riferimento tanto familiare del sestiere, appartiene a queste campagne tardive e non va confuso con l'apporto del Quattrocento.

Questa selezione non ha nulla di un impoverimento: affina lo sguardo. Imparando ad attraversare la navata barocca per concentrarsi sulla cappella Corner, il visitatore misura meglio ciò che distingue due momenti dell'arte veneziana. Da un lato, l'esuberanza sensibile e luminosa del Settecento, rivolta all'emozione del fedele; dall'altro, la ritenutezza intellettuale del Rinascimento di Codussi e dei Lombardo, dove la bellezza nasce dalla proporzione, dalla purezza del marmo e dalla memoria dell'Antico. La cappella Corner offre così, in uno spazio minuscolo, una lezione di storia dell'arte: ricorda che le grandi chiese veneziane sono palinsesti, dove ogni secolo ha scritto sopra il precedente, e che a volte serve un po' di attenzione per ritrovare, sotto il fasto tardivo, la voce più discreta ma sovrana del Quattrocento. È questa voce — quella di un architetto giunto dalla terraferma bergamasca e di una dinastia di scultori innamorati di Roma — che si viene ad ascoltare ai Santi Apostoli, e che giustifica ampiamente la deviazione verso questo animato crocevia di Cannaregio.

Cosa vedere assolutamente

  • La cappella Corner (cappella Cornaro), sul fianco destro: l'unico vero gioiello rinascimentale della chiesa, attribuito a Mauro Codussi (anni Novanta del Quattrocento).
  • La cupola e le proporzioni della cappella, esempio raffinato dell'arte centrale e luminosa di Codussi, in pietra d'Istria.
  • I sepolcri Corner di fattura lombardesca e, soprattutto, il rilievo attribuito a Tullio Lombardo, dal modellato delicato e classicista.
  • Il ricordo della famiglia Corner (Cornaro) e di Caterina Cornaro, regina di Cipro, il cui casato patrocina la cappella.
  • Per contrasto, la Comunione di santa Lucia di Giambattista Tiepolo: magnifica, ma da identificare chiaramente come barocca (Settecento), fuori dal perimetro rinascimentale.

Informazioni pratiche

Chiesa situata nel sestiere di Cannaregio, sul campo dei Santi Apostoli, al crocevia della Strada Nova, a metà strada tra la stazione di Santa Lucia e il ponte di Rialto — uno dei passaggi più frequentati di Venezia, facilmente raggiungibile a piedi o con i vaporetti che servono il Canal Grande (fermata Ca' d'Oro nelle vicinanze). L'ingresso avviene dalla facciata sul campo. Gli orari di apertura, le condizioni di visita ed eventuali tariffe non sono qui precisati: conviene verificarli presso la parrocchia o le fonti ufficiali prima di recarsi sul posto, poiché l'accesso può essere limitato durante le funzioni.

Quiz

  1. A quale architetto si attribuisce tradizionalmente la cappella Corner dei Santi Apostoli?
  • Jacopo Sansovino
  • Mauro Codussi
  • Baldassare Longhena
  1. Il rilievo più prezioso della cappella è attribuito a:
  • Tullio Lombardo
  • Donatello
  • Andrea del Verrocchio
  1. La celebre Comunione di santa Lucia dipinta per la chiesa è opera di Giambattista Tiepolo. A quale corrente appartiene?
  • Al Rinascimento del Quattrocento
  • Al barocco del Settecento
  • All'arte gotica