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Rinascimento italiano

Santa Maria del Popolo

Rome

Santa Maria del Popolo

Addossata alla porta settentrionale di Roma, quella Piazza del Popolo che accoglieva un tempo chi arrivava dal nord, Santa Maria del Popolo è tra le chiese più fittamente abitate da capolavori di tutta la città. Varcarne la soglia significa attraversare in pochi passi mezzo secolo decisivo dell'arte italiana: il primo classicismo del tardo Quattrocento, l'apogeo del Rinascimento maturo sotto Giulio II e Leone X e, come contrappunto, l'irruzione barocca di Caravaggio e del Bernini. Officiata a lungo dagli Agostiniani, la basilica deve la propria fisionomia attuale a una successione di campagne decorative, volute da pontefici e da mecenati privati, che ne fanno una vera antologia del Rinascimento romano.

La chiesa di Sisto IV e il coro di Bramante

Un santuario sorgeva già su questo sito fin dal Medioevo, ma l'edificio che vediamo oggi è frutto di una ricostruzione condotta, a quanto pare, sotto il pontificato di Sisto IV della Rovere, intorno al 1472-1477 (date da prendere con cautela). Ne è nato un impianto a tre navate in uno stile che spesso si definisce «primo Rinascimento romano»: sobrio e luminoso, ancora vicino ai modelli toscani e umbri che circolavano a Roma in quegli anni. La facciata, in pietra chiara, conserva questa misura quattrocentesca, prima degli arricchimenti successivi.

Il grande gesto architettonico successivo si deve, secondo la tradizione, a Bramante. Per Giulio II — altro della Rovere e nipote di Sisto IV — l'architetto avrebbe prolungato e voltato il coro, ricavando un'abside profonda proprio agli inizi del Cinquecento. A Bramante si attribuisce in genere questa abside a conchiglia, la cui ampia spazialità e la cui volta preannunciano il lavoro che egli conduceva in quegli stessi anni in Vaticano. Il coro divenne ben presto un pantheon della famiglia pontificia e una cornice monumentale per i sepolcri e le vetrate di cui si dirà più avanti.

La Cappella Chigi, ideata da Raffaello

Il gioiello della basilica è senza dubbio la cappella funeraria del banchiere senese Agostino Chigi, uno degli uomini più ricchi del suo tempo e grande mecenate di Raffaello. Verso il 1513 Chigi avrebbe affidato all'artista l'ideazione complessiva di questa cappella, dedicata a Santa Maria di Loreto: architettura, decorazione e programma iconografico sarebbero stati concepiti come un tutt'uno, caso raro in cui Raffaello agisce da autentico architetto-decoratore.

La pianta è centrale, coperta da una cupola su pennacchi. Per questa cupola Raffaello avrebbe fornito i cartoni di un mosaico raffigurante Dio Padre creatore, attorniato dalle personificazioni del Sole e dei pianeti guidati dagli angeli: un dotto programma cosmologico, in sintonia con gli interessi umanistici del committente. La scelta del mosaico, tecnica sontuosa e costosa, sottolinea l'ambizione quasi imperiale dell'insieme.

La cappella riuniva anche una statuaria di primo piano. Vi si trovano statue di profeti attribuite a Lorenzetto (con l'intervento, secondo le fonti, anche di Raffaello da Montelupo) e i sepolcri piramidali dei Chigi. La cappella, tuttavia, rimase a lungo incompiuta dopo la morte di Agostino (1520) e di Raffaello, avvenuta nello stesso anno. Occorre segnalare con chiarezza questo strato barocco: oltre un secolo più tardi, nel Seicento, Gian Lorenzo Bernini riprese e portò a termine la decorazione per un discendente, papa Alessandro VII Chigi. A lui si devono in particolare le statue di Daniele e Abacuc e una rielaborazione dell'insieme che sovrappone al disegno raffaellesco una sensibilità pienamente barocca. La Cappella Chigi è così un palinsesto: ideazione di pieno Rinascimento firmata da Raffaello, compimento barocco affidato al Bernini.

Pinturicchio, i sepolcri di Sansovino, le vetrate

La componente umbra della basilica è affidata al Pinturicchio e alla sua bottega, assai attivi a Roma negli anni 1480-1510. A lui si attribuisce la decorazione della cappella Della Rovere (cappella Basso della Rovere o adiacenti), con affreschi di una grazia narrativa inconfondibile — Adorazione del Bambino, storie di santi — su fondali di paesaggi delicati. Sempre a lui si riconduce la decorazione della volta del coro, dove si dispiegano, entro scomparti, l'Incoronazione della Vergine, gli Evangelisti, le Sibille e i Padri della Chiesa, con quelle grottesche e quelle dorature che sono la cifra della sua maniera.

Il coro di Bramante custodisce inoltre due sepolcri di cardinali eseguiti da Andrea Sansovino agli inizi del Cinquecento, tra i più belli monumenti funerari del Rinascimento romano: quelli del cardinale Ascanio Sforza e del cardinale Girolamo Basso della Rovere (attribuzioni e identità da verificare). Qui Sansovino rinnova il tipo del sepolcro a parete: il defunto non è più disteso come un giacente, ma appare semisdraiato, quasi assopito, entro un'architettura ad arco di trionfo scandita da lesene, di un equilibrio del tutto classico. I due monumenti si fronteggiano ai lati del coro, in un sapiente dialogo.

Infine, le finestre del coro avrebbero ricevuto le vetrate del maestro francese Guillaume de Marcillat, uno dei rari grandi vetrai attivi in Italia in quell'epoca: opere tanto più preziose in quanto l'arte della vetrata era da noi poco diffusa.

Nota: Caravaggio appartiene al barocco

Vanno etichettate chiaramente come barocche, e non rinascimentali, le due celebri tele della cappella Cerasi, a sinistra dell'altare maggiore: la Conversione di san Paoloe laCrocifissione di san Pietro, dipinte da Caravaggio intorno al 1600-1601. Questi capolavori del tenebrismo, con il loro chiaroscuro radicale e il loro realismo drammatico, appartengono a un'altra epoca e a un'altra estetica rispetto alle opere rinascimentali descritte sopra; l'Assunzione dell'altare della stessa cappella è invece di Annibale Carracci. Le segnaliamo qui perché fanno la celebrità della basilica, ma esulano dai limiti cronologici di questa scheda.

Cosa vedere assolutamente

  • La Cappella Chigi: cupola a mosaico su cartoni attribuiti a Raffaello, pianta centrale e statue completate dal Bernini (strato barocco dichiarato).
  • Il coro voltato attribuito a Bramante: l'abside monumentale voluta da Giulio II, cornice dei sepolcri e delle vetrate.
  • I due sepolcri cardinalizi di Andrea Sansovino: il tipo rinnovato del defunto semisdraiato, sotto archi di trionfo classici.
  • Gli affreschi del Pinturicchio: cappella Della Rovere e volta del coro, grazia umbra, grottesche e dorature.
  • Le vetrate attribuite a Guillaume de Marcillat: una rarità tecnica nella Roma del Rinascimento.

Informazioni pratiche

  • Statuto: basilica parrocchiale e conventuale, storicamente officiata dagli Agostiniani.
  • Indirizzo: Piazza del Popolo, all'angolo nord della piazza, addossata all'antica Porta del Popolo (Roma, Lazio).
  • Ingresso: chiesa a ingresso libero (sul posto possono essere proposti un'offerta o l'illuminazione a pagamento delle cappelle).
  • Contesto: compresa nel perimetro del bene UNESCO «Centro storico di Roma» (1980).
  • Da tenere presente: luogo di culto attivo; è richiesto un abbigliamento decoroso e le visite sono sospese durante le funzioni. (Orari qui non indicati, da verificare prima della visita.)

Quiz

  1. A chi si attribuisce l'ideazione complessiva della cappella del banchiere Agostino Chigi?
  • a) Al Bernini
  • b) A Raffaello
  • c) Al Pinturicchio
  1. Il coro voltato della basilica è generalmente attribuito a:
  • a) Bramante
  • b) Michelangelo
  • c) Andrea Sansovino
  1. Le due celebri tele della cappella Cerasi (Conversione di san Paolo, Crocifissione di san Pietro) sono opera di Caravaggio e appartengono:
  • a) Al primo Rinascimento
  • b) Al barocco
  • c) Al gotico