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Rinascimento italiano

Santa Maria della Consolazione

Rome

Santa Maria della Consolazione

Una chiesa nata da un'immagine e da un ospedale

Addossata al fianco del Campidoglio, là dove la rupe Tarpea precipita verso il Foro romano, Santa Maria della Consolazione occupa una piccola piazza posta leggermente più in basso rispetto alla città moderna, defilata rispetto ai grandi assi turistici eppure a pochi passi dalle rovine antiche. Lo stesso nome della chiesa ne rivela l'origine devozionale: la Consolazione, invocata accanto ai condannati che un tempo venivano condotti al supplizio su queste pendici, e venerata attraverso un'immagine mariana oggetto di un'antica pietà popolare. È attorno a questo culto, e alla carità che lo accompagnava, che si è sviluppato il complesso che si scopre oggi.

La storia del luogo è infatti inscindibile da quella di un ospedale, l'ospedale della Consolazione, che vi era annesso e che a lungo figurò tra le istituzioni ospedaliere di rilievo di Roma. Chiesa e ospedale formavano un medesimo organismo di devozione e di cura, secondo un modello frequente nella città: la confraternita che amministrava l'istituto manteneva il santuario, vi faceva celebrare gli uffici e vi accoglieva i malati e i moribondi sotto la protezione della Vergine consolatrice. Questa vocazione caritativa spiega la relativa modestia del sito, l'importanza delle cappelle patrocinate da famiglie o da corporazioni, e la longevità di un'istituzione che attraversò i secoli prima delle profonde trasformazioni urbane dell'età contemporanea.

L'edificio che si vede è frutto di una ricostruzione condotta negli ultimi decenni del Cinquecento, in un momento in cui Roma, spinta dallo slancio della Riforma cattolica, rinnovava le sue chiese nel linguaggio del manierismo tardo e poi del primo barocco. Occorre guardarsi da datazioni troppo sicure: la campagna di ricostruzione si distese su un lungo periodo, e la facciata stessa, avviata secondo la tradizione su disegno di Martino Longhi il Vecchio negli anni Ottanta del Cinquecento, fu compiuta soltanto molto più tardi, il che spiega l'aspetto composito dell'insieme. Longhi il Vecchio, capostipite di una dinastia di architetti romani che annoverò anche il figlio Onorio e il nipote Martino il Giovane, appartiene a quella generazione di costruttori che, tra Gregorio XIII e Sisto V, dotarono la città del suo volto post-tridentino. La sua facciata, ordinata e sobria, illustra il passaggio da un manierismo ancora misurato verso le composizioni più dinamiche del secolo successivo; il dettaglio della sua partecipazione precisa, e la parte spettante alle mani che la completarono, restano da chiarire.

Il decoro manierista e l'ombra degli Zuccari

All'interno, la chiesa dispiega un decoro in cui l'estetica manierista occupa un posto di rilievo, attraverso una serie di cappelle laterali patrocinate da famiglie romane e ornate di pale d'altare. È il linguaggio pittorico della seconda metà del Cinquecento a dominare: figure allungate, composizioni sapienti, cromie talvolta fredde, senso della messa in scena ereditato da Michelangelo e da Raffaello riletti dalla generazione successiva. Queste pale, pur non essendo tutte di attribuzione certa, formano un insieme coerente che fa della Consolazione una tappa interessante per chi voglia comprendere la pittura religiosa romana di questo periodo di svolta, tra l'affermazione dei princìpi tridentini e l'invenzione barocca.

Il nome più prestigioso legato al decoro è quello di Taddeo Zuccari, uno dei grandi maestri del manierismo romano, morto giovane ma la cui bottega — proseguita dal fratello Federico — segnò a lungo la città. La tradizione gli riferisce un ciclo di affreschi in una cappella della chiesa, generalmente identificata con la cappella Mattei, dal nome di una delle famiglie romane più in vista, assai presente in questo quartiere prossimo al Campidoglio. Vi si riconoscono le qualità proprie dell'artista: eleganza del disegno, senso narrativo, scienza della composizione monumentale. Conviene tuttavia mantenere prudenza sulla collocazione precisa e sull'estensione del suo intervento, poiché la parte spettante alla bottega e ai collaboratori rimane, come spesso accade con gli Zuccari, difficile da distinguere; questi punti meritano di essere verificati prima di ogni affermazione categorica.

Lo spazio interno, di pianta relativamente semplice, trae parte del suo interesse da questo contrasto tra un'architettura contenuta e un decoro dipinto che condensa più generazioni di mecenatismo. Ogni cappella racconta la storia di una famiglia, di una confraternita o di una devozione particolare, e l'insieme compone una sorta di antologia della pietà romana della Controriforma. L'immagine mariana all'origine del santuario vi conserva il suo ruolo centrale, fulcro del culto attorno al quale si ordinano le altre devozioni.

La posizione stessa dell'edificio ne accresce l'interesse. Poche chiese romane intrattengono un rapporto così diretto con il suolo antico: la rupe Tarpea, il versante capitolino, la vicinanza immediata del Foro inscrivono la Consolazione in una topografia carica di memoria, dove il sacro cristiano si sovrappone ai luoghi della storia repubblicana e imperiale. Questa collocazione, a lungo legata alle funzioni ospedaliere e caritative del sito, ne fa un testimone discreto ma prezioso di una Roma in cui la devozione, la cura dei corpi e la memoria dell'Antichità convivevano entro un medesimo perimetro.

Per il visitatore di oggi, la chiesa offre l'occasione di una sosta lontano dalla folla, in un'ansa della città dove si misura la continuità tra l'Antichità, la carità medievale e l'arte del tardo Rinascimento. È meno un monumento spettacolare che un luogo di sedimentazione, dove più strati della storia romana si lasciano leggere per chi si prende il tempo di guardare.

Cosa vedere assolutamente

  • La facciata attribuita a Martino Longhi il Vecchio, testimone del passaggio dal manierismo al primo barocco romano.
  • Gli affreschi che la tradizione riferisce a Taddeo Zuccari, nella cappella generalmente identificata con la cappella Mattei (collocazione da confermare).
  • La serie di pale d'altare e di cappelle manieriste patrocinate da famiglie romane.
  • L'immagine mariana della Consolazione, fulcro storico del culto e ragion d'essere del santuario.
  • La collocazione eccezionale ai piedi del Campidoglio, contro la rupe Tarpea e di fronte al Foro romano.

Informazioni pratiche

La chiesa si trova a Roma, ai piedi del Campidoglio, su una piccola piazza in basso presso il Foro romano e la rupe Tarpea, a breve distanza da Piazza Venezia e dagli accessi al Campidoglio. Il quartiere si percorre agevolmente a piedi dal centro storico. Per gli orari di apertura, le condizioni di visita e l'eventuale accesso alle cappelle, si raccomanda di informarsi sul posto o presso le fonti ufficiali, non essendo tali informazioni qui riprodotte in mancanza di dati sicuri.

Quiz

  1. A quale corrente artistica si riconduce principalmente Santa Maria della Consolazione ?
  • Al manierismo
  • Al gotico fiammeggiante
  • Al neoclassicismo
  1. Quale architetto è associato alla facciata della chiesa ?
  • Martino Longhi il Vecchio
  • Gian Lorenzo Bernini
  • Donato Bramante
  1. Quale struttura caritativa era annessa alla chiesa ?
  • Un ospedale, l'ospedale della Consolazione
  • Un'università pontificia
  • Una caserma della guardia