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Rinascimento italiano

Santa Maria in Aracoeli

Rome

Santa Maria in Aracoeli

In cima al Campidoglio, uno dei colli più densi di storia di Roma, la basilica di Santa Maria in Aracoeli veglia sulla città fin dal Medioevo. Il suo nome — «Santa Maria dell'Altare del Cielo» — rimanda a un'antica leggenda: proprio qui la Sibilla Tiburtina avrebbe annunciato all'imperatore Augusto la venuta di Cristo. Chiesa francescana affidata ai Frati Minori già dal XIII secolo, l'Aracoeli unisce un severo esterno di mattoni a un interno di sorprendente ricchezza, dove il Rinascimento ha lasciato alcuni dei suoi più bei ornamenti romani.

La chiesa del Campidoglio e la sua scalinata

Alla basilica si accede per tradizione tramite un'imponente scalinata di marmo, la celebre gradinata dell'Aracoeli, la cui costruzione viene generalmente ricondotta alla metà del XIV secolo e talvolta presentata come voto legato alla peste del 1348. I suoi circa centoventiquattro gradini, ripidi e senza tregua, hanno fatto della salita un rinomato esercizio di devozione. Dalla sommità lo sguardo abbraccia i tetti di Roma; più in basso si apre la piazza del Campidoglio, riordinata più tardi da Michelangelo, alla quale la chiesa è collegata da un accesso laterale più agevole.

L'interno, a tre navate divise da una selva di colonne antiche di reimpiego — tutte diverse, strappate a edifici romani —, produce un'impressione di solenne profondità. Quelle colonne ricordano che il luogo fu dapprima un sito pagano, prima di diventare uno dei grandi santuari mariani della città e la sede di cerimonie civiche: qui si riuniva il Senato romano medievale, e l'Aracoeli svolgeva il ruolo di chiesa quasi ufficiale del Comune.

La Cappella Bufalini del Pinturicchio

Il gioiello rinascimentale della basilica si incontra subito all'ingresso, nella navata destra: la Cappella Bufalini, commissionata da una famiglia umbra e affrescata dal Pinturicchio, con ogni probabilità verso il 1486. Il pittore perugino, formatosi nell'orbita del Perugino e celebre per i colori limpidi, gli ori e il gusto del dettaglio narrativo, vi svolge le Storie di san Bernardino da Siena, grande predicatore francescano canonizzato nel 1450.

Sulla parete principale una composizione monumentale mostra la Gloria di san Bernardino, circondato dai santi, in un paesaggio luminoso aperto su architetture e lontananze azzurrate tipiche dell'artista. Le pareti laterali narrano episodi della vita e delle esequie del santo, mentre la volta accoglie gli Evangelisti. Vi si ammira ciò che costituisce la cifra del Pinturicchio: la grazia delle figure, la raffinatezza dei costumi, la prospettiva ariosa e una tavolozza di freschezza quasi primaverile. Questo insieme è spesso considerato uno dei cicli di affreschi più compiuti del Quattrocento a Roma, e figura tra le prime grandi imprese romane del maestro, pochi anni prima del suo lavoro negli Appartamenti Borgia in Vaticano.

Il soffitto di Lepanto e i sepolcri

Alzando lo sguardo, l'attenzione si posa sul sontuoso soffitto a cassettoni dorati che copre la navata centrale. Realizzato nei decenni successivi al 1571, commemorerebbe la vittoria cristiana di Lepanto sulla flotta ottomana, alla quale Roma associò azioni di ringraziamento; i suoi ori, i suoi emblemi e i suoi motivi navali ne fanno uno dei soffitti più fastosi della città.

L'Aracoeli è anche una vera e propria galleria funeraria. Il pavimento e le pareti sono lastricati e scanditi da lapidi e sepolcri che vanno dal Medioevo all'età barocca. Tra questi, una celebre lastra tombale incisa è tradizionalmente ricondotta a Donatello — l'attribuzione, prudente, resta discussa dagli studiosi; vi si trovano ancora monumenti dovuti alla bottega di Andrea Bregno e a umanisti della Curia. Infine la basilica conserva il Santo Bambino, statuetta del Gesù Bambino a lungo oggetto di un'intensa devozione popolare, cui si attribuivano virtù miracolose; scomparso l'antico originale (furto della fine del XX secolo), oggi si venera una copia, specialmente durante le feste natalizie.

Cosa vedere assolutamente

  • La Cappella Bufalini e il suo ciclo di affreschi del Pinturicchio dedicato a san Bernardino da Siena (v. 1486).
  • Il grande soffitto a cassettoni dorati che commemora la vittoria di Lepanto (dopo il 1571).
  • La selva di colonne antiche di reimpiego, tutte diverse, nelle tre navate.
  • Le lapidi e i sepolcri, tra cui un pezzo talvolta attribuito a Donatello e opere della bottega del Bregno.
  • Il Santo Bambino e, dal sagrato, il panorama su Roma in cima alla grande scalinata.

Informazioni pratiche

  • Tipo: basilica francescana, chiesa officiante, in cima al Campidoglio.
  • Ingresso: libero (si richiede un abbigliamento decoroso, come nei luoghi di culto romani).
  • Accesso: dalla grande scalinata dell'Aracoeli, oppure da un passaggio più agevole dalla piazza del Campidoglio.
  • Fotografie: senza flash; alcuni spazi possono essere soggetti a restrizioni.
  • Nei dintorni: il Campidoglio, i Musei Capitolini, il Foro Romano e il Vittoriano.

Quiz

  1. Quale pittore ha decorato la Cappella Bufalini?
  • Il Perugino
  • Il Pinturicchio
  • Raffaello
  1. Quale evento commemora il soffitto dorato?
  • Il sacco di Roma
  • La vittoria di Lepanto (1571)
  • Il Giubileo del 1500
  1. Dove sorge la basilica?
  • Sull'Aventino
  • In cima al Campidoglio
  • Sul Palatino