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Rinascimento italiano

Sant'Agostino in Campo Marzio

Rome

Sant'Agostino in Campo Marzio

A poche decine di metri da piazza Navona, nel cuore del rione Campo Marzio che a cavallo del Cinquecento fu uno dei centri più vivi della Roma umanistica, sorge la basilica di Sant'Agostino. Dedicata a sant'Agostino d'Ippona, apparteneva all'ordine agostiniano e divenne, in pieno Rinascimento, un luogo frequentato da letterati, cardinali e dall'alta società pontificia. Dietro un aspetto tutto sommato sobrio si nasconde una delle concentrazioni di capolavori più fitte di Roma, distribuite dalla fine del Quattrocento fino al grande Barocco. È proprio questa stratificazione a renderla una tappa affascinante: quasi con un solo sguardo vi si legge il passaggio dal primo Rinascimento romano al classicismo raffaellesco e, più tardi, al realismo del Caravaggio.

Una delle prime facciate rinascimentali di Roma

La chiesa attuale fu ricostruita fra il 1479 e il 1483 circa, sotto il pontificato di Sisto IV, in una stagione di intenso rinnovamento architettonico della città. Il progetto viene generalmente attribuito a Giacomo di Pietrasanta, architetto e scalpellino attivo a Roma in quegli anni. La sua facciata è spesso citata tra le primissime facciate pienamente rinascimentali della città: composizione ordinata, ampio frontone triangolare, larghe volute che raccordano il corpo centrale, più alto, alle ali laterali più basse, e un rosone al centro. Questo espediente del raccordo a volute, qui ancora un po' massiccio, anticipa soluzioni che il Cinquecento avrebbe poi affinato a lungo.

Un particolare si è impresso durevolmente nella memoria: il travertino della facciata proverrebbe, secondo una tradizione tenace, in parte dal Colosseo, allora utilizzato come cava di pietra dai cantieri romani. La notizia è verosimile nel contesto dell'epoca — il reimpiego di materiali antichi era prassi corrente — ma va riferita con prudenza, come tradizione più che come dato pienamente documentato. L'interno, rimaneggiato nei secoli successivi, conserva un impianto a tre navate che valorizza le cappelle laterali e i grandi pilastri della navata centrale.

L'Isaia di Raffaello e la Madonna del Parto del Sansovino

Il gioiello rinascimentale della basilica si trova su un pilastro della navata, dove si sovrappongono due capolavori concepiti quasi come un insieme unitario. In alto, l'affresco del Profeta Isaia, attribuito a Raffaello e datato di solito intorno al 1512, fu commissionato dall'umanista Johann Goritz (detto il Coricio). Il profeta vi è raffigurato monumentale, con in mano un cartiglio in ebraico, incorniciato da putti. La critica sottolinea da tempo quanto questa figura porti il segno della volta della Cappella Sistina, che Michelangelo stava terminando lì vicino e la cui forza Raffaello avrebbe potuto misurare di persona: la muscolatura ampia, la torsione, la presenza quasi scultorea rivelano questo dialogo ammirato fra i due giganti. La datazione esatta e l'ampiezza degli interventi di bottega restano discusse e vanno maneggiate con cautela.

Subito sotto, entro una nicchia, si colloca la Madonna del Parto di Jacopo Sansovino, statua marmorea che si data comunemente intorno al 1516. La Vergine, seduta, tiene il Bambino sul ginocchio con un'attitudine di nobiltà tutta classica — è stata talvolta rilevata la parentela della composizione con i modelli antichi di tipo « Madonna col Bambino » seduta. L'opera è diventata uno degli oggetti di devozione più venerati di Roma: la Madonna del Parto era invocata dalle donne incinte e dalle giovani madri, e il piede della statua, consumato da secoli di baci e di contatti votivi, testimonia ancora questa fervida devozione popolare mai interrotta. La sovrapposizione Raffaello/Sansovino su uno stesso pilastro offre così una sintesi folgorante tra pittura e scultura del pieno Rinascimento.

La basilica conserva inoltre la tomba di santa Monica, madre di sant'Agostino, le cui reliquie sarebbero state trasferite a Sant'Agostino: un elemento che rafforza la coerenza del programma dedicato al grande dottore della Chiesa e alla sua famiglia spirituale.

Un luogo di devozione — e una nota sul Caravaggio

Nel corso dei secoli Sant'Agostino è rimasta un polo di pietà molto vivo, con la Madonna del Parto a richiamare un flusso continuo di fedeli. Questa vocazione devozionale spiega in parte la ricchezza del suo apparato decorativo: famiglie nobili e confraternite vi moltiplicarono cappelle e commissioni.

Occorre qui segnalare, per evitare ogni confusione di periodo, la presenza di una delle opere più celebri della basilica: la Madonna dei Pellegrini del Caravaggio, nella cappella Cavalletti, generalmente datata al 1604-1606. Questa tela sconvolgente — una Vergine che appare sulla soglia a due umili pellegrini dai piedi nudi e sporchi — appartiene pienamente al Barocco nascente e non al Rinascimento: va dunque etichettata come posteriore, distinta dallo strato rinascimentale (Pietrasanta, Raffaello, Sansovino) di cui tratta questa scheda. Accostarla alle opere del primo Cinquecento consente proprio di misurare, sul posto, il cammino percorso in un secolo, dall'ideale raffaellesco al realismo caravaggesco.

Cosa vedere assolutamente

  • La facciata in travertino (1479-1483 ca.), attribuita a Giacomo di Pietrasanta, tra le prime facciate rinascimentali di Roma — pietra che la tradizione vuole prelevata dal Colosseo.
  • L'affresco del Profeta Isaia di Raffaello (1512 ca.), segnato dalla vicinissima influenza della volta Sistina di Michelangelo.
  • La Madonna del Parto di Jacopo Sansovino (marmo, 1516 ca.), statua di devozione dal piede consumato dai fedeli.
  • La tomba di santa Monica, madre di sant'Agostino.
  • Per il confronto fra le epoche: la Madonna dei Pellegrini del Caravaggio (cappella Cavalletti, 1604 ca.) — barocca, da distinguere dallo strato rinascimentale.

Informazioni pratiche

  • Stato : chiesa parrocchiale e basilica in attività, nel rione Sant'Eustachio, a due passi da piazza Navona.
  • Ingresso : libero (edificio di culto).
  • Abbigliamento e rispetto del luogo : spalle e ginocchia coperte; visite discrete al di fuori delle funzioni.
  • Da sapere : alcune opere sono illuminate da un timer a pagamento; conviene tenere qualche moneta per osservare bene l'Isaia, la Madonna del Parto e la tela del Caravaggio.
  • (Orari non indicati qui: fare riferimento agli avvisi affissi sul posto o ai canali ufficiali della parrocchia.)

Quiz

1. A chi si attribuisce la ricostruzione della facciata di Sant'Agostino (1479-1483 ca.) ?

  • Giacomo di Pietrasanta
  • Donato Bramante
  • Il Caravaggio

2. Quale opera di Raffaello si trova su un pilastro della navata, segnata dall'influenza della volta Sistina ?

  • Il Profeta Isaia
  • La Trasfigurazione
  • La Scuola di Atene

3. La Madonna dei Pellegrini del Caravaggio (cappella Cavalletti, 1604 ca.) appartiene a quale corrente ?

  • Il Barocco (posteriore al Rinascimento)
  • Il primo Rinascimento
  • Il gotico internazionale