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Sant'Apollinare

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Sant'Apollinare

Una chiesa antica nel cuore della Roma devota

Sant'Apollinare è una di quelle chiese romane il cui nome, antico, risale ben prima del Rinascimento: è dedicata a sant'Apollinare, figura venerata come primo vescovo di Ravenna. Una chiesa con questa dedica è attestata a Roma fin dall'alto Medioevo, in quel settore del Campo Marzio che, nel corso dei secoli, si è edificato fittamente intorno all'attuale piazza Navona — l'antico stadio di Domiziano, di cui la piazza ha conservato la forma allungata. Il piccolo spazio che precede la chiesa, la piazza di Sant'Apollinare, ha preso il nome dall'edificio: è un riferimento comodo per collocare il luogo, nel rione Ponte, tra Navona e il Tevere.

Lo strato che interessa HitsMap è quello del XVI secolo, momento in cui la chiesa e gli edifici che la circondano furono riorganizzati in relazione a una grande impresa della Riforma cattolica: la fondazione del Collegium Germanicum. Questo collegio, creato a metà del XVI secolo per formare sacerdoti destinati ai paesi di lingua tedesca e, più in generale, all'Europa centrale, fu affidato alla Compagnia di Gesù, allora giovane ordine nato dall'iniziativa di Ignazio di Loyola. L'istituzione divenne poi il Collegium Germanicum et Hungaricum quando vi fu associato un collegio ungherese. Sant'Apollinare fu unita a questo collegio e ne divenne la chiesa: è questo legame, più che una singola opera d'arte isolata, a conferire al luogo il suo significato in età moderna.

Occorre qui guardarsi da ogni eccesso: la documentazione facilmente accessibile sullo stato preciso dell'edificio nel XVI secolo è scarsa, e sarebbe imprudente attribuire con certezza questo o quell'intervento a un architetto nominato. Si tratterrà piuttosto il movimento d'insieme: nella Roma della seconda metà del Cinquecento, conquistata dallo spirito del concilio di Trento, una vecchia chiesa di quartiere viene assorbita dalla logica dei grandi collegi romani — il Germanicum, ma anche, poco distante, il Collegio Romano — che strutturano la formazione del clero. La chiesa cessa di essere una semplice parrocchia per diventare lo strumento liturgico di un'istituzione educativa, con quel che ciò comporta di messe, esercizi spirituali e cerimonie che scandiscono la vita dei seminaristi.

Questo passaggio si iscrive in una topografia del potere. A pochi metri sorge il Palazzo Altemps, residenza cardinalizia rimaneggiata nel Rinascimento e sede di una delle grandi collezioni di antichità di Roma (oggi sezione del Museo Nazionale Romano, già trattata su HitsMap). L'immediata vicinanza tra la chiesa del collegio germanico e il palazzo degli Altemps disegna un microcosmo caratteristico della Roma moderna, dove famiglie cardinalizie, ordini religiosi e istituzioni di insegnamento convivono in un tessuto urbano fitto. Comprendere Sant'Apollinare significa anzitutto ricollocarla in questo isolato, tra la vita erudita e collezionistica del palazzo e la vita studiosa e devota del collegio.

Isolare la facciata barocca e leggere gli strati

Il visitatore di oggi è colpito anzitutto dalla facciata, il cui aspetto attuale appartiene al XVIII secolo e non al Rinascimento. Questa facciata è generalmente ricondotta a Ferdinando Fuga, uno dei grandi architetti del tardo barocco romano, attivo anche in altri cantieri importanti della città. È essenziale, per la lettura storica del monumento, isolare questo strato: esso testimonia una campagna di rinnovamento posteriore di quasi due secoli allo strato che ci occupa, e ha ampiamente ridefinito l'immagine esterna dell'edificio. In altre parole, ciò che si vede arrivando in piazza non è il volto rinascimentale della chiesa legata al Collegium Germanicum, ma il suo rivestimento tardobarocco.

Questa dissociazione è un buon esercizio di storia dell'architettura. Molte chiese romane sono infatti dei palinsesti: un nucleo antico, talvolta medievale, riadattato nel Rinascimento nella scia tridentina, poi rivestito in età barocca. Sant'Apollinare appartiene pienamente a questa categoria. La facciata di Fuga, omogenea e ordinata, va dunque letta come un capitolo a parte, posteriore, che è opportuno menzionare per non indurre in errore il visitatore, ma che occorre mettere tra parentesi non appena si cerca lo strato rinascimentale. La bandiera di datazione di questa scheda lo indica esplicitamente.

Che cosa resta, allora, dello strato del XVI secolo? La prudenza impone di non decidere senza verifica: l'interno ha conosciuto rimaneggiamenti che possono aver coperto o cancellato una parte delle disposizioni moderne, e lo stato esatto di questo strato sotto la rielaborazione successiva richiede di essere precisato da fonti specialistiche. Si può nondimeno affermare senza rischio che il significato profondo del luogo nel Rinascimento non risiede anzitutto nel suo apparato decorativo, ma nella sua funzione: chiesa di un collegio gesuita rivolto all'Europa germanica e centrale, essa è stata un ingranaggio della riconquista cattolica, un luogo dove si formavano uomini destinati a ripartire verso terre segnate dalla Riforma protestante.

Per questo il modo migliore di visitare Sant'Apollinare è pensarla in rete. Uscendo, ci si dirigerà verso il contiguo Palazzo Altemps per cogliere la vicinanza tra collezione di antichità e istituzione educativa; si raggiungerà la vicinissima piazza Navona per misurare l'intensità urbana del quartiere; e si terrà a mente che l'edificio, sotto le sue apparenze barocche, custodisce una memoria rinascimentale legata a uno dei grandi strumenti della formazione del clero cattolico. La scheda resta volutamente prudente: piuttosto che affermare dettagli incerti, invita a tornare alle fonti per precisare la storia della dedica, la cronologia delle campagne di lavori e il dettaglio dell'unione al Collegium Germanicum. È a questo prezzo che lo strato rinascimentale, discreto ma reale, si lascia a poco a poco decifrare sotto la facciata di Fuga.

Cosa vedere assolutamente

  • La piazza di Sant'Apollinare e la facciata esterna, imparando a riconoscervi uno strato tardobarocco (Fuga) e non il volto rinascimentale della chiesa.
  • L'immediata vicinanza del Palazzo Altemps, da percorrere subito dopo per comprendere l'isolato «palazzo + collegio + chiesa».
  • Il legame con il Collegium Germanicum-Hungaricum, da tenere presente come chiave di lettura della funzione del luogo nel XVI secolo.
  • La prossimità di piazza Navona, che riccolloca la chiesa nella Roma densa e devota del rione Ponte.

Informazioni pratiche

La chiesa si trova sulla piazza di Sant'Apollinare, nel rione Ponte, immediatamente a nord di piazza Navona e addossata al Palazzo Altemps. Vi si accede facilmente a piedi da Navona, in pochi minuti di cammino attraverso i vicoli del centro storico. Il quartiere, molto frequentato, si presta a una visita combinata con il vicino Palazzo Altemps (sezione del Museo Nazionale Romano) e con piazza Navona. Poiché gli orari di apertura, l'accessibilità e le eventuali condizioni di accesso non sono qui noti con certezza, conviene verificarli sul posto o presso una fonte ufficiale prima di ogni spostamento; nessun orario né tariffa è indicato in questa scheda, per evitare qualsiasi informazione errata.

Quiz

  1. A quale grande istituzione del XVI secolo fu unita Sant'Apollinare?
  • Al Collegium Germanicum (poi Germanicum-Hungaricum), collegio affidato ai gesuiti
  • All'università della Sapienza
  • All'ordine dei Benedettini di Montecassino
  1. A chi si attribuisce generalmente la facciata attuale, e a quale epoca risale?
  • A Ferdinando Fuga, nel XVIII secolo, nel tardo barocco
  • A Michelangelo, nel XVI secolo
  • A un architetto medievale anonimo del XIII secolo
  1. Quale grande edificio vicino forma, con la chiesa, un isolato caratteristico presso piazza Navona?
  • Il Palazzo Altemps, residenza cardinalizia e collezione di antichità
  • Il Palazzo del Quirinale
  • Castel Sant'Angelo