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Rinascimento italiano

Piazza del Campidoglio

Rome

Piazza del Campidoglio

Sul più modesto dei sette colli di Roma, ma anche sul più carico di storia, Michelangelo compose a metà del Cinquecento una delle piazze più perfette mai disegnate in Europa. Il Campidoglio, sede del potere religioso e politico fin dall'antichità, dove si ergeva il grande tempio di Giove Capitolino, era diventato nel Medioevo un luogo sfigurato, rivolto verso il Foro sottostante e circondato da edifici disparati. Il progetto di Michelangelo ne fece un manifesto di ordine, simmetria e dignità civica, in cui l'antichità romana veniva reinventata dal genio del Rinascimento.

Michelangelo e la commissione di Paolo III

La trasformazione del Campidoglio si inserisce nella politica di abbellimento di Roma promossa da papa Paolo III (Alessandro Farnese, pontefice dal 1534 al 1549). La spinta decisiva sarebbe legata alla visita trionfale dell'imperatore Carlo V a Roma, nel 1536, di ritorno dalla vittoriosa campagna di Tunisi: la città, ancora segnata dal trauma del Sacco del 1527, doveva offrire uno scenario all'altezza dell'evento. Lo stato di degrado del colle avrebbe accelerato l'incarico affidato a Michelangelo.

Il primo gesto simbolico fu il trasferimento, intorno al 1538, della statua equestre in bronzo di Marco Aurelio dal Laterano, dove era conservata dal Medioevo, fino alla sommità del Campidoglio. Michelangelo, si racconta, si sarebbe dapprima mostrato riluttante allo spostamento, ma fu lui a ideare il basamento destinato ad accogliere il monumento. Il disegno d'insieme si sviluppò poi nell'arco di parecchi decenni: le idee maturano soprattutto a partire dagli anni 1538-1546, ma la maggior parte dell'esecuzione proseguì ben oltre la morte dell'artista, avvenuta nel 1564.

Michelangelo si trovava di fronte due edifici medievali disposti secondo un angolo sgraziato: il Palazzo Senatorio, sede del Senato romano innalzato sulle sostruzioni dell'antico Tabularium, e il Palazzo dei Conservatori, sede delle magistrature cittadine. Invece di correggere quell'angolo, ne fece il principio stesso della sua composizione: i due palazzi, ben lungi dall'essere paralleli, si aprono a ventaglio, dando vita a una piazza trapezoidale che si allarga verso l'ingresso e concentra lo sguardo sul Palazzo Senatorio, fulcro dell'intero assetto.

Il disegno: cordonata, ovale, ordine gigante

L'accesso avviene attraverso la cordonata, ampia rampa a gradini bassissimi, pensata per essere percorsa tanto a piedi quanto a cavallo. Voltando deliberatamente le spalle al Foro per dirigersi verso la città moderna e la basilica di San Pietro, essa inverte l'antico orientamento del colle e prepara, con una lenta salita, l'apparizione della piazza. Oggi è vegliata alla sua sommità dai colossi dei Dioscuri, Castore e Polluce, collocati in epoca più tarda.

Al centro si stende il celebre pavimento ovale, disegno geometrico a stella con dodici punte inscritto in un lieve avvallamento ellittico. Questo motivo, di grande audacia, evocherebbe una rappresentazione del cosmo o un caput mundi, la testa del mondo che si irradia dal punto in cui si erge Marco Aurelio. È bene ricordarlo: il pavimento fu realizzato soltanto nel Novecento, nel 1940, sulla base delle antiche incisioni che tramandavano il progetto di Michelangelo, a lungo rimasto sulla carta.

L'unità visiva dei palazzi si deve all'invenzione di un ordine gigante: grandi lesene corinzie che salgono dal basso e abbracciano i due piani delle facciate in un unico slancio verticale. Questo dispositivo, di una forza inedita, segnerà a lungo l'architettura europea. Il Palazzo dei Conservatori fu così interamente rivestito da questa facciata a ordine colossale, scandita al piano terra da un portico. Il Palazzo Senatorio ricevette una doppia scalinata esterna convergente, una facciata a lesene e, più tardi, una torre campanaria. Per perfezionare la simmetria, Michelangelo previde, di fronte al Palazzo dei Conservatori, un terzo edificio a chiudere la piazza: fu il Palazzo Nuovo, privo di qualsiasi funzione amministrativa e costruito al solo scopo di rispondere, punto per punto, al suo dirimpettaio.

Un compimento ben posteriore al Rinascimento

Va detto con chiarezza: la piazza che oggi ammiriamo è l'esito di un cantiere protrattosi per quasi un secolo e mezzo, condotto in gran parte dopo la morte di Michelangelo. Gli architetti che gli succedettero, primo fra tutti Giacomo della Porta nella seconda metà del Cinquecento, e poi i Rainaldi (Girolamo e Carlo) nel Seicento, proseguirono l'esecuzione sforzandosi di restare fedeli ai disegni e alle incisioni lasciate dal maestro. Il Palazzo dei Conservatori fu ultimato verso la fine del Cinquecento; il Palazzo Nuovo fu edificato solo nel Seicento e portato a termine intorno al 1654. Ci troviamo dunque di fronte a un insieme concepito da un genio del tardo Rinascimento e del manierismo, ma materialmente compiuto in età barocca, con una notevole continuità di progetto.

I Musei Capitolini, il più antico museo pubblico al mondo

Il Campidoglio non è solo una scena urbana: è anche la culla delle collezioni pubbliche d'arte. I Musei Capitolini rivendicano il titolo di più antico museo pubblico al mondo. Il loro atto di nascita risale al 1471, quando papa Sisto IV donò al popolo romano un insieme di bronzi antichi fino allora custoditi al Laterano, trasferendoli sul Campidoglio. Questo gesto, che apriva al pubblico un patrimonio prima principesco, è considerato fondativo.

Tra quei bronzi figuravano pezzi divenuti emblematici: la Lupa Capitolina, immagine stessa di Roma che allatta Romolo e Remo — i gemelli, però, sarebbero un'aggiunta rinascimentale; lo Spinario, aggraziato giovane intento a togliersi una spina dal piede; o ancora i frammenti colossali della statua di Costantino, la cui testa, mano e piede giganteschi continuano a impressionare nel cortile del Palazzo dei Conservatori. La statua equestre originale di Marco Aurelio, restaurata, è oggi custodita all'interno del museo per proteggerla dalle intemperie, mentre una copia fedele occupa il centro della piazza. Le collezioni, ripartite tra il Palazzo dei Conservatori e il Palazzo Nuovo (collegati nel sottosuolo), raccolgono sculture antiche, epigrafi e una pinacoteca.

Cosa vedere assolutamente

  • La cordonata e la sua lenta salita, con i Dioscuri in cima, prima della progressiva scoperta della piazza.
  • Il pavimento ovale a stella e, al suo centro, la copia equestre di Marco Aurelio.
  • L'ordine gigante delle facciate del Palazzo dei Conservatori e del Palazzo Nuovo, invenzione capitale di Michelangelo.
  • Nel cortile del Palazzo dei Conservatori, i frammenti colossali di Costantino (testa, mano, piede).
  • Al museo: la Lupa Capitolina, lo Spinario e l'originale in bronzo di Marco Aurelio.

Informazioni pratiche

La Piazza del Campidoglio è una piazza pubblica ad accesso libero, di giorno come di notte; vi si sale a piedi lungo la cordonata a partire da Piazza d'Aracoeli. Offre una bella veduta sul Foro Romano dai lati del Palazzo Senatorio.

I Musei Capitolini, ospitati nel Palazzo dei Conservatori e nel Palazzo Nuovo, sono a pagamento e si visitano con biglietto; il Palazzo Senatorio, invece, resta sede del Comune di Roma e non è visitabile. Per orari, tariffe ed eventuali mostre temporanee, è consigliabile consultare il sito ufficiale dei musei prima della visita. L'insieme è iscritto nel patrimonio mondiale dell'UNESCO come parte del «Centro storico di Roma» (1980).

Quiz

1. Chi ideò la sistemazione della Piazza del Campidoglio?

  • A. Bramante
  • B. Michelangelo
  • C. Bernini

2. Quale statua antica si erge al centro della piazza?

  • A. La statua equestre di Marco Aurelio
  • B. La statua di Costantino
  • C. La Lupa Capitolina

3. Perché i Musei Capitolini sono celebri?

  • A. Sarebbero il più antico museo pubblico al mondo
  • B. Ospitano la Cappella Sistina
  • C. Sarebbero il più grande museo d'Italia