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Rinascimento italiano

La Piazza della Loggia a Brescia

Brescia

La Piazza della Loggia a Brescia

Nel cuore di Brescia si apre una piazza che non somiglia a nessun'altra in Lombardia. Regolare, incorniciata da portici, rivolta verso una facciata di marmo chiaro, la Piazza della Loggia respira un'aria venuta d'altrove: quella di Venezia. Nata sotto il dominio della Serenissima, sistemata a cavallo tra il XV e il XVI secolo, fu concepita come un manifesto — la volontà di una città di terraferma di dotarsi di uno scenario urbano degno della laguna. Nulla vi è lasciato al caso: il disegno della pavimentazione, l'allineamento delle arcate, il dialogo tra il palazzo comunale e la torre dell'orologio compongono una scena pensata per essere vista, percorsa, ammirata. Qui il Rinascimento non si limita a ornare un edificio; organizza un intero spazio pubblico.

Brescia sotto l'ala di Venezia

Brescia entra nell'orbita della Repubblica di Venezia nel 1426, e questa fedeltà — nonostante gli sconvolgimenti delle guerre d'Italia — segna durevolmente il volto della città. Sotto il governo dei rettori veneziani, la città prospera grazie ai suoi armaioli, ai suoi lanaioli e al fertile contado. Questa ricchezza cerca di esprimersi nella pietra. Là dove altri comuni lombardi restano fedeli a un linguaggio tardogotico o si volgono al vocabolario lombardo dei Solari e degli Amadeo, Brescia adotta volentieri gli accenti veneziani: marmi policromi, archi ribassati, ritmo misurato delle campate. La Piazza della Loggia diventa lo scrigno di questa identità. Vi si coglie l'orgoglio di una città che, senza rinnegare la Lombardia, si sogna un po' veneziana, e fa della sua piazza principale la vetrina di questa duplice appartenenza.

Il Palazzo della Loggia e il suo cantiere

Il Palazzo della Loggia, destinato ad accogliere le magistrature civiche, è l'anima della piazza. La sua costruzione inizia intorno al 1492 e si protrae lungo tutto il XVI secolo, attraverso un cantiere lungo, discontinuo, spesso interrotto dalle difficoltà politiche e finanziarie. Il piano terra si apre con una loggia ad ampie arcate — da cui il nome del palazzo e della piazza — sormontata da un piano nobile aperto da grandi finestre. La decorazione scolpita, ricca di ghirlande, trofei e medaglioni, testimonia il gusto raffinato del primo Rinascimento, dove l'ornamento classico si dispiega con una generosità tutta lombarda. La pietra chiara e il marmo conferiscono all'insieme una luminosità che si distacca dal laterizio circostante.

Il nome di Filippino de' Grassi, scultore e architetto attivo a Brescia, è tradizionalmente associato alle prime campagne, in particolare all'ornamentazione. Ma il cantiere, per la sua durata e il suo prestigio, divenne una sorta di laboratorio in cui intervennero o furono consultate più generazioni di artisti, ciascuna apportando la propria maniera a un edificio che si costruì lentamente, quasi alla stregua di un'opera collettiva.

I grandi architetti associati

Il prestigio del Palazzo della Loggia risiede anche nei nomi illustri che la tradizione lega alla sua storia. Si racconta che Jacopo Sansovino, il grande architetto della Venezia del XVI secolo, sarebbe stato consultato o avrebbe fornito pareri — cosa che, se il coinvolgimento resta da precisare, non avrebbe nulla di sorprendente per un cantiere posto sotto l'autorità veneziana. Si evoca allo stesso modo Andrea Palladio, chiamato, si dice, a dare il suo parere sul completamento dell'edificio, in un momento in cui la questione della copertura e del piano superiore restava aperta. Infine, Galeazzo Alessi, architetto perugino segnato da Roma e attivo a Genova e Milano, sarebbe stato coinvolto nei progetti riguardanti la grande copertura e il coronamento del palazzo.

Bisogna accogliere queste attribuzioni con prudenza: la lunghezza del cantiere, la circolazione dei disegni e l'abitudine di sollecitare i maestri di fama rendono difficile districare la parte esatta di ciascuno. La copertura monumentale che sovrastava l'edificio — restaurata dopo diversi sinistri nel corso dei secoli — fu oggetto di dibattiti e di proposte successive. Ciò che resta certo è che il Palazzo della Loggia fu percepito, fin dalla sua epoca, come un'opera abbastanza importante da meritare l'attenzione dei più grandi architetti del tempo. Questa stessa reputazione dice il posto che Brescia occupava nella geografia artistica del Rinascimento settentrionale.

La piazza e i suoi ornamenti

La Piazza della Loggia non si riduce al suo palazzo: è un insieme, uno scenario completo. Di fronte al Palazzo, la Torre dell'Orologio innalza il suo quadrante astronomico con i segni dello zodiaco, sormontato da due automi di bronzo — i famosi macc de le ure, i «matti delle ore» in dialetto bresciano — che battono la campana in cima. Questo orologio monumentale, erede del gusto rinascimentale per le macchine del tempo, scandisce la vita della piazza e le dona la sua voce.

Su un altro lato si estendono i portici del Monte di Pietà, l'istituzione di prestito caritatevole nata per combattere l'usura. Il corpo più antico, il Monte Vecchio, presenta una facciata scandita da arcate e incastonata di iscrizioni lapidarie romane — epigrafi antiche murate nella parete, alla maniera dei gabinetti degli umanisti che collezionavano le pietre scritte dell'Antichità. Il Monte Nuovo, aggiunto più tardi, prolunga e arricchisce questo fronte edificato. Questi portici, con le loro logge e la loro dotta epigrafia, partecipano pienamente all'armonia scenografica della piazza: qui l'architettura, la scultura e la scrittura si rispondono in un medesimo respiro classico.

Portata

La Piazza della Loggia è uno degli esempi più compiuti di piazza rinascimentale concepita come un tutto coerente nell'Italia settentrionale. Testimonia il modo in cui la cultura veneziana si diffuse nella terraferma, non per semplice imitazione, ma attraverso una sintesi originale tra l'eleganza lagunare e la tradizione lombarda. Il Palazzo della Loggia, per i grandi nomi che gravitarono attorno al suo cantiere, incarna l'irradiazione di un'architettura civica ambiziosa, dove il palazzo comunale diventa l'emblema dell'orgoglio cittadino. Per la storia dell'urbanistica del Rinascimento, Brescia offre un caso prezioso: quello di una piazza in cui il potere municipale, la misura del tempo e la carità pubblica si danno appuntamento in uno scenario unificato.

Cosa vedere assolutamente

  • La facciata del Palazzo della Loggia e la sua loggia inferiore ad ampie arcate, cuore monumentale della piazza.
  • La decorazione scolpita di ghirlande, trofei e medaglioni, espressione raffinata del primo Rinascimento.
  • La Torre dell'Orologio con il suo quadrante astronomico e i suoi automi di bronzo, i macc de le ure.
  • I portici del Monte Vecchio e le loro iscrizioni lapidarie antiche murate nella parete.
  • Il Monte Nuovo, prolungamento più tardo dell'istituzione caritatevole, che chiude il fronte edificato.
  • La composizione d'insieme della piazza, regolare e scenografica, da percorrere con lo sguardo come una scena di teatro urbano.

Informazioni pratiche

La Piazza della Loggia è una piazza pubblica, nel centro storico di Brescia, liberamente accessibile in permanenza. Il Palazzo della Loggia resta la sede dell'amministrazione comunale, il che limita l'accesso all'interno; gli orari di eventuali visite, così come le modalità per gli altri edifici, sono soggetti a variazioni — è prudente informarsi sul posto o presso i servizi turistici della città. Il centro di Brescia si presta alla scoperta a piedi, poiché la piazza è vicina ad altri capisaldi importanti della città.

Quiz

Sotto il dominio di quale potenza fu sistemata la Piazza della Loggia? La Repubblica di Venezia

Come si chiamano, in dialetto bresciano, gli automi di bronzo della Torre dell'Orologio? I macc de le ure (i «matti delle ore»)

Quale istituzione occupa i portici ornati di iscrizioni antiche sulla piazza? Il Monte di Pietà