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Rinascimento italiano

Piccola Farnesina (Palazzo Farnesina ai Baullari)

Rome

Piccola Farnesina (Palazzo Farnesina ai Baullari)

A pochi passi dal Corso Vittorio Emanuele II, nella Roma antica dei vicoli e delle botteghe artigiane, si affaccia un piccolo palazzo che la tradizione ha battezzato male. Lo si chiama «Farnesina» o «Piccola Farnesina», eppure non appartenne mai ai Farnese. Questo equivoco tenace, nato da uno stemma letto male, dice molto su come la storia romana si costruisca tanto sulle pietre quanto sui racconti che vi si attribuiscono. Dietro la sua facciata discreta e un cortile di rara finezza, l'edificio resta comunque uno dei testimoni più raffinati dell'architettura civile del pieno Rinascimento romano.

Il palazzo di Thomas Le Roy e l'equivoco «Farnesina»

Il palazzo sarebbe stato edificato intorno al 1523 per Thomas Le Roy (talvolta latinizzato in Thomas Regis), un prelato francese al servizio della Curia romana, attivo nell'ambiente diplomatico legato alla Francia. In riconoscimento dei suoi servigi, gli sarebbe stato concesso di aggiungere alle proprie armi dei gigli, il simbolo regale francese per eccellenza.

È proprio da qui che nasce la confusione. I gigli scolpiti che ornano l'edificio evocarono, agli occhi dei romani dei secoli successivi, i gigli araldici della famiglia Farnese, il cui stemma recava sei gigli azzurri in campo d'oro. Si credette dunque a una committenza farnesiana, e il nome di «Farnesina» — «piccola Farnesina», per assonanza con la celebre Villa Farnesina di Agostino Chigi, passata poi ai Farnese, in Trastevere — rimase attaccato all'edificio. La denominazione completa, Palazzo Farnesina ai Baullari, rimanda invece alla via dei Baullari, la strada dei fabbricanti di bauli e casse da viaggio, gli artigiani che vi tenevano bottega.

Occorre quindi dissipare il miraggio: né i Farnese, né il loro monumentale palazzo poco distante (l'attuale Palazzo Farnese, sede dell'ambasciata di Francia) hanno un legame diretto con questo piccolo edificio. L'accostamento è puramente visivo e onomastico.

L'architettura di Sangallo e il cortile

L'attribuzione del disegno è tradizionalmente assegnata ad Antonio da Sangallo il Giovane (1484-1546), uno dei grandi architetti della Roma di Clemente VII e di Paolo III, futuro capomastro del Palazzo Farnese e collaboratore del cantiere di San Pietro. Questa paternità, per quanto plausibile alla luce dello stile e della datazione, va accolta con prudenza: si fonda più sull'analisi stilistica e sulla tradizione che su una documentazione d'archivio incontestabile.

Ciò che seduce nell'edificio sta nella sua misura. La facciata su via dei Baullari, rimaneggiata alla fine dell'Ottocento durante l'apertura del Corso Vittorio Emanuele II, conserva un'impaginazione sobria. Ma è soprattutto il cortile interno a catturare lo sguardo: uno spazio dalle proporzioni armoniose, scandito da logge e paraste, dove si ritrova il vocabolario classico caro al pieno Rinascimento — archi a tutto sesto, colonne, trabeazioni nette. Vi si leggono ancora, su alcuni elementi scolpiti, i famosi gigli e iscrizioni legate al committente. Il cortile trasmette quel senso di ordine sereno e di equilibrio che gli architetti della generazione di Bramante e di Raffaello avevano elevato a ideale.

Come molti edifici del centro storico, il palazzo ha conosciuto trasformazioni, in particolare alla fine dell'Ottocento, quando l'apertura della grande arteria del Corso ne amputò e modificò l'immediato intorno. Bisogna quindi distinguere il nucleo rinascimentale dalle aggiunte e dai restauri successivi.

Il Museo Barracco

Dall'inizio del Novecento il palazzo ospita il Museo Barracco di Scultura Antica, un museo civico della Città di Roma. La collezione proviene dal lascito del barone Giovanni Barracco (1829-1914), senatore e appassionato collezionista, che riunì un notevole insieme di sculture antiche.

L'interesse del fondo sta nella sua ampiezza cronologica e geografica: vi si trovano opere dell'Egitto faraonico, dell'Assiria e della Mesopotamia, della Grecia arcaica e classica, del mondo etrusco e romano, oltre a pezzi della tarda Antichità. Questa raccolta ne fa uno dei rari musei romani a offrire un panorama comparato delle arti scultoree del Mediterraneo antico, riunite in una cornice rinascimentale che contrasta felicemente con l'antichità delle opere esposte.

Il barone aveva inizialmente allestito le sue collezioni in un edificio oggi scomparso; dopo vari spostamenti, esse trovarono la loro sede definitiva nella Piccola Farnesina, riuscito connubio tra un contenitore del Cinquecento e un contenuto millenario.

Cosa vedere assolutamente

  • Il cortile rinascimentale interno, cuore architettonico del palazzo, con le sue logge e le sue proporzioni equilibrate.
  • I gigli scolpiti e gli elementi araldici, all'origine dell'equivoco «Farnesina».
  • Le sculture egizie del Museo Barracco, tra cui pezzi faraonici di notevole qualità.
  • I marmi greci — originali e copie romane da modelli classici — tra i punti di forza della collezione.
  • I reperti assiri e vicino-orientali, più rari nei musei romani.

Informazioni pratiche

Il Museo Barracco è un museo civico della rete dei musei della Città di Roma (Musei in Comune). Si trova sul Corso Vittorio Emanuele II, nelle immediate vicinanze di Piazza Navona e di Campo de' Fiori, nel centro storico iscritto nel patrimonio mondiale dell'UNESCO dal 1980. L'ingresso è di norma a tariffa contenuta, con condizioni particolari per i residenti e i titolari di carte culturali comunali. Per orari, giorni di chiusura e tariffe aggiornate si consiglia di consultare il sito ufficiale dei musei civici romani prima della visita.

Quiz

  1. Perché il palazzo è soprannominato «Farnesina» ?
  • a) Fu costruito dalla famiglia Farnese
  • b) I suoi gigli scolpiti furono confusi con i gigli dello stemma Farnese
  • c) Servì da residenza a papa Paolo III Farnese
  1. A quale architetto è tradizionalmente attribuito l'edificio ?
  • a) Antonio da Sangallo il Giovane
  • b) Michelangelo
  • c) Il Bernini
  1. Quale collezione ospita oggi il palazzo ?
  • a) Una pinacoteca di pittura barocca
  • b) Il Museo Barracco di scultura antica
  • c) Un museo d'arte contemporanea